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93 km - Dislivello 3100mt

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Orsogna -

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Domenica 15  Maggio 2022 93km Dislivello 3100mt

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ORSOGNA

Informazioni Turistiche

Orsogna è un paese dell’Italia Centrale, situato nella regione Abruzzo, in provincia di Chieti. Si trova in collina, a 432 metri sul livello del mare, a pochi chilometri dal Parco nazionale della Majella – i cui monti dominano il paesaggio con la loro bellezza e maestosità – e a 20 chilometri dal litorale adriatico.

I suoi abitanti sono chiamati i orsognesi.

Il comune si estende su 25,3 km² e conta 3 799 abitanti dall’ultimo censimento della popolazione. La densità di popolazione è di 150,4 abitanti per km² sul Comune.

Nelle vicinanze dei comuni di Filetto, Arielli i Guardiagrele, Orsogna è situata a 9 km al Sud-Ovest di Lanciano, la più grande città nelle vicinanze.

Situata a 430 metri d’altitudine, il comune di Orsogna ha le seguenti coordinate geografiche 42° 13′ 12” Nord, 14° 16′ 48” Est. Il centro abitato si sviluppa intorno alla Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari, di epoca settecentesca, che conserva anche due antiche croci da processione dell’artista e orafo Nicola da Guardiagrele.

Orsogna è immersa nella natura, che colora di verde le sue strade e la circonda di vigneti e oliveti. Il Comune è socio dell’associazione Città del Vino.

Il 26 marzo 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi attribuì al Comune di Orsogna la Medaglia d’argento al merito civile.

Gastronomia

A tavola con le famiglie orsognesi e nei ristoranti e agriturismo del posto è possibile degustare le squisite pietanze della tradizione contadina, innaffiandola con il vino locale.

E’ impossibile sintetizzare la ricchezza dei sapori, dalla pasta alla chitarra «carrata» in casa alle «pallotte casce e ove», da «pizz’ e ffuje» (focaccia di farina di mais e verdura) alla «pizz’ di randigne» (di granturco), dalle «ciammaiche al sugo» (le lumache) al «cif e ciaf» fatto con il guanciale di maiale a tocchetti, per finire con i dolci: crispelle di patate, la Pupa di Pasqua in pasta di mandorle, «li ciaunelle» (ciambelle fritte senza buco), i taralli natalizi, le pizzelle.

La Cantina Orsogna, situata nell’omonima città in provincia di Chieti, è una realtà biologica e biodinamica profondamente radicata nel territorio Abruzzese. L’azienda spicca nel panorama vitivinicolo italiano non solo per l’impegno e la passione che mette nel creare i suoi vini, ma anche per l’attenzione verso l’ambiente.

È da sempre impegnata infatti nella conduzione dei propri vigneti con pratiche agricole che salvaguardano la qualità dell’ambiente, nella convinzione che un vino di qualità può nascere solo da un terreno di qualità.

Con questa certificazione si premia l’impegno di un gruppo di agricoltori pionieri a livello internazionale del biologico e del biodinamico, fermamente convinti che il rispetto dell’ambiente, dei suoi tempi e delle sue regole sia parte imprescindibile nella coltivazione delle viti per realizzare “vini potenti ed eleganti, ricchi di sapida forza e unici come carattere, senza cedere a mode… vini che siano fortemente distinguibili dagli altri”.

La base ampelografica dei vigneti è costituita dal Montepulciano per circa il 30% e la restante parte da Trebbiano d’Abruzzo, Sangiovese, Malvasia, Chardonnay e Moscato, oltre ai vitigni autoctoni Passerina, Cococciola e Pecorino.

Oggi produce circa 1.500.000 bottiglie l’anno, con importanti margini di crescita. Il 70% della produzione viene esportato in 30 paesi nel mondo tra Usa, Canada, Europa, Giappone e Cina. Il primo mercato di riferimento è la Germania, seguito da Stati Uniti e Penisola Scandinava.

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Informazioni Turistiche

Pretoro, come un grazioso presepe, si arrocca sulle pendici nordorientali della Maiella con una fisionomia davvero inconfondibile, data dalle sue case di pietra addossate le une alle altre tanto da sembrare “appollaiate” sul fianco scosceso del monte; situato a circa 600 m. di altitudine, il paese è stato di recente incluso nel novero de “I borghi più belli d’Italia”. Di formazione medievale, il centro antico è percorso da stretti vicoli, che a volte si interrompono per lasciar spazio a suggestive e caratteristiche piazzette, e da ripide scalinate che si inerpicano fino a raggiungere la parte più alta del borgo, il “Castello”, da dove si gode di un panorama sul territorio circostante davvero straordinario. Non a caso il noto poeta dialettale Raffaele Fraticelli ha descritto il paese con questi versi: «case brune, abbracciate, che sussurrano parole antiche e si arrampicano sul seno della Maiella: scale, scale, scale, fino all’ultimo focolare». Dell’età medievale Pretoro conserva l’impianto urbanistico generale, raccolto intorno al suo punto più alto dove in origine sorgeva il castello (di cui oggi resta ben poco) e sviluppatosi a raggiera seguendo le curve di livello e la conformazione scoscesa del terreno roccioso. Sebbene molte delle abitazioni siano state trasformate in epoca successiva, diverse conservano ai piani bassi, laddove si ancorano alla roccia, dei bassifondi interamente scavati nella pietra del versante, con i pavimenti non del tutto livellati perché ottenuti sagomando direttamente il banco roccioso. Il borgo conserva intatto tutto il suo fascino e merita di essere visitato lentamente, strada per strada, scalinata per scalinata, con i suoi scorci, a volte romantici a volte decadenti, che ne fanno uno dei più suggestivi della regione

Gastronomia

Fra i primi piatti possiamo annoverare le “p’ttolozz’” (rombi di pasta fatta di farina e acqua) al sugo, anticamente realizzate con un misto di farina bianca, di cereali e farro, e la “pasta alla chitarra” abruzzese, realizzata in filamenti ottenuti con un apposito strumento, “lu maccarunar”, che con la sua forma particolare dà il nome alla pasta (chitarra). I “maccarunar” sono tuttora costruiti e utilizzati a Pretoro.                                    Fra i secondi spicca l’agnello alla brace, di cui tipico è il sistema di preparazione: infatti la cottura dev’essere realizzata con legna mista, dall’Abete resinoso, al Faggio privo di impurità legnose, al Carpino profumato e per finire rami di Ginepro odoroso. La salatura e la profumazione devono essere effettuate con erbe aromatiche quali timo, rosmarino, menta, pepe nero, ginepro rosso e viola. Questi sono i segreti di un’ottima preparazione dell’agnello pretorese. Altre pietanze sono la “coratella” d’agnello e i “turcinelli”, fatti con le budella del maiale e ripieni di animelle e peperoncino.               Tra le verdure possiamo citare la “ciabbotta”, insieme di verdure da servire su fette di pane fatto in casa, e la “Pizz’ e foij”, verdure stufate servite con sardine affumicate e la “pizza di randinie”, pizza senza lievito a base di farina di mais. Tradizionalmente la “pizza di randinie” viene cotta direttamente sul pavimento del camino, coperta dal “Coppo” (coperchio metallico su cui poggia il carbone), ma sarà anche molto buona preparata in forno o direttamente in padella.

 

La Torta del Lupo…di Pretoro è un dolce a base di cioccolato nero, vino rosso Montepulciano d’Abruzzo e Gianduia. Dolce dedicato a Pretoro, piccolo paese di 850 abitanti circa abbarbicato alle pendici della Maiella. Torta decisamente golosa, ha una pasta generosamente imbevuta di rum ed una adeguata farcitura di cioccolato gianduia.     

Bevande

Birrificio Artigianale Maiella

Nuova TRANSUMANZA – Italian Grape Ale – Mosto di Pecorino e Birra Artigianale Maiella.

Al naso ricorda il profumo tipico del vitigno Pecorino, e in bocca si presenta con la leggera acidità sempre caratteristica del vitigno, ma ben bilanciata con i luppoli delicati e molto fruttati, un colore giallo paglierino, schiuma bianca compatta e persistente.

Non filtrata, non pastorizzata, 100% Artigianale, un prodotto molto limitato.

VOL 6.7%

Questa birra è dedicata alle genti D’Abruzzo.

Ai suoi paesaggi ed ai suoi prodotti.

“La birra artigianale della tavola dei Briganti”

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