Il Giro-E snocciola regioni come grani del rosario e oggi, per la penultima tappa, la numero 17, è in Friuli Venezia Giulia. Doveroso il ricordo alle vittime del terremoto di cinquant’anni fa, prima di lanciarsi sulle strade a caccia di emozioni.
Tante le iniziative del Giro d’Italia per omaggiare la capacità di resilienza del Friuli dopo il sisma di magnitudo 6.5 della scala Richter che la sera del 6 maggio 1976 colpì la regione, investendo 77 comuni e causando 990 morti e oltre 45 mila senzatetto. Prima fra tutte, la partenza della tappa di oggi del Giro d’Italia da Gemona del Friuli, la località che subì il maggior numero di vittime. La frazione numero 20 dell’edizione 109 è stata eccezionalmente titolata “Gemona del Friuli 1976-2026 – Piancavallo”. È stata ideata anche una Maglia Rosa speciale, confezionata sempre da Castelli, dove lo sponsor “Io sono Friuli Venezia Giulia”, che dall’8 maggio campeggia sulla maglia, verrà sostituito dalla storica scritta: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Verrà indossata solo nella tappa odierna dal detentore della Maglia Rosa. Attraverso questa operazione, la Regione Friuli Venezia Giulia ha voluto da un lato promuovere il territorio regionale attraverso un’importante visibilità mediatica, dall’altra portare un messaggio che accomuna le genti di questa terra, un invito a custodire il passato, guardando avanti e senza dimenticare ciò che ha reso questa regione quanto è oggi.
Al ricordo del terremoto del 1976 ha contribuito pure il Giro-E con la partenza da San Daniele del Friuli, anch’essa nell’elenco dei comuni colpiti dal sisma. Lo stesso farà il Giro d’Italia Women, la cui terza frazione, lunedì 1 giugno, avrà per traguardo Buja.
Tornando al ciclismo pedalato, la tappa di oggi è all’altezza delle aspettative: 70 chilometri per oltre 1.500 metri di dislivello positivo. Si parte, appunto, da San Daniele del Friuli per giungere a Piancavallo, dopo avere affrontato la durissima, omonima salita. L’ultima fatica prima dell’agognato traguardo romano di domani.
A San Daniele nasce il prelibato prosciutto crudo, fonte di proteine buone per chi fa sport e dunque anche per i pedalatori più incalliti. Arroccato sulla sommità di un colle che domina la pianura circostante, trova nella conformazione del territorio l’aria perfetta per produrre il “San Daniele”. In caso di visita, nutriamo anche gli occhi: da non perdere la Biblioteca Guarneriana, una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Europa, il Duomo di San Michele Arcangelo e Porta Gemona, progettata da Andrea Palladio.
Piancavallo è invece capitale dello sport in montagna delle Prealpi Carniche, che anche d’estate offre innumerevoli opportunità di divertimento. Un esempio? La Passeggiata delle Malghe, percorso ad anello di circa 12 chilometri che attraversa boschi e prati, offrendo punti panoramici sulla pianura e permettendo di scoprire le tradizionali strutture d’alpeggio del luogo. Uno sforzo tutto sommato limitato capace di regalare emozioni che rimarranno a lungo nel cuore.