Oggi si fa sul serio al Giro-E Enel. La tappa numero 16 è la più dura dell’intero calendario 2026. Per dire, il dislivello positivo è quattro volte superiore a quello di ieri: ben 2.700 metri. Il chilometraggio (66) circa lo stesso. Il che la dice lunga sull’intensità del percorso.
Si parte da Agordo e si giunge ad Alleghe (Piani di Pezzè), dopo avere opportunamente scansato il temibile Passo Giau, Cima Coppi (ovvero la più dura dell’intera edizione) del Giro 109. Solo salite e discese, solo Dolomiti. Motori al massimo e batterie consumate al ritmo di barrette energetiche. Per i capitani ci sarà un gran daffare nel mantenere il gruppo compatto e portare tutti in vetta, cosa che ogni partecipante si merita. La fatica sarà ripagata dalla qualità dei ricordi. Una tappa a cinque stelle è per sempre.
C’è stato poco da fare i turisti, invece, stamattina in partenza. In giornate come questa occorre concentrarsi sulla tappa.
Ad Agordo, provincia di Belluno, bisognerà tornarci, perché merita una visita con tutti i crismi. Grande centro minerario, ha una lunga e gloriosa storia, che si riflette nelle sue architetture e in cucina.
La cittadina posta sulle rive del Cordevole offre un bel colpo d’occhio sulle Dolomiti bellunesi, in particolare sul Monte Agner, sulle Pale di San Lucano e sulla Moiazza, ovvero la propaggine meridionale del Civetta. La cinquecentesca Villa Crotta – De’ Manzoni in origine residenza dei proprietari del Centro minerario della Valle Imperina, a sua volta visitabile a breve distanza dalla cittadina, è il monumento più fastoso di Agordo. Da qui ci si immerge nelle Dolomiti più silenziose risalendo la strada del Passo Duran, come fatto dai ciclisti elettrici oggi, che unisce l’Agordino con la Val di Zoldo.
Il Lago di Alleghe, sotto l’ultima salita, incastonato tra foreste e le pendici del Civetta, fu originato da una frana che nel 1771 bloccò il corso del fiume Cordevole determinando così la formazione del lago. Oggi Alleghe è un’attrezzata stazione turistica, apprezzata in tutte le stagioni dell’anno anche per la squisita ospitalità. Inizia da qui la salita verso il traguardo di giornata a Piani di Pezzè, frequentato da escursionisti, arrampicatori e da ogni amante del bello.