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Giro-E Enel 2026 – Tappa 16 Agordo – Alleghe (Piani di Pezzè)

29/05/2026

Oggi si fa sul serio al Giro-E Enel. La tappa numero 16 è la più dura dell’intero calendario 2026. Per dire, il dislivello positivo è quattro volte superiore a quello di ieri: ben 2.700 metri. Il chilometraggio (66) circa lo stesso. Il che la dice lunga sull’intensità del percorso.

Si parte da Agordo e si giunge ad Alleghe (Piani di Pezzè), dopo avere opportunamente scansato il temibile Passo Giau, Cima Coppi (ovvero la più dura dell’intera edizione) del Giro 109. Solo salite e discese, solo Dolomiti. Motori al massimo e batterie consumate al ritmo di barrette energetiche. Per i capitani ci sarà un gran daffare nel mantenere il gruppo compatto e portare tutti in vetta, cosa che ogni partecipante si merita. La fatica sarà ripagata dalla qualità dei ricordi. Una tappa a cinque stelle è per sempre.

C’è stato poco da fare i turisti, invece, stamattina in partenza. In giornate come questa occorre concentrarsi sulla tappa.

Ad Agordo, provincia di Belluno, bisognerà tornarci, perché merita una visita con tutti i crismi. Grande centro minerario, ha una lunga e gloriosa storia, che si riflette nelle sue architetture e in cucina.

La cittadina posta sulle rive del Cordevole offre un bel colpo d’occhio sulle Dolomiti bellunesi, in particolare sul Monte Agner, sulle Pale di San Lucano e sulla Moiazza, ovvero la propaggine meridionale del Civetta. La cinquecentesca Villa Crotta – De’ Manzoni in origine residenza dei proprietari del Centro minerario della Valle Imperina, a sua volta visitabile a breve distanza dalla cittadina, è il monumento più fastoso di Agordo. Da qui ci si immerge nelle Dolomiti più silenziose risalendo la strada del Passo Duran, come fatto dai ciclisti elettrici oggi, che unisce l’Agordino con la Val di Zoldo.

Il Lago di Alleghe, sotto l’ultima salita, incastonato tra foreste e le pendici del Civetta, fu originato da una frana che nel 1771 bloccò il corso del fiume Cordevole determinando così la formazione del lago. Oggi Alleghe è un’attrezzata stazione turistica, apprezzata in tutte le stagioni dell’anno anche per la squisita ospitalità. Inizia da qui la salita verso il traguardo di giornata a Piani di Pezzè, frequentato da escursionisti, arrampicatori e da ogni amante del bello.

La tappa Agordo-Alleghe (Piani di Pezzè)

Ecco il tappone dolomitico. Ecco il tanto desiderato Ciclismo con la ci maiuscola.

Infatti la frazione di oggi ha richiamato molti special guest desiderosi di avventura: l’ex iridato di motociclismo Marco Melandri, il commentatore di Sky Sport per la Formula 1 Carlo Vanzini e il collega Davide Camicioli, i rugbisti della Nazionale italiana Michele Lamaro e Tiziano Pasquali e il loro omologo ma dell’Argentina Nahuel Tetaz Chaparro, il fondista Gianni Demadonna, l’ex pro di ciclismo Alberto Ongarato.

Il Giro-E si è immesso subito sul percorso della tappa odierna del Giro d’Italia, ma per uscirne al chilometro 45 e rientrarne al 57, in tempo per scansare il Passo Giau, dieci chilometri al 9,3 per cento medio con punte del 14 per cento, salito invece dai professionisti.

Con la bici a pedalata assistita oppure no, in percorsi del genere c’è da pedalare. Perché? Le salite memorabili di oggi sono ben quattro: una di prima categoria come il Passo Duran, la salita iniziale, 12,1 chilometri all’8,2 per cento medio con punte del 14 per cento; poi, di categoria due, Coi (5,8 chilometri al 9,7 per cento con punte del 19 per cento), Forcella Staulanza (6,3 chilometri al 6,3 per cento medio con punte del dieci per cento) e Pian di Pezzè (cinque chilometri al 9,6 per cento medio con punte del 15 per cento). Salite e… relative discese: lunghe, ripide, impegnative, dove bisogna saper guidare la bici.

Arrivo tosto, gli ultimi cinque chilometri da Alleghe a Piani di Pezzè sono tutti un tornante (otto, per la precisione, con numerose semicurve di raccordo), durissimi, per un ultimissimo chilometro costantemente all’11 per cento… ci vinse, non a caso, Marco Pantani da dilettante…

Oggi un traguardo, letteralmente, conquistato.

Il personaggio del giorno – Michele Lamaro

Il capitano della nazionale italiana di rugby dal novembre 2021 è Michele Lamaro, colosso di 1.88 metri per oltre un quintale di muscoli. È venuto a pedalare al Giro-E Enel e ha scelto il temutissimo tappone dolomitico. Si vede che è proprio uno che non ha paura di nulla!

“Tappa pazzesca! La giornata è bella, noi siamo contenti. Il mio fisico non è da scalatore, ma la volontà è di arrivare in cima, sempre. La bici mi piace, tanto. A casa uso una gravel, non per allenamento, per staccare la testa, per fare qualcos’altro, per avere un momento per me. Gioco a Treviso, assieme a Tiziano e Nahuel che sono venuti anche loro a pedalare oggi qui, e lì intorno ci sono bei percorsi per la bici”.

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