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Domenica 24
Maggio 2026

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Dislivello 50 mt
Livello Tecnico: Intermedio
Impegno Fisico: Basso

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Assago

Panoramica

Le origini di Assago sono molto antiche, come mostrano gli scavi archeologici presso la chiesa di San Desiderio (risalenti presumibilmente al basso Medioevo). Tuttavia, non è possibile stabilire con precisione quando sia nato l’insediamento, perché ci sono diverse ipotesi sull’etimologia del nome.

L’interpretazione più diffusa sostiene che “Assago” derivi dal latino Assagum, collegato al nome romano Assius e al suffisso -acus, che indicava un terreno agricolo. Secondo questa teoria, in epoca romana sarebbe esistita una villa agricola circondata da campi, e alcuni ritrovamenti del I secolo d.C. sembrano confermare questa ipotesi.
Altri studiosi propongono però origini più antiche, legate ai popoli che abitavano la zona prima dei Romani, come Liguri, Celti ed Etruschi. Il nome potrebbe derivare dalla radice As, che significa “sorgente”, coerente con la presenza di molte acque di risorgiva nel territorio. Un’altra teoria collega Assago al suffisso -agh, tipico delle località vicino a corsi d’acqua, mantenuto soprattutto nelle forme dialettali.

In conclusione, il nome “Assago” potrebbe essere il risultato di varie stratificazioni linguistiche dovute ai diversi popoli che si sono succeduti nel tempo. Il testo cita anche una leggenda sumera sul demone Asag, legata simbolicamente all’acqua, la cui somiglianza fonetica con il nome Assago è curiosa ma casuale.

Tratto da Assago e le sue cascine nel territorio milanese. Edito dal Comune di Assago.

Punti di interesse

CENTRO STORICO

Su piazza Risorgimento, nel cuore del borgo storico del Comune di Assago, affaccia l’attuale Municipio, ricavata nei primi anni 2000 dalla riqualificazione della “Villa Borromea”.
La Villa Borromeo è uno degli edifici più antichi del centro storico di Assago, insieme alla chiesa di San Desiderio e alla cascina circostante. Nascosta da alberi secolari in piazza Risorgimento, risale al Settecento ed era la dimora padronale di un vasto insediamento agricolo comprendente sia la cascina Castello, dislocata nel nucleo storico del paese dove oggi sorgono il complesso della Biblioteca comunale e del Nuovo Centro Civico, che la
cascina Cortegrande, inattiva dagli anni settanta del nostro secolo quando sui suoi terreni cominciò l’edificazione del complesso residenziale “La Grande” di via Matteotti. La “Villa Borromeo”.

Dai documenti del Catasto Teresiano emerge che inizialmente era una “Casa da Massaro” appartenente alla famiglia Calderara. Nel corso dell’Ottocento passò alle famiglie Peluso, Martignoni, Bollardi e Santagostino. Nel tempo subì ampliamenti, soprattutto nel 1871 con la costruzione delle attuali rimesse e nel 1903 con l’aggiunta dell’avamportico a terrazzo.
Nel Novecento la proprietà passò alle famiglie Busca Arconati Visconti e, successivamente, ai Borromeo. Nel 1949 fu venduta all’Immobiliare Canopo. La villa venne abitata fino agli anni ’80.

CHIESA DI SANTA MARIA

Negli anni Ottanta la Diocesi Ambrosiana inserisce Assago nel Piano Montini per la costruzione di nuove chiese. Il progetto della futura chiesa di Santa Maria viene affidato all’architetta Liliana Grassi, già impegnata nel restauro di San Desiderio. Grassi elabora un’idea innovativa e simbolica, convincendo il parroco don Enrico Vago a realizzarne un modello in scala. La sua morte nel 1984 interrompe il lavoro, ma il modello sfila in processione durante la festa patronale, definito “la chiesa più bella del secolo”.
Tra il 1986 e il 1987 l’allieva Maria Antonietta Crippa, con l’architetto Gabriele Schiatti, riprende il progetto mantenendone il valore simbolico ma con forme più essenziali. L’edificio si sviluppa su due livelli: spazi comunitari al piano terra e aula liturgica con piazza sopraelevata al piano superiore. Esternamente la chiesa appare come un volume compatto e monumentale.
Il cardinale Martini benedice la prima pietra nel 1988. I lavori iniziano nel 1989 e già a Natale si celebra la prima funzione nell’oratorio. Nel 1990 vengono montate le cupole, nel 1991 benedette le campane. L’inaugurazione avviene nel settembre 1992, con la collocazione della statua seicentesca della Madonna del Rosario.
Dopo la chiesa si realizzano i campi sportivi, poi si avvia il progetto della nuova casa parrocchiale. Don Caporali richiede spazi più adeguati e si elabora un nuovo edificio collegato alla chiesa, progettato da Schiatti con supervisione di Crippa, costruito tra il 1994 e il 1997.
All’inizio degli anni 2000 vengono completati gli interni con vetrate artistiche, arredi in marmo, panche, confessionali e nuova pavimentazione. Nel 2002 è ricollocata la statua della Madonna. Il 20 settembre 2003 il cardinale Tettamanzi consacra solennemente la chiesa.
La struttura si fonda su forme geometriche simboliche: triangolo, quadrato, cerchio e soprattutto la stella a otto punte, derivata dalla sovrapposizione di due quadrati ruotati. L’ottagono richiama l’ottavo giorno della Resurrezione; la stella evoca la corona di Maria, la Stella del Mare e Cristo Stella del Mattino. Le tre cupole disposte secondo un triangolo equilatero richiamano la Trinità, mentre il cerchio rimanda alla comunione divina.

CHIESA DI SAN DESIDERIO

La storia di San Desiderio affonda le radici nelle antiche pievi rurali sorte tra V e VI secolo, quando le popolazioni, dopo le invasioni barbariche, si spostarono dalle città alla campagna. La Pieve di Cesano Boscone governava spiritualmente un territorio ricco d’acqua, rogge e campi, in cui Assago era un insieme di nuclei agricoli con le sue prime cappelle.
Sotto l’attuale chiesa gli scavi hanno rivelato l’edificio medievale originario: una semplice aula rettangolare con abside a est, costruita con materiali romani di recupero e circondata da tombe orientate secondo il rito. Sono emerse sepolture con rosari in vetro, casse lignee e resti di affreschi, testimonianze preziose della vita religiosa del tempo.
Tra tardo medioevo e Rinascimento la chiesa venne ampliata: demolita l’abside antica, costruito un nuovo presbiterio con colonne in granito, estesa la navata verso ovest e aggiunto il campanile. All’interno comparvero tombe voltate per benefattori e parroci. I primi documenti scritti risalgono alla fine del Quattrocento: il parroco Filippo Guascone (1493) rivendica decime e affitta terreni, lasciando tracce del suo nome negli affreschi del coro.
Il Cinquecento fu segnato da pestilenze e difficoltà, ma anche dalle riforme di San Carlo Borromeo, che ordinò lavori strutturali e liturgici: nuova sacrestia, pavimentazione, sistemazione degli altari. Nel 1604 il cardinale Federico Borromeo prescrisse ulteriori interventi, mentre confraternite e fedeli sostenevano le spese.
Tra XVII e XVIII secolo la chiesa cambiò ancora volto: rialzamento delle murature, nuove cappelle, tre campane, portico in facciata e un ossario dipinto. Le visite pastorali descrivono un edificio curato e una comunità attiva. Cresce anche il patrimonio parrocchiale, fatto di campi, vigne, risaie e case.
Nel Novecento quattro parroci guidarono una stagione di restauri: don Malberti rinnovò strutture e costruì oratorio e teatro; don Bassignani riportò alla luce affreschi rinascimentali; don Vago modernizzò ambienti e recuperò nuovi dipinti; don Caporali avviò un restauro globale che portò alla scoperta delle fondamenta medievali e di antiche sepolture.
San Desiderio entra così nel XXI secolo come un luogo vivo, dove storia, fede e memoria della comunità continuano a intrecciarsi.

Milano

Panoramica

Cuore economico e produttivo d’Italia, Milano affonda le sue radici nell’antica Mediolanum romana, divenuta nel tempo capitale del Ducato e protagonista del Rinascimento sotto gli Sforza. La città conserva un patrimonio storico di primo piano, dal Duomo gotico al Castello Sforzesco, fino ai Navigli progettati anche da Leonardo da Vinci. Accanto a questa eredità, Milano ha costruito la propria identità moderna come centro della finanza, dell’industria, della moda e del design, con quartieri contemporanei che ridisegnano lo skyline.

Gastronomia

A Milano il cibo è cultura quotidiana, un rituale che scandisce i momenti della giornata, dall’aperitivo fino al dolce finale. Il piatto simbolo è il risotto alla milanese, dorato allo zafferano, cremoso ed elegante, espressione perfetta della cucina cittadina. Accanto a lui si collocano piatti sostanziosi come la cassöeula, stufato invernale di maiale e verza, e la busecca, zuppa di trippa e fagioli. Il minestrone alla milanese, spesso con riso, racconta una cucina concreta e stagionale. Tra i secondi spiccano la cotoletta alla milanese e l’ossobuco, spesso servito proprio con il risotto. Non mancano preparazioni come il riso al salto e i mondeghili, esempio di cucina di recupero. Nei dolci domina il panettone, affiancato da specialità come torta paesana e pan de mej.

Vini e bevande

A Milano il rito per eccellenza è l’aperitivo, momento identitario che precede la cena e rappresenta uno stile di vita. Tra i cocktail simbolo spicca il Negroni Sbagliato, nato al Bar Basso da un’intuizione casuale che ha dato vita a una delle bevande più iconiche della città. Diffusi sono anche Campari Spritz e Aperol Spritz, mentre il Campari Seltz, servito storicamente al Camparino in Galleria, rappresenta la versione più essenziale e autentica della tradizione milanese. Più che una semplice consumazione, l’aperitivo è un rito sociale che racconta il carattere dinamico e conviviale della città.

Punti di interesse

Milano è una città che si scopre per stratificazioni, dove innovazione e storia convivono in un equilibrio unico. Capitale economica e della moda, è anche un centro culturale di primo piano, capace di offrire alcuni dei più importanti capolavori artistici al mondo.

Tra le opere più celebri conservate in città spicca il Cenacolo Vinciano di Leonardo da Vinci, custodito nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, uno dei dipinti più iconici della storia dell’arte. La città ospita inoltre capolavori assoluti come la Pietà Rondanini al Castello Sforzesco e importanti collezioni alla Pinacoteca di Brera, che raccoglie opere fondamentali della pittura italiana.

Accanto ai musei, Milano si distingue per un patrimonio artistico diffuso nello spazio urbano. Il Duomo, con la sua architettura gotica e le terrazze panoramiche, rappresenta il simbolo della città, mentre la Galleria Vittorio Emanuele II è uno dei luoghi più rappresentativi dell’eleganza milanese. Il Teatro alla Scala, tra i più celebri al mondo, testimonia la centralità della città nella musica e nell’opera.

L’arte contemporanea e il design trovano spazio in quartieri in continua evoluzione come Porta Nuova, con i suoi grattacieli e il Bosco Verticale, e CityLife, esempio di architettura contemporanea firmata da grandi progettisti internazionali. Milano è anche una città di spazi nascosti: cortili interni, giardini segreti e botteghe artigiane che raccontano un volto più intimo e autentico.

Tra le esperienze all’aria aperta, la città propone itinerari che attraversano sculture, architetture e installazioni contemporanee, trasformando lo spazio urbano in un museo diffuso. Navigli e quartieri storici offrono atmosfere uniche, tra acqua, storia e vita quotidiana.

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