Continua il maremonti, al Giro-E Enel 2026. Da Napoli fin su al Blockhaus, ora di nuovo con gli occhi che si perdono nell’orizzonte piatto del mare, stavolta l’Adriatico, dall’altra parte d’Italia. Partenza a Grottammare in costiera, oggi per la tappa numero cinque, con una divagazione piuttosto impegnativa nell’entroterra prima di arrivare a Fermo per la strada più lunga, ma più bella dal punto di vista ciclistico.
Oltre 60 chilometri per 1.400 metri di dislivello positivo: dopo la salita di ieri, poco relax, in un lungo fine settimana in cui c’è parecchio da pedalare, al Giro-E. Speriamo che la bici non abbia assorbito troppo l’attenzione dei ciclisti, perché sono transitatati da luoghi belli e fino indimenticabili. Come, appunto, Grottammare, provincia di Ascoli Piceno, Marche, uno dei borghi più belli d’Italia. Origini antichissime, un clima temperato tutto l’anno (a cui si deve la coltivazione dell’arancio), un mare bello. E ci sono anche 23 colonnine per la ricarica delle auto elettriche e due stazioni di ricarica solare per e-bike.
La tappa Grottammare-Fermo
Con grande furbizia, il Giro-E Enel ha colto solo il meglio della tappa odierna del Giro d’Italia e si è immesso subito dopo la partenza sul percorso della frazione della Corsa Rosa. Che, partita da Chieti, fino a quel momento è stata lunga, piatta e anche monotona, invece con la deviazione verso l’interno dopo Cupra Marittima e la subitanea salita per Montefiore dall’Aso, ha acquistato tutto un altro sapore. Siamo nell’entroterra Fermano, con una successione di saliscendi e diversi muri da affrontare specialmente nel finale. Dopo il primo GPM a Montefiore dell’Aso ne è seguito uno successivo a Monterubbiano, da lì si è giunti una prima volta Fermo, dove spicca il muro di via Cardarelli, prima di raggiungere la statale 16 Adriatica per affrontare la salita di Capodarco, altro GPM, e in rapida sequenza la salita di Reputolo (pendenze fino al 22 per cento in un tratto di 3,5 chilometri) che immette nell’abitato di Fermo, dove si è continuato a salire per vie cittadine strette e pavimentate in porfido anche di pendenza elevata. Finale spumeggiante: una breve discesa agli ultimi 750 metri per poi salire fino all’arrivo su una rampa attorno al dieci per cento. Insomma i ciclisti elettrici non si sono affatto annoiati, oggi.