Superato il giro di boa, la tappa numero dieci del Giro-E Enel 2026 ci porta nel varesotto, dove le bici sono una cosa seria. Per le strade vocate al pedale, i campioni della zona (Luigi Ganna, Alfredo Binda, Stefano Garzelli e il sempiterno Claudio Chiappucci, al Giro-E Enel 2026 nelle vesti di capitano del team Regina), le gare del territorio (la Tre Valli Varesine su tutte) e i campionati qui organizzati (il Mondiale di ciclismo su strada a Varese del 2008, vittoria di Ballan nella prova in linea).
Oggi il via dalla graziosa Angera, sponda sud orientale del Lago di Varese, nota per la sua imponente Rocca (Rocca di Angera o Rocca Borromeo, dalla famiglia che la possiede dal 1449), che ospita un Museo della bambola e del giocattolo tra i più importanti d’Europa. Bello il lungolago, il centro storico, l’Oasi della Bruschera e l’Isolino Partegora, zone naturalistiche protette.
Da Angera parte, oltre al Giro-E oggi, ogni primavera la Varese-Angera, chiamata anche la piccola Milano-Sanremo, classica riservata alla categoria Allievi (nel 2012 vinse Pippo Ganna). Se tornate nella Città Giardino, com’è soprannominata per lo straordinario giardino medievale all’interno della Rocca, non dimenticate di portarvi un libro di Piero Chiara, da Luino, sempre Lago Maggiore, ma tutto a nord.
La tappa Angera-Verbania
Una bella sgambata per il gruppo dei ciclisti elettrici, dove oggi c’era anche il campione del mondo di motociclismo Marco Melandri, non nuovo al Giro-E: 67,5 chilometri per 800 metri di dislivello positivo. Niente sforzi eccezionali, ma una tappa da pedalare. La fatica è valsa il prezzo, perché il periplo (parziale) del Lago Maggiore compiuto in sella a una bici è un’esperienza che vale la pena davvero.
Il percorso di oggi è la parte finale della tappa dei professionisti, tutta sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Il Giro-E l’ha intercettata dopo un tratto fuori percorso di 17,8 chilometri.
A livello ciclistico, la tappa si è mossa un po’ nella parte finale, con le asperità di giornata riassunte in Bieno (quarta categoria) e Ungiasca (terza), prima della lunga discesa finale sul traguardo di Verbania. Una “passeggiata” sul lungolago che ha fornito spunti per successive e più tranquille peregrinazioni alla scoperta delle bellezze e tipicità della zona. Come per esempio il “Sancarlone”, la colossale statua situata a coronamento del Sacro Monte di Arona, eretta tra il 1624 e il 1698 e dedicata a San Carlo Borromeo, che per altezza (35 metri) è la seconda al mondo dopo la Statua della Libertà di New York tra quelle costruite in bronzo.
A Stresa bello il porticciolo dove salpano i traghetti per le Isole Borromee. Consigliata la visita ai sontuosi palazzi e ai giardini dell’Isola Madre e dell’Isola Bella, che riempie gli occhi e rimane nel cuore. Tornati sulla costa è il Parco Pallavicino, preziosa oasi faunistica e botanica allo stesso tempo a obbligare a un’ulteriore sosta. Maggio è il mese dell’esplosione dei roseti: bisogna approfittarne.
A Verbania è pressoché inevitabile la visita ai Giardini Botanici di Villa Taranto, uno dei complessi del suo genere più importanti d’Europa, con migliaia di specie e spettacolari fioriture. Colori e profumi si ritrovano poi a Villa Maioni dove si trova la cosiddetta “Biblioteca delle Camelie”, parco botanico con centinaia di varietà.