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Giro-E Enel 2026 – Tappa 14 Tione di Trento – Andalo

27/05/2026

La numero 14 del Giro-E Enel 2026 va in scena sull’ultimo spicchio della frazione Giro di oggi. Da Tione di Trento ad Andalo, 50 chilometri esatti per 1.200 metri di dislivello positivo.

Trentino, montagne, aria pura: qui andare in bici è uno spettacolo. Siamo a casa dello Sceriffo, Francesco Moser, il ciclista italiano più vincente di sempre con 273 successi da professionista in carriera: casa sua, Palù di Giovo, dalla partenza dista quanto il traguardo.

Passeggiare e pedalare viene naturale, all’insegna di un turismo attivo. È terra di cibo sano e vino buono. I canederli, gnocchi a base di pane raffermo insaporito con speck o formaggio, sono un piatto perfetto dopo una giornata sui sentieri delle Dolomiti, come pure gli strangolapreti, gnocchi verdi fatti con spinaci e serviti con burro fuso e salvia; da provare anche il tortel de patate, una specialità a base di patate grattugiate, fritta fino a diventare dorata e croccante.

Nel bicchiere la scelta è ampia: dal Teroldego al Marzemino, dal Gewürztraminer al Müller Thurgau, si cade sempre bene.

Tione di Trento è un caratteristico borgo del Trentino, conosciuto per la tradizione artigianale nella produzione di candele, situato nel cuore delle Giudicarie, tra la Val Rendena e la Valle del Chiese, circondato dalle montagne dell’Adamello e del Brenta. Viene tradizionalmente chiamato anche “la Busa”, per via della conca verde in cui sorge il paese, attraversato dal fiume Sarca e dal torrente Arnò. Fu quasi completamente distrutto da un incendio nel 1895, ma venne ricostruito mantenendo il suo fascino storico.

Anche il Lago di Molveno, prima dell’arrivo, con le sue spiaggette e i lidi attrezzati è un invito a tornare con più tempo libero. Sulle sue sponde si trova, tra l’altro, l’antica Segheria veneziana Tajalacqua (XVI secolo) che ricorda il tempo in cui gli abitanti del luogo lavoravano e vendevano il legname di queste foreste alla Repubblica Serenissima o ai cantieri del vicino lago di Garda. Andalo è a un tiro di scoppio, con i suoi grandiosi panorami sulla Paganella e sulle Dolomiti di Brenta: degna conclusione di una giornata indimenticabile.

La tappa Tione di Trento-Andalo

Su e giù nel fondovalle, con scalata finale ad Andalo-Lever (niente di trascendentale, uno strappo di categoria 3), prima di tuffarsi giù per l’ultima discesa e tagliare il traguardo ad Andalo.

Tappa mossa, oggi, per i ciclisti elettrici. Senza asperità critiche, ma impegnativa per il dislivello comunque accumulato.

Il personaggio del giorno – Giorgio Rocca

Ha un fisico da corridore di keirin, il ciclismo su pista giapponese, ma quando si parla di pedalare in montagna, Giorgio Rocca non si tira indietro. Vincitore della Coppa del mondo di slalom speciale nel 2006 e di tre medaglie iridate della specialità, aveva già assaporato il piacere della pedalata assistita al Giro-E. L’ha fatto anche ieri nella tappa in terra svizzera, di casa per lui, figlio di padre italiano e madre elvetica, nato a Coira nel Cantone dei Grigioni.

“Com’è stata la pedalata? Una bomba! È una bellissima esperienza, perché non vivi uno stress pazzesco ma ti senti parte della competizione. Gli ospiti hanno potuto provare le emozioni del Giro e vedere il Ticino in un modo diverso. Qui io mi sono allenato tanto, vent’anni fa quando correvo. Abituato a salire in auto in un posto, non ti rendi conto di quanto sia ripido finché non ci sali in bicicletta, come abbiamo fatto ieri noi. Gli ultimi dieci chilometri abbiamo faticato, era anche molto caldo. È stato bello perché in cima il popolo ticinese era gasato, è un evento che non solo gli appassionati di ciclismo, ma tutti hanno apprezzato. C’era molta gente, tutti in festa. Avendo vissuto molti anni in Ticino, specialmente nel dopo carriera, mi sentivo a casa”.

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