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Domenica 17
Maggio 2026

67,1 km
Dislivello 1600 mt
Livello Tecnico: Avanzato
Impegno Fisico: Elevato

Tudor Partenza tra

G ::

Sasso Marconi -

Corno alle Scale

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info turistiche

Città di:

partenza
arrivo

Sasso Marconi

Gastronomia

  • Pasta fresca (tortellini, tortelloni, tagliatelle)
  • Crescentine fritte
  • Friggione
  • Tartufi
  • Funghi
  • Marrone biondo dei Colli Bolognesi
  • Torta di riso
  • Raviole

Vini e bevande

  • Pignoletto DOC dei Colli Bolognesi
  • Merlot
  • Barbera
  • Cabernet
  • Birre artigianali
  • Nocino

Punti di interesse

  • Villa Griffone e Museo Marconi
  • Borgo di Colle Ameno
  • Oasi naturale di San Gherardo
  • Riserva naturale del Contrafforte Pliocenico
  • Palazzo de’ Rossi
  • Ponte di Vizzano
  • Parco dei Prati di Mugnano
  • Via degli Dei
  • Centro tutela Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone
  • Santuario della Beata Vergine del Sasso

Corno alle Scale

Panoramica

Il Corno alle Scale è una montagna dell’Appennino tosco-emiliano situata al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, nel territorio della città metropolitana di Bologna. Con i suoi 1.945 metri di altitudine è la vetta più alta dell’Appennino bolognese e fa parte del Parco regionale del Corno alle Scale. L’area è caratterizzata da ambienti montani aperti, praterie d’alta quota e versanti boscosi, ed è conosciuta per le attività escursionistiche e per il comprensorio sciistico.

Gastronomia

La tradizione gastronomica del territorio del Corno alle Scale è strettamente legata alla cultura montanara dell’Appennino. Tra i prodotti più rappresentativi spicca il mirtillo nero spontaneo, raccolto a mano e utilizzato per confetture, succhi e infusi secondo antiche ricette locali. Tipiche sono le crescentine e tigelle, servite con salumi, formaggi e la tradizionale “cunza”. Diffuse anche le zampanelle (o borlenghi), sottili cialde croccanti condite con lardo, aglio, rosmarino e Parmigiano Reggiano. La farina di castagne, ottenuta da castagneti secolari, è alla base di preparazioni come i ciacci e il castagnaccio. Nei boschi si raccolgono eccellenze come il fungo porcino e il tartufo del Belvedere, protagonisti della cucina locale.

Vini e bevande

Le bevande del territorio del Corno alle Scale riflettono l’ambiente montano e le produzioni locali. Le acque di Lizzano sono note per la loro purezza, sgorgando direttamente dalle vette del comprensorio. La viticoltura si caratterizza per la presenza di vini PIWI, ottenuti da vitigni resistenti e legati a pratiche sostenibili, affiancati da produzioni dei colli bolognesi come Pignoletto e Barbera. Tra le eccellenze locali si distingue il mirtillo nero selvatico, utilizzato per succhi, nettari, liquori artigianali e infusioni, espressione autentica delle risorse del territorio appenninico.

Punti di interesse

Il territorio del Corno alle Scale rappresenta uno dei principali poli naturalistici dell’Appennino bolognese, unendo paesaggio, storia e attività outdoor. Tra i luoghi simbolo si trova la Croce del Corno alle Scale, monumento posto a 1945 metri su Punta Sofia, punto panoramico da cui nelle giornate limpide lo sguardo spazia tra Adriatico, Tirreno e Alpi. La stazione sciistica del Corno alle Scale è il cuore dell’attività sportiva in quota, con piste e percorsi che hanno ospitato anche gli allenamenti di Alberto Tomba.

Il territorio è segnato dalla memoria storica della Linea Gotica: il Monte Belvedere fu uno dei capisaldi durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi è attraversato da sentieri che collegano postazioni e rifugi. A questa dimensione si affiancano luoghi di spiritualità come il Santuario della Madonna dell’Acero, immerso tra aceri e faggi, e il Santuario della Madonna del Faggio, eremo isolato nel bosco.

Tra i borghi si distingue Pianaccio, paese natale di Enzo Biagi, con il centro documentale dedicato al giornalista, e Monteacuto delle Alpi, esempio di architettura montana tradizionale. Il territorio offre anche spazi museali come il Museo Etnografico di Poggiolforato e il Museo del Quarzo di Lizzano in Belvedere.

Sul piano naturalistico emergono le Cascate del Dardagna, con i loro salti d’acqua immersi nella faggeta, e una rete di cammini escursionistici che include la Via della Lana e della Seta e il Cammino Mater Dei. L’area è inoltre una destinazione consolidata per il ciclismo e le attività outdoor, con percorsi che attraversano crinali, boschi e vallate dell’alto Appennino.

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