Due ali di folla impazzita, una strada che vediamo in discesa ma in realtà è una salita, uno strappo con punte al 21 per cento, al centro un ciclista, è quasi arrivato, ha una gamba sola, la sinistra, che mulina usando un rapporto agile. Salita di Santa Caterina, Siena, 2025. Può essere considerata l’immagine simbolo del Giro-E: Andrea Pusateri, atleta paralimpico, che grazie alla bici a pedalata assistita, a un fisico bestiale e a una volontà incredibile, sale lo strappo finale della leggendaria Strade Bianche, a Siena, arrivo di tappa del Giro-E dello scorso anno.
«Penso sia uno dei messaggi più forti che siamo riusciti a mandare. Oltre al discorso che la bici elettrica ti permette di fare cose che non potresti fare solo con la tua forza, c’è il grande tema che si può fare tutto, basta volerlo», racconta Andrea, capitano del team Rovagnati al Giro-E. «La mia partecipazione è proprio un messaggio di inclusione al 101 per cento, perché sono stato il primo capitano paralimpico del Giro-E», continua. «Siamo riusciti ad abbattere un muro: il disabile veniva nascosto, accantonato, qui siamo riusciti a dire con forza che anche se hai una disabilità puoi fare imprese incredibili, come quelle che ho fatto io in giro per il mondo e anche al Giro-E. Gli ospiti all’inizio sono titubanti, immagino penseranno che al loro capitano manca una gamba, si chiederanno: come fa a pedalare? Poi vedono che il loro capitano va quanto e più degli altri, e questo è un messaggio incredibile, vedere come un disabile possa fare meglio dei normodotati. È stato sempre un sogno per me fare il Giro d’Italia come atleta, ma nel ciclismo paralimpico non esiste il Giro d’Italia. Poter correre sulle strade della corsa, con il pubblico intorno, con la stessa organizzazione, come avviene al Giro-E, è un’emozione d’atleta indescrivibile e un sogno che si avvera».
«La collaborazione con Andrea Pusateri nasce da una forte visione condivisa», spiega Ferruccio Rovagnati, amministratore delegato dell’azienda. «Andrea, giovane sportivo originario delle stesse zone in cui è nata la nostra azienda, rappresenta un esempio concreto di energia e capacità di affrontare le sfide con perseveranza, portando avanti un’idea di sport partecipativa e libera da barriere. Per Rovagnati, inclusione significa valorizzare le persone dentro e fuori l’azienda, contribuendo a costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere il proprio potenziale. In questo senso, la presenza di Andrea come capitano del team aziendale aggiunge autenticità al progetto, trasformando la partecipazione in un’esperienza che va oltre la dimensione sportiva e abbraccia quella della relazione. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che lo sport è uno strumento straordinario di crescita personale e superamento degli ostacoli, sia sul piano umano che sociale».
Oltre a partecipare con un team, Rovagnati è Official Partner del Giro-E e ha un doppio stand al Green Fun Village, che anima tutte le città di partenza dell’evento. «Essere Official Partner del Giro-E per il terzo anno consecutivo rappresenta per Rovagnati la conferma di un percorso coerente con i valori dell’azienda», dice Ferruccio Rovagnati. «Il Giro-E è un progetto che unisce sport, sostenibilità e attenzione alle persone, temi che sentiamo vicini al nostro modo di interpretare il ruolo di un’impresa oggi. Partecipare a questa iniziativa vuol dire sostenere un evento di grande rilevanza nazionale e far parte di un racconto positivo che attraversa i territori italiani, coinvolgendo le comunità locali e promuovendo uno stile di vita dinamico e consapevole. Il Giro-E offre, inoltre, l’opportunità di creare momenti di relazione autentica con il pubblico, vivendo occasioni di incontro lungo tutto il percorso dell’evento. Come anche al Green Fun Village, uno dei momenti più dinamici e coinvolgenti dell’esperienza Giro-E, sia per i visitatori sia per noi aziende partecipanti, perché permette di entrare in contatto diretto con le persone. Nelle giornate trascorse al villaggio, il nostro obiettivo va oltre l’offrire una pausa con i prodotti Rovagnati: raccontiamo la nostra idea di convivialità».