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Giro-E Tappa numero 12

09/02/2022

Tutto sbagliato, tutto da rifare. Chissà se Gino Bartali avrebbe reagito così, vedendo le bici a pedalata assistita del Giro-E “invadere” il territorio del suo amato Giro, che vinse tre volte, tra il 1936 e il 46. Come che sia, Ginettaccio è uno degli omaggi odierni della Corsa Rosa. La Tappa numero 12, infatti, è transitata da Ponte a Ema, città natale del Giusto tra le Nazioni.

Il Giro elettrico è partito qualche chilometro dopo, già superata Firenze. Ma non ha perso niente, perché ha offerto ai suoi partecipanti tre delle quattro salite di giornata. Avvio da Pontassieve, dunque, già sul percorso Giro. Partenza in salita, verso il Passo della consuma, 18 chilometri di lunghezza, 5,7 per cento di pendenza media. Poi il gruppo elettrico ha attraversato la provincia di Firenze ed è entrato in quella di Arezzo. Le foreste del Casentino, spettacolari, immersi nella natura. Poi di nuovo in salita sul Passo della Calla, con pendenze a doppia cifra, impreziosite da pioggia mista a grandine. Successiva discesa, lunga, fino a Santa Sofia, per poi affrontare il Passo del Carnaio, ultima asperità della giornata, minore come lunghezza, ma con pendenze superiori rispetto al Passo della Calla, fino al 14 per cento. Un’altra discesa, impegnativa, fino a cinque chilometri da Bagno di Romagna, dove si trovava il traguardo. Insomma, Appennino pieno, 2500 metri di dislivello, quasi cento chilometri (96 chilometri). Una tappa tosta, perciò bella, tre stelle tutte meritate. A Bartali sarebbe piaciuta.

Un altro grande del ciclismo si merita, oggi, la maglia di personaggio del giorno del Giro-E. È Max Lelli, capitano del team ENIT Agenzia Nazionale del Turismo. Al suo terzo Giro elettrico, Lelli non si lamenta mai, sorride sempre e lavora come un matto per portare dall’inizio alla fine delle tappe i suoi compagni di squadra, che quasi mai sono provetti ciclisti. Quando può, per guadagnare punti e puntare a una delle maglie in palio, sprinta all’arrivo, riuscendo spesso a prevalere grazie al “motore” (il suo) e l’attitudine alla sella, che non è mai venuta meno dato che percorre ancora almeno 20 mila chilometri l’anno, accompagnando in scampagnate ciclistiche gli ospiti del suo agriturismo in Manciano, provincia di Grosseto. “Lì non c’è un filo di pianura, tutto su e giù” spiega. Della bici elettrica, che ormai conosce a fondo, dice: “Tanti pensano: c’hai il motore, non fai fatica. Ma non è vero, la fatica la fai lo stesso. Se vuoi che il motore renda, devi pedalare. In salita saliamo anche a venti chilometri orari: se hai il motore ma non hai le gambe, non vai da nessuna parte. Quando noi capitani facciamo l’accelerata finale, ci mettiamo tutta la forza, con il motore al massimo. In qualche curva, sullo sterrato degli ultimi giorni, sono entrato quasi in dérapage. 400 watt ce li metto io, e quando lo spunto del motore è al massimo, nel rilanciare la bici, e aggiungi altri 250 watt, diventa una cosa importante. Sono forte quasi quando correvo”.

Nel giugno di vent’anni fa, Max compiva la sua impresa più grande: arrivava terzo al Giro d’Italia (dietro, va sottolineato, a Chioccioli e Chiappucci), conquistando due vittorie di tappa e la Maglia Bianca riservata alla classifica giovani. Auguri, campione.

Le maglie

  • Maglia Arancio – Leader Classifica Generale – Emika – E-Powers
  • Maglia Viola – Leader Classifica Sprint – Emika – E-Powers
  • Maglia Verde – Ride Green Leader Classifica Prova Speciale – Emika – E-Powers
  • Maglia Rossa – Leader Classifica Regolarità – Emika – E-Powers
  • Maglia Gialla – Leader Classifica Master – ENIT – Agenzia Nazionale Turismo
  • Maglia Bianca – Leader Classifica Giovani – Fly Cycling Team – CDI

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