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Martedì 10
Maggio 2022

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Adrano -

Etna-Nicolosi

(Rifugio Sapienza)

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info turistiche

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ADRANO

Panoramica

Adrano è un Comune siciliano della città metropolitana di Catania, situato nella parte a sud-ovest del vulcano Etna e a 560 metri dal livello del mare.

Si narra che Adrano sia nata dalle fondamenta di una piccola cittadella fondata dai Siculi nella contrada del Mendolito, di cui oggi non restano che la cinta muraria, alcune abitazioni ed una necropoli. Tuttavia, le origini della città vengono fatte risalire in epoca ellenistica, nel 400 a.C., e sono da attribuire a Dionigi il Vecchio di Siracusa, che battezzò la città sotto il nome di “Adranon” in onore al dio siculo della guerra Adranos.

Negli anni la denominazione della città cambiò, a partire dall’epoca normanna quando si cominciò a utilizzare il toponimo Adernò, fino a che – nel 1929 – fu introdotto il nome Adrano che rievocava le origini della polis greca originaria.

Adrano negli anni venne in contatto con diverse popolazioni: arabi, normanni, svevi, angioini e aragonesi, i quali dominarono la città, influenzandone usi e abitudini e lasciando in eredità un patrimonio culturale, artistico e folkloristico suggestivo.

La cittadina è nota per i suoi edifici sacri, per i monumenti e per varie opere pubbliche realizzate in epoca Moderna, durante le dominazioni dei Viceré e dei Borbone, per il miglioramento delle condizioni di vita.

Gastronomia

Fonte naturale di bontà e salute, il Ficodindia dell’Etna DOP si presenta in tre diverse varietà: la Sulfarina, la Sanguigna e la Muscaredda. È ricco di acqua e di zuccheri, come il glucosio e fruttosio, di fibre e vitamine del gruppo C, A, B, ed è anche fonte preziosa di sali minerali, come calcio e fosforo. Alcune delle sue qualità salutari riguardano la facilitazione della diuresi, il miglioramento delle funzioni renali, l’abbassamento del livello di colesterolo, ed è anche usato per la cura del diabete e dell’obesità. Inoltre la polpa contiene l’indicaxantina e le betanine, molecole in grado di contrastare i processi ossidativi e di conseguenza l’invecchiamento cellulare.

L’arancia rossa oltre ad essere buona e succosa ha innumerevoli pregi: potenzia le difese immunitarie, previene i disturbi cardiovascolari, assolve un ruolo essenziale per il metabolismo glucidico, limita i danni della nicotina nei fumatori ed è correttamente prescritta nella prevenzione e cura delle anemie. Svolge una efficace azione di protezione della mucosa gastrica e delle pareti dei vasi sanguigni, è tra i più efficaci antiossidanti ed è fondamentale nella prevenzione dei carcinomi.

La Ciliegia dell’Etna DOP è un autentico “frutto salutistico” in grado di apportare notevoli benefici al mantenimento del benessere del nostro organismo. È ricco di sostanze benefiche come antocianine e flavonoidi, capaci di migliorare la salute delle coronarie e diminuire il rischio di malattie cardiovascolari. Altri effetti benefici riguardano il miglioramento del microcircolo ed un incremento della resistenza dei capillari, che contribuiscono alla prevenzione di diverse patologie quali cistite, processi degenerativi cerebrali, e, come recentemente dimostrato, anche processi biologici che determinano la formazione di tumori. Il consumo di questi deliziosi e salutari frutti, è un vero regalo al palato ed alla salute.

Vino e bevande

Il fondo agricolo facente parte dell’azienda denominata “Saraceno” si trova ubicato nel versante sud del parco dell’Etna, alle falde del Monte Turchio a quota 1000 metri s.l.m.

I vitigni del fondo sono il 75% di Nerello Mascalese, seguono delle uve bianche quali: il Carricante, il Catarratto e l’Inzolia. Tutti i vitigni sono autoctoni del posto etneo catanese.

L’azienda “Saraceno” ritiene che per ottenere un ottimo vino bisogna seguire scrupolosamente il lavoro di raccolta e di cantina rispettando le antiche tradizioni tramandate dalle precedenti generazioni, questo ha consentito ai produttori di ottenere un ottimo vino rosso dell’Etna con eccezionali gradazioni, gusti gradevoli e profumati, qualità raggiunte grazie al terreno di origine vulcanica altamente fertile e ricco di minerali.

Tra i vini che l’azienda consiglia di degustare vi sono: il “Saraceno Rosso del Monte Turchio”, il “Saraceno Rosso dell’Enta” e il vino rosso aromatizzato “Grotta del Santo”.

Punti di interesse

I vari monumenti di cui è ricca sono testimonianza delle epoche passate, tra questi spiccano il Castello Normanno – parte dell’ampio sistema difensivo eretto a favore della valle del Simeto e di Catania –    e il Ponte dei Saraceni, una delle opere più belle e storicamente interessanti del Medioevo siciliano.

Tra gli edifici sacri che custodiscono il carattere religioso di Adrano si annovera, in primo luogo, il Monastero di Santa Lucia, edificato per volontà della contessa Adelasia di Adernò su una struttura edile preesistente. Il Monastero custodisce al suo interno varie opere di forte interesse storico-artistico; altrettanto maestosa è la Chiesa Madre cittadina, fatta costruire in epoca normanna,  nota per la sua facciata in stile barocco e per gli eleganti interni ricostruiti a seguito di un violento terremoto che danneggiò la struttura.

Altro importante sito storico-culturale è il Museo Regionale “Saro Franco”, ospitato all’interno del Castello Normanno, in cui è possibile trovare una biblioteca e un archivio storico-artistico.

Fiore all’occhiello di questo inestimabile patrimonio è il Teatro Bellini, struttura dedicata al famoso compositore Vincenzo Bellini, e che negli anni è stata scenario di importanti rappresentazioni teatrali e cinematografiche, tra cui il noto film con Marcello Mastroianni intitolato “Divorzio all’Italiana” del 1961.

Degni di nota per la loro bellezza sono anche: il Giardino della Vittoria, considerato il “salotto” degli Adraniti, le cui origini risalgono al 1800, le Mura Dionigiane, la Torre Minà, il Castello della Solicchiata, la “Grotta dell’Aspicuddo”, dove si è ritirato in penitenza il Santo Patrono Nicolò Politi e la Fontana Dei Mille, da cui, si narra, siano passate le truppe garibaldine.

Nel repertorio culturale della città di Adrano rientrano anche importanti eventi e manifestazioni, fra cui si annoverano: i riti pasquali, i cui eventi culminanti sono ‘’ I Diavulazzi di Pasqua’’ e ‘’L’Angelicata’’, opere tratte dal dramma religioso settecentesco del poeta Don Anselmo Laudani. L’eterna lotta tra il bene e il male, narrata dai due spettacoli, si conclude con il trionfo della vita e il commovente incontro tra il simulacro del Cristo Risorto e la Madonna, alla presenza dell’Arcangelo Gabriele. Un’altra importantissima rappresentazione religiosa è la ‘’Volata nell’angelo’’, la quale ha luogo il 3 Agosto, in occasione della festa del Santo Patrono della città, Nicolò Politi.

ETNA-NICOLOSI (Rif. Sapienza)

Informazioni Turistiche

Nicolosi, cittadina alle falde dell’Etna, fu edificata intorno al XII secolo da coloro che abitavano le zone circostanti il monastero di S. Nicolò La Rena, oggi sede dell’Ente Parco dell’Etna. E’stata più volte ricostruita. Ricordiamo la terribile eruzione del 1669, che originò i Monti Rossi, raggiungendo la città di Catania e il mare e le successive colate laviche del 1776 e del 1886. Nonostante i danni causati dalle numerose colate laviche e dai terremoti, la città è stata in grado di rinascere e di offrire ai visitatori le straordinarie bellezze naturali e i moderni servizi, strutture alberghiere, ristoranti tipici e divenendo un vanto nella zona etnea, tanto da meritare l’appellativo di “Porta dell’Etna”. Il clima salubre e temperato anche d’estate e i rigogliosi pini ne rendono incantevole il soggiorno. Nicolosi ospita in tutto l’arco dell’anno manifestazioni ed eventi che attirano folle di visitatori. Piacevole luogo di villeggiatura, la cittadina ha legato il suo nome al turismo e alle escursioni sull’Etna. Oggi è una cittadina che, per la volontà e l’intraprendenza dei suoi amministratori e dei suoi abitanti, rappresenta un volano del turismo nella zona etnea.

Punti di interesse

Chiesa Madre – Spirito Santo

Ubicata presso Piazza Vittorio Emanuele a Nicolosi, è la chiesa più grande del paese. Ricostruita nello stesso sito su progetto del Vaccarini fra il 1730 e il 1750 dopo il terremoto del 1693, presenta una volumetria imponente, uno slancio verticale e materiali più pregiati rispetto alla costruzione precedente. Il campanile si erge accanto alla chiesa in piena autonomia architettonica, ornato da due imponenti cornicioni e un doppio basamento in pietra lavica. All’interno dell’edificio è possibile osservare una piccola sezione di pavimento antico risalente al 1669, un magnifico crocifisso ligneo e un quadro dell’Immacolata e dell’Addolorata di ignoti autori; a questi si aggiungono un pregevole organo attribuito al Cinquemani, un coro ligneo del Seicento, un dipinto a olio di Michele Rapisardi raffigurante Sant’Antonio da Padova, affreschi del Barone, dipinti del soffitto e della cupola del Conti-Consoli, altorilievi in gesso del Torre posti sull’altare (l’ultima cena, Sant’Antonio da Padova e l’asino).

 

Museo della Pietra lavica Ceramizzata

Le prime notizie sulla ceramizzazione della pietra lavica risalgono alla prima metà del XIX secolo ad opera di Filippo Severati. La tecnica è stata ripresa e sviluppata dal maestro Barbaro Messina, artista poliedrico, dalla seconda metà degli anni Sessanta. Con le sue ricerche, Messina, ha rivoluzionato il mondo della pietra lavica maiolicata utilizzandola, non solo per vasi, piatti, piccoli utensili; ma anche come supporto per oggetti di design e opere d’arte. Le qualità straordinarie di questo materiale ovvero durevolezza, indistruttibilità e resistenza agli sbalzi termici offrono svariate possibilità d’impiego; in più in seguito al procedimento di ceramizzazione questo tipo di pietra non si macchia, non trattiene l’unto, respinge il calcare ed è di semplice manutenzione.

La creatività del maestro Messina e la capacità di tradurre in forme l’immagine del territorio etneo determinano la fortuna della sua produzione artigianale e artistica e il riconoscimento di Tesoro Umano vivente dell’Unesco. Alla fine degli anni Novanta, grazie al legame creatosi tra il maestro Messina e il comune di Nicolosi, da sempre luogo privilegiato per l’estrazione e la lavorazione della pietra lavica, viene inaugurata la Scuola Museo della Ceramica su Pietra Lavica dell’Etna nella zona Artigianale del comune.

Casa Museo della civiltà contadina
Situata in via Garibaldi è un antico palmento in cui è presente un museo dedicato alle arti, agli usi e ai costumi degli abitanti appartenenti alla civiltà contadina locale. In questo luogo è possibile ammirare alcuni manufatti inerenti la pigiatura dell’uva come una vasca, un torchio e alcuni tini. Proseguendo al piano terra vi è una stalla con mangiatoria e fienile ove sono esposti un “carretto” e altri oggetti relativi all’attività lavorativa nei campi. Le altre stanze costituiscono la “ispenza”, ovvero la dispensa, in cui è possibile ammirare contenitori del vino, dell’olio, del grano e alcuni arredi. L’angolo cucina presenta dei ripostigli per la legna e il carbone e un forno provvisto degli utensili della panificazione. Sullo stesso piano è situata la reception arricchita da diverse vetrine contenenti reperti di piccole dimensioni inerenti la civiltà contadina e pastorale e arnesi delle botteghe artigiane dell’epoca. Al piano superiore sono presenti un piccolo locale per i servizi igienici e due camere da letto nelle quali, oltre agli arredi, sono esposti anche un telaio da tessitura in legno, una macchina da cucire, un’antica culla e vari oggetti religiosi e popolari.

Palmento MontesantoIl Palmento Montesanto, dove sono esposti gli strumenti e gli oggetti tipici della vita rurale degli abitanti della zona pedimontana, è accessibile dall’interno del Parco Comunale “Giuseppe Anselmi” ed è stato donato al Comune di Nicolosi dalla famiglia Montesanto.

Il Palmento, alla “greca”, risale al 1881 ed  è stato recentemente strutturato. In occasione dell’Estate di San Martino, in passato, nel palmento si faceva rivivere la preparazione del mosto, eseguita dai “pistaturi” che con i costumi dell’epoca, ripercorrevano l’antica tradizione della pigiatura dell’uva.

Parco dell’Etna

Istituito il 17 marzo 1987 è il primo ente naturalistico della Sicilia. Con i suoi 59.000 ettari ha il compito primario di proteggere un ambiente naturale unico e lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano attivo più alto d’Europa. Il territorio è stato suddiviso in quattro zone alle quali corrispondono diversi livelli di tutela come stabilito dal legislatore. Nell’area di “Riserva integrale” (zona A) la natura è conservata nella sua integrità limitando al minimo l’intervento dell’uomo; l’area “Riserva generale” (zona B) è caratterizzata da appezzamenti di terreno in cui sono presenti case contadine che ne richiamano la vecchia architettura rurale. Infine l’area di “Protezione e sviluppo controllato” (zone C e D) si presenta notevolmente antropizzata nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente. Al centro dell’ecosistema del Parco c’è l’Etna, con il suo confine litologico di 250 km, l’altezza di circa 3.350 m s.l.m. e una superficie di circa 1.260 km². Rientrano nel territorio del Parco 20 comuni della provincia di Catania: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi

 

Piazzale Rifugio Sapienza

Piazzale Rifugio Sapienza, situato a quota 1.910 metri s.l.m. sul versante meridionale dell’Etna, nel territorio del comune di Nicolosi (CT). Costituisce di fatto la base della stazione sciistica di Etna Sud, posto al termine della strada che risale il versante sud-est dell’Etna dal catanese con gli impianti di risalita che dipartono al suo fianco con la Funivia dell’Etna.

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