Chiusura
Vedi tutti

My e-Life 2

31/01/2022

Chi pedala il primo dell’anno pedala tutto l’anno. Dunque, fuori la bici, nonostante la nebbiolina della Bassa, le strade umide, il freddo pungente. Non adagiamoci sull’elettrico: batteria non caricata del tutto. Sfidiamola. Interrogo la app Ebikemotion che si connette via bluetooth con la mia Bianchi Aria e-road. Mi dice che siamo al 70 per cento. Va bene, non devo scalare il Mortirolo. Voglio solo fare girare le gambe e, appunto, fare un’uscita benaugurante, o meglio, propiziatoria, per l’anno appena cominciato.
Un pelo di pianura, come riscaldamento, poi comincia il mangiabevi tipico della collina e in questo caso dell’Oltrepò. Una terra vocata al ciclismo, con panorami che non hanno niente da invidiare al Chiantishire, tanta vigna, nessuna salita eclatante ma molti strappi perfetto per fare la gamba e realizzare buoni allenamenti cardio. A questo proposito, l’obiettivo di giornata è tenere i battiti entro i 150-155. Mi sarà d’ausilio il motore, che in questo “lavoro” è perfetto. Comincio con l’assistenza minima, la gamba gira bella sciolta. Il percorso lo conosco molto bene: 35 chilometri, 650 metri di dislivello positivo. Rassicurante ma comunque impegnativo il giusto. Sulla lunga salita per Montalto passo, in alcuni punti, al livello di assistenza due, per tenere le pulsazioni in soglia. Salgo veloce, grazie al motore. Più veloce, naturalmente, di quando perfettamente allenato salgo con la bici muscolare. L’impressione di fatica è molto minore, ma è una scelta: non voglio affaticare il cuore, perché la stagione è lunga e desidero fare le cose con calma.
Un scioltezza fino a Montalto, poi, sugli strappi verso la Madonna del vento, passo al livello 3 e ci sta, pendenza a due cifre, e proprio lì la Bianchi mi segnala che siamo al di sotto del 50 per cento di batteria residua. Niente paura, ce n’è d’avanzo. Durante la salita sono sbucato fuori dalla foschia e ora mi godo il panorama con un bel cielo terso. Con la bici la fatica (quasi sempre) vale il viaggio.
L’aria freschina mi riporta subito in sella. Saliscendi, con assistenza numero due, poi la “picchiata” in valle passando per Molino Cella. Pianura, le gambe rispondono bene, regolo la velocità con il cardiofrequenzimetro, in questo caso non aiutato dal motore, che a 25 chilometri orari stacca.

Non sento il peso della bici (a proposito: devo pesarla, sono curioso, e sono anche certo che la mia taglia 59 non stia nei 12 chili di cui si parla ma li superi di un bel pochetto) e pedalo a un buon ritmo. Le prime sensazioni con la Aria e-road sono di un carro rigido che assorbe le buche meno di quanto mi aspettassi, e forse è per la presenza del motore, e di un avantreno che in curva devi gestire con una certa decisione, ma in questo caso sospendo il giudizio perché la presa è molto lontana, molto di più rispetto alle mie abitudini, i comandi Ultegra spostano molto il punto di presa, devo accorciare l’attacco. Comunque le modifiche e le prossime uscite mi diranno di più.
Entro nei boschi incantati intorno a Borgo Priolo, sempre livello di assistenza due, in un momento passo al tre, tutto sotto controllo. La bici mi avverte però che sono all’ultimo quarto di energia residua. Nessuna paura, mi rimane solo lo strappo, secco, su cui mi sfiderò andando a tutta, verso Torrazza Coste. Ed è lì, quando “sparo” la massima assistenza e spinto sui pedali per fare il tempo, che a un certo punto la luce comincia a lampeggiare e la bici si ferma, perché quando la batteria è quasi finita il sistema limita l’assistenza. Ok, oggi non segnerò alcun record.
Al traguardo, dislivello e chilometri confermati, cuore non oltre la soglia, un bel tempo complessivo, stanchezza giusta. La domanda: senza motore sarebbe stata la stessa cosa? No. E forse, oggi, dato il meteo, non sarei neanche uscito.
Quindi, viva, buona la prima, e buon 2022.

Seguici
sui social
# giroe
top sponsor
official partners
official suppliers