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Giro-E Enel 2026 – Tappa 9 Savona – Novi Ligure

21/05/2026

Si parte in Liguria, si arriva in Piemonte. Magie del Giro-E Enel 2026. Via da Savona per la tappa numero nove, traguardo a Novi Ligure, Alessandria, terra natia di due grandi del pedale: Costante Girardengo e Fausto Coppi, quest’ultimo nato a Castellania, a un pugno di chilometri.

C’è stato da pedalare, nonostante i motori, in oltre 90 chilometri di colline per 1.250 metri di dislivello positivo. Ma vuoi mettere la soddisfazione? Fare scattare le tacchette nei pedali, lasciarsi il mare alle spalle e inoltrarsi nell’entroterra verso Casa Coppi gettando il cuore oltre l’ostacolo: impagabile. Come Savona, città di papi (Sisto IV, Giulio II), la cui storia risale addirittura all’età del bronzo. Idealmente protetta dalla cinquecentesca fortezza del Priamar, ha il fascino delle città di mare, che pur essendo turistiche non riescono, per fortuna, a esserlo fino in fondo. Da vedere, il Museo della Ceramica, che ospita oltre sei secoli di storia della ceramica ligure. Da ascoltare, Annalisa, nata qui. Da mangiare, la panissa, innaffiata di Pigato o Rossese.
A Novi Ligure, come detto, siamo nella culla di leggende delle due ruote a pedali. A Girardengo e Coppi è dedicato il Museo dei Campionissimi, che racconta l’evoluzione della bicicletta con pezzi rarissimi, oltre a celebrare i grandi delle due ruote. Dopo la visita-pellegrinaggio nel tempio del ciclismo, doveroso prendersi il tempo per andare alla scoperta di una cittadina bella, sportiva ma soprattutto golosa. Quello tra Novi Ligure e il cioccolato è un matrimonio antico, sempre capace di regalare dolcezza. E in città i luoghi dove fare il pieno di “carburante” in vista delle prossime escursioni davvero non mancano.

La tappa Savona-Novi Ligure

Sono cinque le partenze di tappa del Giro d’Italia da Savona: l’ultima nel 2012, la prima nel 1972. Oggi è tempo di Giro elettrico.

Appena usciti dalla piazza di partenza, dopo un brevissimo tratto di 2,6 chilometri, inserimento sul tracciato della 12esima tappa della Corsa Rosa. Saluti al Mar Ligure e via in direzione delle alture dell’entroterra, verso il Piemonte. Prime e uniche asperità di giornata il Colle Giovo e il Bric Breton, salite di terza categoria, rispettivamente 11,5 chilometri al 4,2 per cento medio e 5,5 chilometri al 6 per cento medio, punte del dieci per cento. Poi ad accogliere i ciclisti è stata la deliziosa Ovada, porta d’ingresso a strade e luoghi che sembrano nati apposta per praticare il ciclismo.

Il personaggio del giorno – Davide Camicioli

Di solito commenta le imprese degli altri – gli assi dei motori, Formula 1 e MotoGP. Stavolta il protagonista è lui. Davide Camicioli è tornato a pedalare al Giro-E Enel, di cui sembra non potere fare a meno.

“Sono tanti anni che vengo a pedalare al Giro-E, perché sono appassionato da sempre del Giro d’Italia, faccio triathlon e adoro pedalare e scoprire posti meravigliosi. Questa era la mia tappa di casa, perché sono nato a La Spezia (Davide ha partecipato alla La-Spezia-Chiavari di ieri, ndr), conosco il territorio e volevo divertirmi a casa mia. Vivo a Milano da troppi anni… Mi piace la sfida, mi piace il ciclismo, mi piace faticare. Pantani ha illuminato i miei sogni di bambino. Non ho mai smesso di pedalare. Anche tanti piloti di Formula 1 sono appassionati di bici, e la portano sui circuiti per allenarsi e per studiare il percorso delle gare. Anche nel ciclismo si va veloci… guarda Pippo Ganna! Conosco lui, conosco Fausto Pinarello, sulle cui bici Pippo corre. Sono felicissimo per il suo successo, è un ragazzo che ha vinto poco rispetto alle sue qualità, poi si spinge sempre oltre. Il ciclismo negli ultimi anni è arrivato a delle prestazioni stellari, sia dal punto di vista delle bici sia delle prestazioni. È questo che mi piace: come si allenano, come migliorano… è uno sport dove non ti fermi mai, come in Formula 1. Ma la bici è l’unico sport che non ti regala niente: io alterno settimane in cui vado tanto in bici, poi sono via per i Gran Premi, quando torno e riprendo a pedalare è una fatica incredibile. In questo è vicino alla vita: per arrivare ai risultati, devo faticare e sapere stare in gruppo”.

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