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Giro-E Enel 2026 – Tappa 15 Valdobbiadene – Pieve di Soligo

28/05/2026

Il Giro-E Enel oggi è in Veneto. Per la tappa numero 15 si parte da Valdobbiadene e si arriva a Pieve di Soligo. Tanti bei ricordi nasceranno in questi cinquanta, deliziosi chilometri di pura collina.

Prima del via i ciclisti elettrici avranno potuto visitare il Duomo o un’altra delle tante chiese o una delle splendide ville della zona, come pure incantarsi davanti a uno dei sei alberi monumentali presenti nel territorio comunale, ma anche andar per cantine o enoteche, badando bene però a non bere prima di pedalare.

È la terza volta, dopo quelle del 2019 (prima edizione dell’evento) e del 2024, che Valdobbiadene ospita una partenza del Giro-E Enel. Già nel 2000 e 2001 era stata sede di tappa per le frazioni del Giro d’Italia femminile, in entrambe le occasioni successo di Diana Ziliute, campionessa del mondo 1998. Successivamente, in tre occasioni è stata traguardo di altrettante tappe del Giro d’Italia. A Valdobbiadene abita Chiara Reghini, scalatrice della Top Girls Fassa Bortolo che correrà il prossimo Giro Women: la gara parte domani da Cesenatico.

Dopo il traguardo, piacevole passeggiare per le strade di Pieve di Soligo, percorrendo prima di tutto la Cal Santa è una delle vie più antiche del centro storico, oppure inoltrandosi nel Borgo Stolfi dove accanto alle case della tradizione locale si si osserva la vecchia roggia con la ruota da mulino alimentata dal Soligo. Da vedere anche la seicentesca villa Chisini-Daniott, la chiesetta barocca della Madonna del Carmine e palazzo Balbi Valier, del XIX secolo. Da non perdere il Ponte del Contenzioso, dal nome che evoca antiche e accese dispute.

La tappa Valdobbiadene-Pieve di Soligo

Come ieri, nulla di epocale, ma la dolcezza dell’andar pedalando per il Paese più bello del mondo.

Il tracciato coincide in tutto con quello del Giro d’Italia, di cui rappresenta esattamente l’ultimo spicchio prima del traguardo. Percorso mosso, gradevole, finale in discesa. Un occhio alla strada, uno ai filari di vigneti, altrettanto incantevoli.

Unica stilettata di giornata, il muro di Ca’ del Poggio, a nove chilometri dal traguardo: molto breve (1.200 metri) ma con pendenze tra il 16 e il 19 per cento. Al Giro d’Italia può esser emotivo di successo nella tappa, al Giro-E motori al massimo e via, verso il brindisi finale a Pieve di Soligo.

Il personaggio del giorno – Paolo Belli

La sua ultima canzone s’intitola Bellissima. È dedicata a una donna, ma avrebbe potuto essere la bici, tanto le vuole bene. “È la canzone perfetta: Bicicletta, tu sei bellissima! Ha anche un ritmo pop che è giusto in bici, sembra il ritmo della pedalata”.

Cantautore e conduttore televisivo, fondatore del gruppo Ladri di Biciclette, partecipazioni a Sanremo e a Ballando sotto le stelle, Paolo Belli è al via del Giro-E Enel 2026 con il team Valsir.

“Non è la mia prima volta, c’ero già stato. Il Giro-E è fantastico perché consente anche a quelli alti, magri, biondi e con gli occhi azzurri, come me, cioè veri atleti nati per fare il ciclismo, di pedalare sulle strade del Giro d’Italia. A parte gli scherzi, sono bici incredibili, le più adatte per la mia età (64 anni, ndr). La cosa divertente è proprio poter fare salite e chilometraggi che uno non potrebbe fare, altrimenti. Io ho scalato cinque volte lo Stelvio con la bici muscolare, ma oggi non lo posso più fare. La bici a pedalata assistita me lo consente, mi fa stare in gruppo assieme a Bugno, Chiappucci, Colbrelli….”.

La bici è una delle sue grandi passioni. “È una passione senza pari. Io a casa non faccio niente, non sposto neanche le sedie, perché mi fa fatica fare tutto, invece non vedo l’ora di salire in bici per fare fatica. Solo chi va in bicicletta può capire. Non è che la bici mi piace: fa parte di me. Io ho una sola cosa di buono: una forza disarmante nelle volate. Quando vedo un cartello stradale, è volata, non guardo in faccia a nessuno. Però sto alla salita come Bob Marley al valzer. Già il cavalcavia mi dà da fare tanto”.

L’anno scorso, quando al Giro-E si facevano ancora le volate a fine tappa, gli dissero di farla lui. “Eravamo dalle mie parti, mi hanno detto: Vai avanti tu che vinci la tappa. Sono scattato, ma a tre chilometri dal traguardo è finita la batteria. Ho fatto una fatica dell’accidente e all’arrivo neanche mi riconoscevo, da che ero sfigurato. Quest’anno pedalo da gregario, l’ho chiarito subito”. La bici, dice, è soprattutto un modo per stare bene con se stesso. “Chi non va in bici non può capire: ti fa vedere il mondo in una maniera così libera che non ci sono eguali. Forse mi sento tanto libero solo quando compongo una canzone”.

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