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Giro-E Enel 2026 – Tappa 17 San Daniele del Friuli – Piancavallo

30/05/2026

Il Giro-E snocciola regioni come grani del rosario e oggi, per la penultima tappa, la numero 17, è in Friuli Venezia Giulia. Doveroso il ricordo alle vittime del terremoto di cinquant’anni fa, prima di lanciarsi sulle strade a caccia di emozioni.

Tante le iniziative del Giro d’Italia per omaggiare la capacità di resilienza del Friuli dopo il sisma di magnitudo 6.5 della scala Richter che la sera del 6 maggio 1976 colpì la regione, investendo 77 comuni e causando 990 morti e oltre 45 mila senzatetto. Prima fra tutte, la partenza della tappa di oggi del Giro d’Italia da Gemona del Friuli, la località che subì il maggior numero di vittime. La frazione numero 20 dell’edizione 109 è stata eccezionalmente titolata “Gemona del Friuli 1976-2026 – Piancavallo”. È stata ideata anche una Maglia Rosa speciale, confezionata sempre da Castelli, dove lo sponsor “Io sono Friuli Venezia Giulia”, che dall’8 maggio campeggia sulla maglia, verrà sostituito dalla storica scritta: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Verrà indossata solo nella tappa odierna dal detentore della Maglia Rosa. Attraverso questa operazione, la Regione Friuli Venezia Giulia ha voluto da un lato promuovere il territorio regionale attraverso un’importante visibilità mediatica, dall’altra portare un messaggio che accomuna le genti di questa terra, un invito a custodire il passato, guardando avanti e senza dimenticare ciò che ha reso questa regione quanto è oggi.

Al ricordo del terremoto del 1976 ha contribuito pure il Giro-E con la partenza da San Daniele del Friuli, anch’essa nell’elenco dei comuni colpiti dal sisma. Lo stesso farà il Giro d’Italia Women, la cui terza frazione, lunedì 1 giugno, avrà per traguardo Buja.

Tornando al ciclismo pedalato, la tappa di oggi è all’altezza delle aspettative: 70 chilometri per oltre 1.500 metri di dislivello positivo. Si parte, appunto, da San Daniele del Friuli per giungere a Piancavallo, dopo avere affrontato la durissima, omonima salita. L’ultima fatica prima dell’agognato traguardo romano di domani.

A San Daniele nasce il prelibato prosciutto crudo, fonte di proteine buone per chi fa sport e dunque anche per i pedalatori più incalliti. Arroccato sulla sommità di un colle che domina la pianura circostante, trova nella conformazione del territorio l’aria perfetta per produrre il “San Daniele”. In caso di visita, nutriamo anche gli occhi: da non perdere la Biblioteca Guarneriana, una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Europa, il Duomo di San Michele Arcangelo e Porta Gemona, progettata da Andrea Palladio.

Piancavallo è invece capitale dello sport in montagna delle Prealpi Carniche, che anche d’estate offre innumerevoli opportunità di divertimento. Un esempio?  La Passeggiata delle Malghe, percorso ad anello di circa 12 chilometri che attraversa boschi e prati, offrendo punti panoramici sulla pianura e permettendo di scoprire le tradizionali strutture d’alpeggio del luogo. Uno sforzo tutto sommato limitato capace di regalare emozioni che rimarranno a lungo nel cuore.

La tappa San Daniele del Friuli-Piancavallo

Con nelle gambe ancora i 2.700 metri di dislivello del tappone dolomitico di ieri (e meno male che il Giro-E ha evitato il Passo Giau, Cima Coppi 2026), dopo un fuori percorso di 19 chilometri per intercettare il tracciato del Giro d’Italia, i partecipanti hanno affrontato la salita del Piancavallo, ovviamente categoria 1: 14,5 chilometri all’insù, al 7,8 per cento medio con punte del 14 per cento nei primi dieci chilometri, i più duri, un totale di 1.131 metri di dislivello positivo per un arrivo in quota a 1.292 metri.

L’hanno fatta una volta soltanto, non seguendo l’esempio dei pro, che si sono regalati il bis.

Emozioni? Infinite.

In cima, neanche il tempo di rifiatare o di assaporare il gusto dell’impresa: ci sarà una lunghissima trasferta nottetempo, domani ci attende Roma!

Il personaggio del giorno – Emiliano Cantagallo

Piancavallo chiama, Cantagallo risponde. Emiliano, capitano del Team Sara Assicurazioni al Giro-E Enel 2026, oggi è più felice del solito: ecco una salita vera, di prima categoria, l’ultima di questa edizione. Inoltre, il Friuli è la sua nuova casa. Poteva non esser lui il nostro personaggio del giorno?

“Piancavallo è una salita dura, arcigna in certi punti, che curva dopo curva ti ricorda la scalata di Marco Pantani al Giro del 98, che andava su talmente forte che prima di entrare nei tornanti frenava… in salita! I tifosi che erano presenti se lo ricordano ancora: sentivano il rumore dei freni. Andava talmente forte che doveva frenare in salita! Si sale dalla pianura e si arriva lassù, dove d’inverno si scia e dove, se ti giri, puoi vedere la piana del Friuli a perdita d’occhio, con la strada che sale disegnando una poesia di tornanti”.

Confessa, Emiliano, che “la pianura per me è un intervallo crudele tra una salita e un’altra”. D’altronde, è soprannominato Mister Zoncolan per avere scalato l’omonima salita, considerata la più dura del mondo in bici, ben 152 volte. Romano, per vivere la sua passione ha aperto un bike hotel in Carnia, proprio ai piedi dello Zoncolan, circondato da salite hors catégorie.

“Oggi per me è il giorno più importante di questo Giro-E, perché siamo in Friuli, la Regione che ho scelto per il mio lavoro e la mia vita. Anche se sono di Roma, qui mi sento a casa, e ogni volta che varco i confini ed entro in Friuli scende una lacrimuccia. Non c’è quel traffico che trovi da altre parti, per esempio nelle Dolomiti, dove devono perfino chiudere i passi per tenere le auto lontane. In Friuli, se io esco anche per un percorso di cento chilometri, pure a Ferragosto, sono capace di trovare solo quattro o cinque macchine”.

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