Pedalare nella leggenda non è da tutti i giorni. Al Giro-E Enel, avviene spesso. Oggi, sul Blockhaus, salita mitica, durissima, dove sono state scritte pagine di storia del ciclismo a partire dal 1967, quando Eddy Merckx vi colse la sua prima vittoria in un Grande Giro.
In una giornata dal meteo inclemente, con tanto vento, i partecipanti del Giro-E al traguardo hanno avuto ben diritto, all’arrivo, di sentirsi ciclisti veri.
La tappa Roccaraso-Blockhaus
Una vera impennata, nel profilo altimetrico del Giro-E Enel 2026. Dopo la dolcezza della frazione Pompei-Napoli, la tappa numero quattro è partita da Roccaraso, L’Aquila, ed è giunta al Blockhaus, dopo quasi 80 chilometri di strade all’insù, per uno straordinario dislivello positivo di 1.750 metri che l’ha resa una delle più dure di questa edizione. Una tappa tosta anche per i professionisti, visto che è la frazione più lunga di questa edizione del Giro.
Meno male che al Giro-E ci sono i motori, che hanno consentito di vivere l’ascesa al Blockhaus come un’esperienza memorabile e non come un’agonia, quali sarebbero i suoi quasi 14 chilometri all’8,4 per cento medio, con punte del 15. Nel cuore della Maiella, in Abruzzo, il Blockhaus rappresenta fatica, sofferenza, leggenda, fin dalla vittoria di Eddy Merckx del 1967. Con l’ausilio elettrico, il cuore è più leggero e magari qualcuno si sarà goduto un po’ anche il panorama.
Certamente i ciclisti elettrici non saranno stati insensibili alla bellezza di Roccaraso, località famosa per gli impianti sciistici d’inverno (il comprensorio sciistico dell’Alto Sangro è uno dei più grandi d’Italia, con impianti moderni e collegamenti con località vicine come Rivisondoli e Pescocostanzo), ma altrettanto interessante anche senza la neve e d’estate, per le passeggiate e le pedalate che offre, alla scoperta di un Abruzzo autentico.