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32 km - Dislivello 50mt

Tappa 09

San Mauro Pascoli -

Cesena

Domenica 14  Maggio 2023 32km Dislivello 50mt
Tappa adatta a: Neofiti

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San Mauro Pascoli

Panoramica

Nel ‘700 prende forma la città che oggi conosciamo. In quegli anni i Principi Torlonia fondarono qui una delle più belle tenute agricole della Romagna: ancora oggi si può vedere l’imponente struttura di quella meravigliosa fattoria, in gran parte riqualificata, denominata “Villa Torlonia”. Il 31 dicembre 1855 nasce qui il grande poeta Giovanni Pascoli. Nel 1932 il nome di San Mauro di Romagna fu modificato, con Regio Decreto, in “San Mauro Pascoli” in onore del poeta. Oggi è un distretto calzaturiero famoso in tutto il mondo.

MetroSanMauro: percorso urbano pedonale distante da strade e da traffico, dotato di segnaletica dedicata. Collegato a un’App che consiglia stili di vita sani e indicazioni sui percorsi.

In tavola

Tipica cucina romagnola. Dalla piadina alla lattuga, prodotto di punta della produzione agricola.

CESENA

Panoramica

Immersa nella Vallata del fiume Savio, a pochi chilometri dal mare, la città di Cesena è un’importante meta d’arte, nota per la buona tavola e una florida economia, soprattutto agricola, e per essere la città del Wellness. A Cesena, infatti, la tradizione culturale si sposa con l’ospitalità e il viver bene. Nota per essere la Città dei Tre Papi, ma anche culla dello Sport e delle due ruote, in quanto promotrice delle buone pratiche di mobilità sostenibile e inserita nel Grand Tour della Valle Savio, la città è caratterizzata da un centro molto vivace, contraddistinto da una cucina saldamente ancorata alle tradizioni della Romagna e da un polo universitario moderno e dinamico che richiama in città oltre 5 mila studenti.

Cesena è anche la città della Biblioteca Malatestiana, unico esempio al mondo di Biblioteca umanistica perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria. Sorta all’interno del convento francescano per volontà di Malatesta Novello, è oggi uno splendido esempio di biblioteca monastico-rinascimentale, rimasta intatta in ogni sua parte per la custodia congiunta dei frati e del Comune, conserva gli arredi originali e un importante fondo di codici miniati, come ha riconosciuto l’Unesco, inserendola, prima in Italia, nel Registro della Memoire du Monde. Durante la signoria dei Malatesta (1378-1465) Cesena conobbe un’epoca di magnificenza, capace di regalare alla città il volto odierno che ancora oggi, nonostante il trascorrere del tempo, conserva. Furono quest’ultimi a disegnare l’abitato con le mura, tuttora conservate integralmente ma soprattutto a impegnarsi nella riedificazione della Rocca che, dall’alto del colle Garampo, domina tutta la città, confermandosi come una delle più grandi fortificazioni meglio conservate di tutta la Romagna e apprezzate da Leonardo Da Vinci. Negli ultimi anni a Cesena si è sviluppata la visione strategica di Cesena Sport City, che coniuga attività motoria e benessere promuovendo l’inclusione attraverso lo sport. Cesena inoltre è un’interessante meta durante tutto l’anno. Qui vi si svolgono numerosi importanti eventi, fra cui l’antichissima e tradizionale Fiera di San Giovanni il 24 giugno, Piazze di Cinema a luglio, il seguitissimo Festival Internazionale del Cibo di Strada nel primo fine settimana di ottobre, la Giostra medievale e i concerti di Acieloaperto. Da non perdere il ricco calendario estivo nelle location all’aperto, con festival teatrali e rassegne musicali, quello invernale del Teatro “A. Bonci”a cura di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Fondazione, e le corse internazionali di trotto all’Ippodromo del Savio.

Gastronomia

Cesena, città dei Malatesta, storica ed elegante, dai sapori intensi e gustosi della tradizione. Quando, fra una visita culturale e una passeggiata nel centro, viene l’ora di andare a tavola, si può scegliere un ristorante tipico romagnolo, un bistrot, un’osteria o provare lo street food. Qui è nato nel 2000, infatti, il Festival internazionale del Cibo di strada, diventando un appuntamento periodico sempre tanto atteso e partecipato.

E cibo di strada di eccellenza è la piadina romagnola, detta ‘la pida’ in dialetto.

Chi non la conosce? È una sorta di disco di pane azzimo, spesso consumata nei caratteristici chioschi, e accompagnata da differenti farciture come lo squacquerone (tipico formaggio fresco e cremoso) e la rucola, oppure dai salumi locali. Il crescione, invece, è un’elaborazione della piadina piegata a metà e ripiena prima della cottura. Quello alle erbe è il più diffuso, ma ne esistono di tanti tipi. La piadina va impastata rigorosamente a mano e si stende con il matterello.
La si cuoce sul testo (‘teggia’ in dialetto) che è una piastra rovente di terracotta o in ghisa. Ma non basta mettere insieme gli ingredienti giusti per produrre un’ottima piadina cesenate: molto importante è anche lo spessore che spesso ne rivela la zona precisa di produzione. A Cesena la piadina è di spessore medio mentre, ad esempio, nel riminese è più sottile.

Dalla piadina ai primi piatti: un continuo tronfo di bontà! Non tutti sanno che in dialetto romagnolo non esiste il termine “pasta”: i primi piatti di sfoglia fatta in casa della cucina romagnola, in brodo o asciutti che siano, e per estensione tutti i primi piatti, vengono chiamati mnestra (“minestra”). Mnestra sòta (asciutta) e mnestra int e’ brod (in brodo). A differenza di altri parti d’Italia dove la minestra è esclusivamente un piatto liquido.

Fra le minestre tradizionali di Cesena ci sono quelle prodotte con sfoglia all’uovo (tagliatelle, lasagne, passatelli asciutti o in brodo, tagliolini, maltagliati), quelle con sfoglia senza uovo (strozzapreti, pappardelle in brodo) e la pasta ripiena come i cappelletti (da tradizione la famiglia si ritrova la Vigilia di Natale per prepararli per le feste) e i tortelli.
La frutta e la verdura cesenate, poi, sono un orgoglio nazionale. Tra le colture troviamo pesche, albicocche, susine, fragole di Romagna, kiwi, mele, pere, diverse e caratteristiche varietà di ciliegie. Tra gli ortaggi spiccano patate, fagiolini, piselli, lattughe, cicorie, rape, pomodori, cardi gigante di Romagna, carciofi violetto di Romagna.
Alcune di queste colture sono ancora in piena produzione, mentre altre rappresentano oggi produzioni locali o di nicchia come lo scalogno di Romagna che ha ottenuto il marchio IGP.
Sulla tavola cesenate, come in tutta la Romagna, non può mancare il vino, chiamato appunto ‘e be’’ (il bere). Sangiovese, albana, pagadebit, trebbiano e cagnina sono i protagonisti delle botti, delle cantine e dei colli cesenati.

Cesena, inoltre, si trova in una posizione privilegiata: oltre ad essere a pochi chilometri dalla riviera adriatica e lungo la via Emilia, è alle porte della Valle del Savio. Località preziose e affascinanti si promuovono insieme con il marchio I Percorsi del Savio. Si tratta di Cesena, Montiano, Mercato Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna e Verghereto. Qui, i sapori e i profumi locali si arricchiscono di funghi, tartufo, castagne. Legami di gusto e tradizioni che rendono Cesena e la Romagna terra di accoglienza e benessere.

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