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96,4 km - Dislivello 1700mt

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Civitanova Marche -

Jesi

Martedì 17  Maggio 2022 96,4km Dislivello 1700mt

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CIVITANOVA MARCHE

Informazioni Turistiche

Situata sul versante adriatico, Civitanova Marche è la maggiore città della costa maceratese, nonché la più popolosa della provincia (42.523 abitanti). Ha due anime: un borgo medievale storico racchiuso tra le mura collinari, a 155 mt s.l.m., e un impianto più moderno sviluppato attorno al porto e all’antico quartiere marinaro, oggi centro urbano primario. 

Il borgo antico della Città Alta rappresenta il cuore culturale ove si collocano i maggiori beni di interesse storico, oltre alla Pinacoteca civica e al Museo della Grafica e del Manifesto. La zona portuale, invece, ospita il contemporaneo Museo d’Arte Urbana che conta oltre 100 murales, tutte opere di giovani e rinomati street-artist.

Rappresenta un centro di spicco nel panorama regionale marchigiano sotto il profilo portuale, balneare e turistico-culturale, nonché per quanto riguarda la produzione artigiana nel settore calzaturiero e degli accessori. Si tratta di un polo dinamico, servito, strategico, economicamente operoso, ricco di appuntamenti, iniziative ed eventi, che ha compreso le sue potenzialità e pertanto intrapreso un percorso di rafforzamento a tutto tondo delle politiche di accoglienza e valorizzazione con interventi e riconoscimenti, tra gli altri, in tema ambientale, della mobilità sostenibile e dell’accessibilità

Gastronomia

I prodotti peculiari della Città, trattandosi di località di mare con apertura collinare, comprendono principalmente il pescato (primariamente pesce povero, selezionato sulla base di elementi caratterizzanti quali la provenienza locale, la stagionalità, etc.) e la produzione enologica ed olearia benché Civitanova, in quanto fulcro e luogo di riferimento anche per il circondario dell’entroterra, curi altresì la valorizzazione dei prodotti derivanti da coltivazioni e allevamenti dei territori circostanti.

Pietanza tipica per eccellenza della tradizione civitanovese è “Lo pulentò co li furbi e l’abbiti” (polentone con polipi e bietole), che affonda le proprie radici nelle origini stesse dell’attività marinara. Nasce infatti dall’incontro delle ricette tradizionali contadine del territorio collinare e dell’entroterra con i frutti della pesca, l’altra profonda anima cittadina, quando i civitanovesi, scesi appunto dai colli circostanti, si riappropriarono della costa e del mare, fino ad allora regno incontrastato dei Mori e dei pirati. La semplicità di questa ricetta popolare ha reso nel tempo l’accostamento degli ingredienti quasi indissolubile, tanto da raffigurare la perfetta rappresentazione civitanovese nel connubio tra frutti della terra e del mare

Bevande

La produzione enologica locale si distingue per la finezza di vini bianchi, rossi, passiti, spumantizzati, etc. da vitigni di Rosso Piceno, Montepulciano, Merlot, Cabernet, Lacrima Sangiovese, ma anche Maceratino detto Ribona e altro da cantine del territorio. 

JESI

Informazioni Turistiche

Jesi (40.000 abitanti) è situata parte in pianura e parte su un poggio a sinistra del fiume Esino, a metà strada dal mare Adriatico e dall’Appennino marchigiano. E’ la città più importante della Vallesina, territorio che raggruppa circa 20 comuni. L’Unesco l’ha definita “Città esemplare” in relazione all’eccezionale grado di conservazione delle sue memorie più antiche. A Jesi sono nati illustri personaggi come l’Imperatore Svevo Federico II Hohenstaufen, l’umanista Angelo Colocci e il musicista Giovan Battista Pergolesi ma nel corso dei secoli hanno qui trovato accoglienza importanti figure che hanno lasciato una preziosa eredità culturale come l’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e il pittore veneziano Lorenzo Lotto.

La straordinaria vocazione sportiva di Jesi è riconosciuta a livello internazionale e le permette di essere oggi la città più medagliata (23 medaglie) al mondo nella storia delle Olimpiadi. Grandi campioni jesini nel fioretto come Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Stefano Cerioni e Elisa Di Francisca, ma anche nel calcio, primo fra tutti Roberto Mancini, ct della Nazionale italiana.

Gastronomia

Sedersi a tavola e assaggiare la gastronomia locale, niente di meglio per avvicinarsi alla storia e alla cultura del territorio.

Come in tutta la Regione, a Jesi si preparano i vincisgrassi, una pasta farcita cotta al forno simile alle lasagne, la cui antica ricetta, allora chiamata “princisgras” è stata lasciata da Antonio Nebbia, cuoco maceratese, in un trattato del 1784. Altra specialità sono i passatelli: pasta a base di parmigiano, pangrattato, uovo e noce moscata, a forma di vermicelli che si degustano sia asciutti sia in brodo.

Per secondo piatto, come in tutta l’Italia centrale, c’è ovviamente la porchetta. Nelle Marche si cucina in questo modo anche il coniglio. Altre ricette locali: il coniglio in potacchio, una preparazione a base di salvia, aglio e rosmarino; l’oca arrostita, piatto tipico della mietitura.

Numerose sono le specialità da forno, dolci o salate. All’inizio dell’anno arrivano le golosità di Carnevale: le castagnole, palline di pasta dolce fritte in olio e strutto e spolverate di zucchero a velo e la cicerchiata, a forma di piccole palline modellate a mano e ricoperte di miele. Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, è per eccellenza il giorno dei maritozzi. La pizza al formaggio, anche detta pizza di Pasqua perché veniva servita a colazione dopo la messa pasquale, accompagnata con la frittata al mentastro e con il salame fatto in casa. La vendemmia è l’occasione per preparare dolci e biscotti a base di mosto d’uva. Si presentano a forma di panetti di colore bruno o nella forma a ciambella. Nel periodo di Ognissanti, si trovano le fave dei morti, dolcetti a base di mandorle. I cavallucci sono tradizionalmente confezionati nel periodo invernale. Si compongono di una pasta spessa e di un “ripieno” a base di sapa, rum o marsala, caffè, noci, mandorle tritate, cioccolato fondente, canditi, uvetta, fichi secchi, cacao amaro e pane grattugiato. Infine la lonza di fico, una leccornia di fichi essiccati, noci, mandorle e sapa.

Bevande

In questa terra, l’arte è anche un succulento nettare, dal colore giallo paglierino

e dal dolce nome di Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Il nome Verdicchio appare per la prima volta in un atto notarile nel 1569. Deriva dall’omonimo vitigno e dall’acino d’uva che anche maturo, quando prende un bel colore giallo paglierino, conserva evidenti riflessi verdolini.

L’area di produzione (24 comuni) comprende soprattutto le colline al centro della provincia di Ancona e, in minima parte, circoscritti territori della provincia di Macerata. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi si ottiene dalle uve del vitigno Verdicchio, varietà autoctona. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca autorizzati, fino ad un massimo del 15%.

Aspetto: colore giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione.

Profumo: delicato, fragranza fresca e persistente di frutta e fiori, sentore di mandorle amare.

Gusto: sapore asciutto, fine, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Denominazione e tipologie: DOCG-DOP: Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico; DOC-DOP: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito, Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è senz’altro l’eccellenza di questa terra che ha portato il nome di Jesi in tutto il mondo. Ma nel territorio di Jesi e della Vallesina si producono anche altri vini DOC: due rossi – la Lacrima di Morro d’Alba e il Rosso Piceno – e l’Esino che esiste sia nella varietà bianca che rossa.

Da secoli, in Vallesina, con un’antica varietà di ciliegia selvatica fatta fermentare in vino rosso locale, si fa una bevanda alcolica (14° circa), dolce e aromatizzata, chiamata vino di visciola. Gli amanti di distillati potranno inoltre assaggiare le grappe di Verdicchio e di Lacrima.

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