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Venerdì 24  Maggio 2024 58.5km Dislivello 1700mt
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Tolmezzo

Panoramica

La città di Tolmezzo è il principale centro di riferimento economico e amministrativo della Carnia. Ha una storia molto antica e assai complessa che si riflette nella variegata e singolare eleganza dei suoi edifici, gran parte dei quali costruiti e ampliati nel clima di benessere acquisito nel Settecento grazie al genio imprenditoriale di Jacopo Linussio. L’origine è probabilmente preromana anche se il nome antico, Tulmetium o Tumech, compare per la prima volta in un documento del 1158. Sotto il dominio dei patriarchi di Aquileia, Tolmezzo godette di una certa prosperità. Tra il XIII e il XIV secolo era una cittadina molto vivace, dedita ai traffici e agli scambi commerciali, circondata da alte mura, diciotto torri e tre porte, una delle quali, la Porta di Sotto, è ancora visibile. Poco lontano dalla Porta, in quello che ancora oggi è conosciuto come Borgo della Roggia (via Del Din, via Linussio), si insediarono in questo periodo piccoli mulini e diverse botteghe artigiane, attive specialmente nella produzione tessile. La lavorazione dei tessuti fu un’eccellenza carnica che portò Tolmezzo ad avere la più grande fabbrica manifatturiera del Settecento con ben 30.000 addetti, varie sedi e una commercializzazione mondiale dei prodotti. Il progresso economico favorì la crescita culturale e artistica non solo della città ma dell’intera Carnia, contribuendo allo sviluppo di un’architettura alpina unica, ancora presente e ben conservata.

Arte e Cultura
La storia della città è testimoniata dagli eleganti palazzi nobiliari, dai suoi portici e dalle abitazioni di dimensioni più modeste che si susseguono nell’antica zona del Borgat, raccolta intorno a Piazza Mazzini. Qui si può ammirare la Chiesa di Santa Caterina, ricostruita nel Settecento, dove è custodita una tra le migliori opere di Pomponio Amalteo, la pala dello Sposalizio di Santa Caterina (1537). Quasi di fronte alla chiesa si nota l’elegante facciata di Casa Janesi (XV secolo), dalle caratteristiche bifore in stile gotico veneziano. Da qui si può proseguire verso il centro con una piacevole passeggiata all’insegna dello shopping, attraverso i caratteristici portici e i passaggi coperti. Piazza XX Settembre costituisce il cuore della città. Su di essa si affacciano edifici istituzionali storici quali il Palazzo del Municipio e Palazzo Garzolini, ex sede del tribunale, e il settecentesco Duomo di San Martino. Al suo interno si conservano numerose opere di pregevole fattura dei pittori veneti Bassano, Diziani e Novelli. Meritano un cenno particolare gli affreschi di Angelo Schiavi, la pala d’altare del Fontebasso, le tele degli Evangelisti e degli Apostoli del carnico Nicola Grassi e l’acquasantiera cinquecentesca attribuita al maestro comacino Bernardino da Bissone. A nord della piazza principale, superato il cosiddetto Borgo della Muffa (via Ermacora, Piazza Garibaldi), consigliamo di visitare Palazzo Campeis, sede del Museo carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, dove si conserva una tra le più ricche raccolte internazionali di opere ed oggetti d’arte popolare. Altrettanto interessante dal punto di vista artistico, il settecentesco Palazzo Frisacco, a sud della piazza, prestigiosa sede di esposizioni e mostre d’arte. Poco distante dal centro si trova Palazzo Linussio, progettato dall’architetto tolmezzino Domenico Schiavi, antica sede della fabbrica e residenza dell’industriale Jacopo Linussio. L’interno del palazzo conserva notevoli cicli di affreschi e bassorilievi nello straordinario salone centrale.

Ambiente e natura
L’intero territorio comunale, che si estende lungo la piana formata dal torrente But e dal fiume Tagliamento, offre l’opportunità di incantevoli escursioni e passeggiate immersi nella natura o nei piccoli borghi dove l’architettura è rimasta quasi inalterata nel tempo. Da non perdere la passeggiata verso la Torre Picotta, costruzione di origine medievale, recentemente restaturata, da cui si può ammirare il paesaggio circostante o la passeggiata al biotopo di Curiedi. Meritano una visita anche la Pieve di S. Maria oltre But tra Caneva e Casanova, e il borgo di Illegio con la sua Pieve dedicata a S. Floriano e gli antichi mulini. Si consiglia, inoltre, una gita nelle altre piccole ma suggestive frazioni del comune: Betania, Cadunea, Cazzaso, Fusea, Imponzo, Terzo e Lorenzaso.

Una passeggiata in città
Tra eleganti palazzi nobiliari, chiese settecentesche, portici e passaggi coperti, il tempo nel centro tolmezzino scorre all’insegna della scoperta di una città alpina dal fascino unico. Passeggiando lungo le vie del centro si possono ammirare le facciate degli edifici un tempo appartenenti alle famiglie benestanti locali, si possono visitare i preziosi tesori artistici conservati nelle chiese e dei musei, ma ci si può fermare anche per un aperitivo in uno dei tanti locali che animano la città e trascorrere la serata al cinema o al teatro.

Tolmezzo medievale
Tra il XIII e il XIV secolo era una cittadina molto vivace, dedita ai traffici e agli scambi commerciali: lungo la via ancora oggi nota come Borgo della Roggia (via Del Din, via Linussio), si insediarono in questo periodo piccoli mulini e diverse botteghe artigiane, attive specialmente nella produzione tessile. La città era circondata da alte mura, diciotto torri e tre porte, una delle quali, la Porta di Sotto, è ancora visibile. La Porta di Sotto, posta all’ingresso sud del centro storico, di origine due-trecentesca, rappresenta uno dei resti dell’antica cinta muraria: qui pare si riscuotessero i dazi sulle merci in transito. Poco sopra la cittadina, alle pendici del Monte Strabut sorgeva il castello o palazzo patriarcale. Un fosso lo cingeva verso il monte e una muraglia chiudeva le adiacenze scendendo fino a valle. Tra il 1477 ed il 1479, a difesa del borgo e del castello di fronte della minaccia turca, fu costruita la Torre Picotta. Salendo a piedi da via Cascina, latrale di via Roma, è possibile raggiungere l’area di Pra-Castello, dove sorgeva il maniero, e la Torre Picotta. Da qui la vista domina su tutto il paesaggio circostante e sulla città stessa.

Il Borgat
La zona più antica della città è detta Borgat e corrisponde all’attuale Piazza Santa Caterina. Qui pare si svolgesse il mercato più antico, ricordato nei documenti storici fin dal XIII secolo. In Piazza Santa Caterina si possono ancora ammirare Casa Janesi, del XV-XVI secolo, che rappresenta una delle poche sopravvivenze di edilizia civile di età tardo medievale presenti in città. La facciata, ora in muratura in pietra a vista, doveva essere in origine coperta da affreschi a motivi geometrici. Ne rimangono delle tracce nei lacerti conservati nella parte alta del prospetto frontale. Particolarmente caratteristiche le bifore in stile gotico veneziano. Quasi di fronte, la Chiesa di Santa Caterina, di origine medievale, ma interamente ricostruita nel ‘700. Sono ospitate, al suo interno, diverse opere di artisti locali ed una pregevole pala raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina realizzata nel 1537 e attribuita comunemente al pittore Pomponio Amalteo, discepolo del Pordenone. Poco più avanti, proseguendo sotto i portici di via Roma, verso il centro della città, si trova Palazzo De Marchi, in passato utilizzato come sala teatrale e sala cinematografica, la cui facciata è stata disegnata dal celebre architetto Raimondo D’Aronco.

Il cuore della città
Sulla piazza principale della città, piazza XX settembre, si affaccia il Duomo di San Martino. L’attuale edificio fu costruito tra il 1752 ed il 1764 su progetto di Domenico Schiavi, uno tra i maggiori architetti friulani del XVIII secolo, al posto di una precedente chiesa. In questo periodo il centro carnico vive una felice stagione economica testimoniata dalla sistemazione di diversi edifici e dalla costruzione di nuove residenze di impronta signorile quali Palazzo Linussio, Palazzo Campeis, Frisacco e Garzolini. In questo clima di benessere e rinnovamento si dà avvio alla costruzione del Duomo, che, con le sue notevoli dimensioni e la ricchezza decorativa degli interni, ben riflette il dinamico contesto edilizio e l’evoluzione della società tolmezzina. Il suo interno, riccamente decorato, conserva affreschi e tele di pittori locali accanto a opere di alcuni tra i più noti artisti veneti dell’epoca. Le numerose opere custodite negli edifici ecclesiastici, un’architettura unica frutto di influenze venete coniugate a forme locali insieme a strutture museali note in tutte la regione, fanno di Tolmezzo una vera e propria città d’arte. Le collezioni di Palazzo Campeis, sede del Museo carnico delle Arti e Tradizioni Popolari, rappresentano una tra le più importanti raccolte di materiali etnografici della regione, risultato del paziente lavoro di ricerca di Michele Gortani (1883-1966) svolto sul territorio della Carnia a partire dal 1920. Il museo documenta la vita, il costume, l’agricoltura, l’industria della Carnia attraverso i tempi, con notevoli raccolte di utensili, attrezzi, abiti, e con la ricostruzione di ambienti tipici (cucine, camere da letto e da soggiorno, antiche botteghe). Per completare il viaggio artistico nella capitale della Carnia, non mancate di visitare Palazzo Frisacco, dove vengono allestite interessanti mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea.

Palazzo Linussio
Uno tra gli edifici più prestigiosi della città, a breve distanza dal centro storico, è Palazzo Linussio (1741). Fatto costruire dal noto imprenditore settecentesco Jacopo Linussio su progetto dell’architetto Domenico Schiavi, il complesso combina in un unico spazio l’area residenziale e l’area destinata all’attività industriale. Il corpo centrale, affiancato da due barchesse, è destinato all’utilizzo abitativo; sul retro due estese ali, un tempo fiancheggiate da canali, racchiudono una corte di vaste dimensioni e definiscono gli ambienti riservati al lavoro. Gli interni della residenza ripropongono la tipologia classica del palazzo nobiliare con un ampio salone centrale, balaustrato e riccamente decorato. Gli affreschi, alle pareti e al soffitto, raffiguranti scene storiche e mitologiche conferiscono all’ambiente quel ruolo di rappresentanza che doveva avere nel Settecento. Un’elegante cappella gentilizia dedicata a Maria Annunziata e coeva al corpo di fabbrica completa l’insieme. Nel 1788 il terremoto danneggia gravemente le fabbriche e l’attività chiude nel 1818. Palazzo Linussio è stato sede della caserma Cantore.

Gastronomia

La cucina carnica non è solo un modo di armonizzare tra loro una serie di ingredienti rendendoli piacevoli al gusto, è un racconto. Il racconto di una terra e dei suoi prodotti, trasformati in piatti straordinari dai cuochi e dagli chef locali. Nascono, così i cjarsons, gli agnolotti dolci o salati che ogni vallata interpreta a suo modo, il toc in braide, il celebre frico e il tiramisù o anche i numerosi piatti a base di funghi e di erbe di campo, spesso accompagnati da una fumante polenta.

Punti di interesse

Palazzi, chiese, edifici civili rappresentano preziose testimonianze della storia e straordinarie scoperte per il visitatore attento e curioso che percorre queste strade. Non perdetevi i principali luoghi di interesse della Conca Tolmezzina.

Chiesa di Santa Caterina
Tolmezzo – Piazza Mazzini
Di origine medievale, ma interamente ricostruita nel ‘700, la Chiesa di Santa Caterina costituisce, da sempre, un punto di riferimento religioso e sociale per gli abitanti di Tolmezzo.

Duomo di San Martino
Tolmezzo piazza XX Settembre
Il Duomo di San Martino rappresenta il più importante edifico religioso della città. Costruito nel settecento, merita una visita anche all’interno, dove sono conservate opere dei pittori veneti Fontebasso, Novelli e Diziani nonché la serie degli Apostoli eseguita dal maggior pittore carnico del Settecento, Nicola Grassi.

Museo carnico delle arti popolari “M. Gortani”
Tolmezzo centro storico
Con il suo ricchissimo patrimonio di oggetti e documenti, è uno dei maggiori musei etnografici a livello europeo. Le collezioni, attraverso documenti e ricostruzioni, presentano un importante spaccato della società carnica dal XIV al XIX secolo.

Palazzo Frisacco
Tolmezzo – centro storico
Posto all’interno del centro storico nel vecchio borgo della roggia, l’aspetto esterno di Palazzo Frisacco (XVIII) è ingentilito da sobrie linee settecentesche, dalle profilature in pietra scolpita delle finestre e del portone d’ingresso. Per lungo tempo è stato sede della canonica. Oggi, dopo la ristrutturazione avvenuta a seguito del terremoto del 1976, è adibito a centro espositivo civico per mostre d’arte.

Torre Picotta
Poco sopra la cittadina, alle pendici del Monte Strabut sorgeva il castello o palazzo patriarcale. Un fosso lo cingeva verso il monte e una muraglia chiudeva le adiacenze scendendo fino a valle. Tra il 1477 ed il 1479, a difesa del borgo e del castello di fronte della minaccia turca, fu costruita la Torre Picotta. Salendo a piedi da via Cascina, latrale di via Roma, è possibile raggiungere l’area di Pra-Castello, dove sorgeva il maniero, e la Torre Piccotta. Da qui la vista domina su tutto il paesaggio circostante e sulla città stessa.

Casa Janesi
Antica residenza della famiglia Janesi, databile al XV-XVI secolo, rappresenta una delle poche sopravvivenze di edilizia civile tardo-medievale presenti in città. La facciata, ora in muratura in pietra a vista, doveva essere in origine coperta da affreschi a motivi geometrici. Ne rimangono delle tracce nei lacerti conservati nella parte alta del prospetto frontale. Particolarmente caratteristiche le bifore a archi trilobati sostenute da colonnine in pietra in stile gotico veneziano.

Il Borgo di Illegio
Tolmezzo frazione Illegio
Il borgo di Illegio viene spesso citato come “il paese degli archi” per la presenza di numerose case con porte o portali ad arco, ma conserva anche altre particolarità artistiche e architettoniche: dalle testimonianze archeologiche individuate sotto le chiese di S. Floriano, S. Paolo, S. Vito e nei pressi della zona denominata Castello del Broili ai mulini secenteschi, di cui uno, il Mulin dal Flec, tuttora funzionante.

Pieve di Santa Maria oltre But
Eretta su un sito frequentato fin dal periodo pre-romano, la chiesa fu ricostruita nel XVI secolo e rimaneggiata nel 1856. All’interno custodisce due altari lignei settecenteschi di bottega carnica ed un battistero in pietra scolpita.

Biotopo di Curiedi
È uno degli ambienti naturali più interessanti della Carnia. Un sentiero naturalistico attrezzato e allestito con pannelli didattici consente al visitatore di percorrere l’intera area caratterizzata da tre ampie torbiere e una ricchissima varietà vegetale.

Sappada

Panoramica

Sappada è un’incantevole località montana situata a 1250 metri s.l.m, a nord-ovest in Friuli Venezia Giulia, al confine con il Veneto. È incorniciata dalle Dolomiti ed è una località turistica ricca di storia e cultura dove si possono praticare molte attività all’aria aperta e alla portata di tutti.

Gastronomia

Le proposte gastronomiche a Sappada rappresentano un’eccellenza: un ristorante stellato, ristoranti gourmet, pizzerie, agriturismi e rifugi propongono tutti una cucina tipica montana qualitativamente molto elevata. La gastronomia di Sappada riconosciuta a livello mondiale rappresenta per i turisti che visitano la nostra località un appeal molto importante. Molti sono i piatti della tradizione locale che vengono proposti e interpretati dal talento dei nostri chef.

Punti di interesse

Borgate Vecchie di Sappada
La via centrale di Sappada: è un centro commerciale naturale con i suoi negozi di abbigliamento tecnico sportivo, di souvenir e oggettistica per la casa.
Laghi d’Olbe
Monte Peralba

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