Tappa 11

RITROVO DI PARTENZA

 

Montepulciano

INCOLONNAMENTO

 

11:45

KM 0, VIA UFFICIALE

 

11:50

KM

 

96.1

ARRIVO

 

Montalcino

ORARIO DI ARRIVO

 

14.59

Tappa 11 | 18 Maggio 2021 | 96.1 km

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Montalcino

Montepulciano

Di origine etrusca, di impianto urbanistico medievale e poi gioiello del Rinascimento: i massimi architetti e artisti di quel periodo hanno lasciato il segno del loro genio nei palazzi e nelle chiese. Le prime notizie documentate come Mons Politianus sono del 715 d.C. Contesa da Siena e Firenze, passa spesso di mano tra queste due città. Il suo periodo d’oro è il Rinascimento e grazie alla creatività dei massimi architetti e artisti dell’epoca Montepulciano è considerata un grandissimo e prezioso museo a cielo aperto.

Luoghi di interesse

Piazza Grande, circondata da palazzi storici, il Duomo, il Museo Civico Pinacoteca Crociani, con opere di artisti come Caravaggio, Sodoma e Beccafumi e alcune terracotte dei Della Robbia, il Tempio di San Biagio, capolavoro del Rinascimento italiano; e poi il Lago di Montepulciano, una riserva naturale di rara bellezza.

Enogastronomia

Montepulciano, patria della più tipica cucina toscana: bistecche della candida razza Chianina, carni di suino di Cinta Senese, salumi, ineguagliabili formaggi di pecora, olio extravergine di oliva e poi i pici, i celebri spaghettoni fatti a mano da condire in mille modi diversi. Il Rosso di Montepulciano DOC, il prezioso Vin Santo DOC, e sua maestà il Vino Nobile di Montepulciano, un rosso di altissima qualità, il primo ad essersi potuto fregiare del marchio DOCG

Attività su mobilità ecosostenibili

E’ la terra delle strade bianche, quindi il regno dei podisti da campagna e delle mountain bike, ma pure le bici da strada trovano qui percorsi dolci, o pure impegnativi, adatti a tutti. E poi tanti sentieri che attraversano la storia in uno dei territori più belli del mondo

Montalcino

Montalcino conserva ancora inalterato tutto il suo fascino di antico borgo medievale. All’interno del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco dal 2004, Montalcino è la patria del vino Brunello e del tartufo bianco delle Crete Senesi. Elevata al grado di città ed eretta a Diocesi nel 1462 da Papa Pio II Piccolomini, la Montalcino rinascimentale visse momenti storici di grande tensione dovuti alla contesa tra Firenze e Siena per l’egemonia sul territorio. Dopo la resa di Siena ai Medici nel 1555, gli esuli senesi, rifugiati nella poderosa Fortezza trecentesca, fondarono la “Repubblica di Siena in Montalcino” che governò fino al 1559; da quel momento Montalcino subirà le vicende del Granducato di Toscana. Un appuntamento fisso ormai per la vita montalcinese è caratterizzato dalla Sagra del Tordo che si svolge l’ultima domenica di ottobre. Si tratta di una straordinaria rievocazione storica, un torneo di tiro con l’arco tra i quattro Quartieri della città che ricorda le cacciate dell’epoca medievale, mentre un lungo corteo con i costumi dell’epoca si snoda per le vie cittadine, accompagnato dalle musiche e dai balli popolari.

Enogastronomia

La produzione di olio ha una tradizione antichissima tramandata di generazione in generazione ed ha caratterizzato lo straordinario paesaggio che rende questa terra riconoscibile in tutto il mondo. Le piante di olivo, presentano caratteristiche diverse a seconda della varietà; le più comuni sono il “moraiolo”, l’ “olivastro” e il “pendolino”. Dalla spremitura delle olive raccolte tra ottobre e novembre, si ottiene un olio dal colore verde intenso e con una bassa percentuale di grassi. Tra le attività più antiche e sempre più rilevanti nell’economia montalcinese, dall’allevamento delle api si ottengono mieli tipici a seconda dell’estensione e tipicità della macchia mediterranea e dei boschi che circondano Montalcino, da alcuni anni fregiata dal titolo “Città del Miele”. Proprio a Montalcino si producono varie qualità di miele, tra cui il millefiori, il miele di acacia, quello di corbezzolo e quello di castagno. L’interesse intorno a questo prelibato prodotto ha dato vita a un importante appuntamento annuale all’inizio del mese di settembre: “La Settimana del Miele”, una mostra-mercato di prodotti apiari e attrezzature. Considerevole la produzione di pecorino dolce o salato nei tipi fresco, semistagionato ed invecchiato da parte di poche ma esperte mani locali. Fanno parte della tradizione montalcinese i gustosi prosciutti, le salsiccie, i salami, la finocchiona, la soppressata, il buristo. Favolosi i primi piatti, tra i quali si ritagliano un posto a parte i pinci al sugo o le pappardelle alla lepre. Deliziosi i secondi piatti quali gli arrosti di pollame, la trippa, i fegatelli e i piatti di cacciagione, sia in salmì che allo spiedo: fagiano, beccaccia, lepre, cinghiale, tordo. Un posto d’eccellenza merita il tartufo bianco delle Crete Senesi di San Giovanni d’Asso, considerato uno dei tartufi più pregiati d’Italia. Per celebrarlo, dal 1985 proprio a San Giovanni d’Asso, si svolge a novembre una mostra-mercato del tartufo.

Luoghi di interesse

Girando per la città si possono ammirare numerose opere architettoniche di epoca medievale, a cominciare dalle mura di cinta che conservano ancora le antiche porte e parte dei torrioni, il Palazzo Comunale, un edificio di architettura pubblica della fine del Duecento, i Loggiati di Piazza del Popolo con arcate del XIV e XV secolo, la Cattedrale in stile neoclassico, il Santuario della Madonna del Soccorso, la Chiesa di Sant’Egidio la chiesa dei senesi, del XIV secolo; ma anche le bellissime chiese trecentesche di Sant’Agostino in cui sono presenti affreschi di scuola senese del XIV secolo e di San Francesco, con gli annessi Conventi aperti su bellissimi chiostri. Quest’ultima chiesa conserva gli affreschi cinquecenteschi di Vincenzo Tamagni. Nel complesso dell’ex Convento di Sant’Agostino trovano oggi posto i Musei di Montalcino, Raccolta Archeologica, Medievale, Moderna, riaperto nel 1997. Si tratta di uno dei più importanti musei della provincia di Siena ed offre una panoramica completa della produzione artistica di questo centro toscano. Molteplici sono gli itinerari turistici che si possono intraprendere alla scoperta di cultura e tradizioni non solo nel centro storico del capoluogo ma anche nelle frazioni come Torrenieri, Castelnuovo dell’Abate, Sant’Angelo in Colle, Sant’Angelo Scalo, Tavernelle, Camigliano, San Giovanni d’Asso, Montisi, Lucignano d’Asso.

Bevande

Prima Doc rossa riconosciuta a livello nazionale, unico vino italiano inserito tra le 12 etichette del XX secolo per Wine Spectator e due annate, la 2015 e la 2016, destinate a fare la storia. È il Brunello di Montalcino, simbolo del made in Italy nel mondo. Considerato il re dei vini toscani, è stato anche il primo fine wine del Belpaese esportato negli Stati Uniti e la prima etichetta italiana servita durante un ricevimento tra capi di Stato nel 1960. È un vino da record il Brunello, così come da primato è il suo territorio di provenienza. A Montalcino, infatti, è stata fondata la prima enoteca pubblica del Paese per la vendita di vini e produzioni locali e – sempre qui – per la prima volta in Italia le porte di un’azienda si sono aperte al pubblico, dando vita a quello che sarebbe divenuto poi il fenomeno dell’enoturismo. Ad attrarre i turisti oggi non solo il vino, ma un comprensorio in grado di offrire prodotti di qualità, come miele, zafferano, formaggi, olio e tartufo, a cui si aggiungono le occasioni di approfondimento culturale. Un microcosmo perfetto in cui il brand Brunello – unito al Patrimonio Unesco della Val d’Orcia – fa da leva per un’offerta turistica estremamente variegata e completa, che ha visto nell’ultimo decennio un incremento delle presenze del 100%. A tutela del valore del marchio di questo top wine c’è il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che dal 1967 si occupa della sua promozione a livello nazionale e internazionale. Il Consorzio, che oggi riunisce circa 200 soci (che rappresentano il 98,2% della produzione di Brunello), promuove il brand e garantisce la qualità del prodotto attraverso numerosi progetti che vanno dal contingentamento degli impianti al controllo delle rese, dalle attività promozionali in Italia e all’estero alle iniziative sulle responsabilità sociali, fino alla creazione di sinergie tra le diverse realtà della filiera agroalimentare locale. Il Consorzio tutela anche le Doc Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant’Antimo.