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51,6 km - Dislivello 400mt

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Pieve di Soligo -

Treviso

Giovedì 26  Maggio 2022 51,6km Dislivello 400mt

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PIEVE DI SOLIGO

Informazioni Turistiche

Pieve di Soligo, per l’eleganza delle sue antiche dimore signorili e per la sua felice posizione geografica nel cuore delle “Colline del Prosecco” Patrimonio Unesco è conosciuta come “la perla del Quartier del Piave”. Città finalista al titolo di “Capitale della cultura” per il 2022 è un centro attivo e vivace e con le sue frazioni è la meta ideale per una vacanza all’insegna del movimento, della buona tavola, dell’arte e della storia. La città deve il suo nome all’antica Pieve, fondata nel IX secolo, ma in epoca romana fu sede di una colonia agricolo-militare. Culla di artisti e residenza di personaggi famosi come la soprano Toti dal Monte. Pieve di Soligo ha dato i natali al ministro Francesco Fabbri e al poeta Andrea Zanzotto. Opere d’arte sono custodite nelle chiese e nei piccoli oratori. Nel Duomo, si trova la tomba del Beato Giuseppe Toniolo. L’enogastronomia offre indimenticabili e stuzzicanti eccellenze: dallo “spiedo d’alta marca” ai piatti della cucina tradizionale, dai salumi ai pluripremiati formaggi per golosi spuntini o antipasti. Senza dimenticare il famoso Prosecco da gustare in tutte le sue sfumature. Pieve di Soligo è una città incastonata in un paesaggio ricco di valenze storiche e naturalistiche che vi conquisterà con la sua accoglienza e ospitalità.

Gastronomia

La cucina dell’Alta Marca Trevigiana è molto rinomata e apprezzata. I piatti della tradizione sono stati sapientemente recuperati e reinventati da alcuni grandi cuochi che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del turismo-eno grastronomico del territorio. Gli antipasti, sono a base di salumi e formaggi locali, accompagnati da funghi, polenta morbida, verdure in agrodolce. I primi piatti sono molto vari, dalle tipiche minestre di verdure o legumi (pasta e fagioli), ai risotti con vegetali o erbe di campo primaverili. Il primo posto fra i secondi piatti spetta senza dubbio allo spiedo di carni miste con polenta. Altri secondi sono a base di carni di animali da cortile. Tradizionali sono il “pit in tecia” (pollo in umido) con polenta, il coniglio e la faraona “in peverada” (una salsa speziata a base di fegato e soppressa). Piatti tipici sono anche le trippe e il bollito di carni miste accompagnate dal “cren” (salsa di rafano aromatico e piccante). Il gustoso “muset” (cotechino) o la “bondola” (cotechino con al centro la lingua di maiale) sono cibi invernali.  Nelle trattorie con il focolare molto richieste sono le carni alla griglia, soprattutto costate e braciole di maiale. Il baccalà con polenta è un altro dei piatti della tradizione ed era il cibo dei giorni di “magro”. Il radicchio in tutte le sue varianti è uno dei contorni sempre proposti. Da provare l’abbinata radicchi e fagioli. Altri contorni sono la polenta, i fagioli, le patate, le erbe. Il nostro territorio ha una produzione casearia molto varia e rinomata: “casatella”, “latteria”, “imbriago” (formaggio stagionato sotto le vinacce), “bastardo”, “morlacco” “pincion”. I dolci tradizionali sono i biscotti “zaleti” con farina di mais e uvetta sultanina, la “pinza” invernale, frittelle e crostoli a Carnevale, il Tiramisù e le fragole con il vin Clinto. A fine pasto, con il caffè, l’immancabile “resentin” della tazza con una dose di buona grappa locale.

Bevande

Non si può parlare di vini locali senza citare quello che è diventato il simbolo identitario del territorio e delle sue colline patrimonio Unesco, il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene. Il Prosecco superiore definisce, con l’omonima “Strada” costituita nel 1966 (la prima in Italia) un itinerario con numerose deviazioni, che portano a conoscere, oltre ai migliori Prosecchi, anche alcune produzioni di nicchia; come una variante storica di Prosecco, prodotta con uve della varietà Balbi, selezionate a metà 800 dal conte Marco Giulio Balbi Valier e coltivate a Pieve di Soligo. A parte il vino del conte, nella produzione dei bianchi di collina, è diffusa la pratica di utilizzare un mix di uve, che contribuiscono alle diverse caratterizzazioni dei vini locali –Tra queste la Perera, utilizzata nella vinificazione del Prosecco, per aumentare acidità e profumi fruttati del vino, ma vinificata in rari casi anche in purezza. — O quella Verdiso il cui nome deriva dal colore tendente al verde degli acini. Coltivato nella zona di Conegliano Valdobbiadene dal 1700, le sue uve erano apprezzate per la capacità di apportare acidità, sapidità e freschezza ai bianchi di collina ma oggi vengono spesso usate anche per il vino omonimo , realizzato in purezza. A Combai si svolge ogni anno una mostra che presenta le migliori produzioni di questo vino fresco e vivace, perfetto per la soppressa. — La Bianchetta da sempre utilizzata nel trevigiano per “ingentilire” ed aumentare il grado dell’antenato del Prosecco. Usata in abbinamento a quelle di verdiso e glera per produrre il prosecco più tradizionale, quello fermentato in bottiglia, il Vin col fondo (sui lieviti). — La Boschera viene coltivato in vigneti alti a ridosso dei boschi; grazie alla buccia grossa, è adatta all’appassimento sui graticci ed il particolare vino che se ne ricava è il rinomato Torchiato di Fregona. — Oltre ai vini bianchi tra le colline di Conegliano Valdobbiadene si possono gustare anche alcuni vini rossi. Come il Rosso dei colli, tradizionale uvaggio di merlot, cabernet e marzemino. Quest’ultimo tipo di uva viene usata in purezza per produrre il Refrontolo passito, conosciuto per le sue qualità organolettiche sin dal tempo dei romani (si dice). — Una citazione a parte merita infine il Clinto, un “non vino” nel secolo scorso ampiamente diffuso in tutto il Quartier del Piave. I pochissimi produttori rimasti possono utilizzarlo per autoconsumo e non commercializzarlo, ma qualche assaggio può essere ancora miracolosamente possibile.

TREVISO

Informazioni Turistiche

Treviso è il capoluogo della Marca Trevigiana. Denominata città d’acque per la confluenza del Sile con il Botteniga, ospita una serie di polle di risorgiva che danno origine a un fitto reticolo di ruscelli e canali che penetrano e circondano la città, disegnandone la topografia. Il nucleo antico, di origine romana, è localizzato sulla sinistra del Sile e trova il suo cuore pulsante in piazza dei Signori. Treviso ha una rettangolare, con vie strette e tortuose, su cui si affacciano case dalle facciate affrescate, dotate di portici e barbacani.

Risparmiata dagli Unni, Treviso divenne un importante polo commerciale in epoca romana, salvo poi ritrovarsi devastata dagli ungheri.  Tornò poi un centro ricercato e fiorente. Fu dominata dai conti di Gorizia, dagli Scaligeri e da Venezia, da Leopoldo D’Austria, dai Carraresi e dai Visconti, prima di tornare sotto il dominio della Serenissima. Il legame con Venezia è testimoniato dalla cinta muraria e dalle Porte. 

Fra il 1700 e il 1800 a Treviso si alternarono la dominazione Austriaca, il Regno Italico e Venezia. 

Treviso subì bombardamenti sia nella prima che nella seconda guerra mondiale. In particolare, c’è una giornata che viene ricordata con partecipazione e sofferenza, il 7 aprile 1944, giorno in cui 159 bombardieri alleati rasero al suolo l’80% degli edifici provocando almeno 1.600 vittime fra i civili. Da quel giorno, ogni anno, il doloroso viene ricordato con una cerimonia pubblica. 

Treviso unisce dunque storia ed eleganza, tradizione e passione. Una Città da visitare per i suoi palazzi affrescati e per le meraviglie artistiche custodite ai Musei Civici ma anche da vivere per le sue osterie e i luoghi dove Prosecco, cicchetti e piatti della tradizione regnano sovrani.

Gastronomia

La cucina trevigiana segue la tradizione di eccellenza Veneta.

Fra i piatti più caratteristici, che valorizzano i sapori della terra e del mare, ci sono: 

Sopa Coada. La Sopa Coada è un pasticcio di pane, brodo e carne di piccione. La ricetta prevede strati di pane tostato spolverato di formaggio alternati con carne di piccione disossato e rosolato in padella con vino. Il pasticcio è infine inzuppato con abbondante brodo e cotto in forno per un paio d’ore.

Pasta e Fasioi. Pasta e fagioli nella Marca trevigiana è un’istituzione. Viene servita come una zuppa densa di fagioli borlotti o di Lamon passati in una vellutata cremosa mescolati con pasta formato ditalini. A volte è insaporita con cotenna o guanciale e un leggero soffritto. La ricetta tradizionale prevede di servirla con radicchio tardivo crudo sul fondo del piatto e una spolverata di pepe.

Risotto con le rosoline. Le rosoline sono le foglie del papavero raccolte in primavera prima della fioritura delle piante, che crescono numerose nei campi di grano. Vengono sbollentate e utilizzate come contorno, unite ad altre verdure a foglia verde, o per preparare risotti saporiti.

Il “trio” di prodotti tipici è rappresentato sicuramente da Tiramisù, Radicchio e Prosecco. Fra le eccellenze ci sono anche la Casatella Trevigiana Dop, l’Asparago (Bianco del Sile, di Cimadolmo Igp e di Badoere). 

Tiramisù. La ricetta originale del Tiramisù – dolce a base di caffè, savoiardi, zucchero, mascarpone e uova – risale al 1962. Depositario di questa famosissima preparazione è il ristorante Le Beccherie. Il nome deriva dall’espressione dialettale veneta “tirame su”: il riferimento è alla portata calorica dei suoi ingredienti.

Radicchio. La coltivazione delle prime varietà di radicchio a foglia rossa risale al XV secolo. Ciò che rende questo ortaggio unico nel suo genere è la pratica della “forzatura”, applicata alle varietà invernali che, con un artificio del tutto naturale – l’accumulo fuori terra, sotto teloni – vengono stimolate ad emettere foglie più croccanti e saporite. 

Casatella. La Casatella Trevigiana Dop è un formaggio fresco di fattoria che, in origine, veniva preparato nelle case contadine utilizzando il latte eccedente gli usi alimentari diretti. La pasta di questo formaggio è morbida e cremosa e il profumo è lieve, latteo e fresco. Il sapore è dolce con venature lievemente acidule. 

Asparago. Coltivato in Veneto sin dall’età romana, l’asparago si presenta con una colorazione bianco avorio con eventuale lieve colorazione rosa. L’asparago si presta a gustosissime proposte culinarie come il risotto con gli asparagi e gli asparagi gratinati al morlacco.

Bevande

Prosecco. Ottenuto dal vitigno Glera, il Prosecco è legato indissolubilmente all’Alta marca trevigiana. Il Prosecco trova il suo vertice qualitativo a Valdobbiadene dove, sulle colline situate a metà distanza dalle Dolomiti e dall’Adriatico, fra un microclima dolce ed un terreno assai vario, le viti si sviluppano in modo particolarmente equilibrato. Il Prosecco è il “re” dell’aperitivo, ma nelle sue varie tipologie, a seconda del residuo zuccherino, dal più secco “Brut” al “Dry”, delicatamente amabile, può diventare una bollicina di grande versatilità.

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