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Giro-E Enel 2026 – Tappa 11 Aymavilles – Pila

23/05/2026

Più Pila per tutti, oggi al Giro-E. Ovviamente in senso ciclistico, quindi parliamo della tappa che gli intenditori ritengono la prima vera del Giro d’Italia 2026.

Benvenuti in Valle d’Aosta: arrivano le Alpi e il conseguente mitico tappone alpino a cinque stelle con traguardo in quota.

Da Aymavilles su a Pila per la frazione numero 11 del Giro-E Enel 2026. Una salita sola, oggi, ma lunga, dura, che ha assorbito quasi la metà dei 34 chilometri dell’intera tappa. Consola il pensiero che i professionisti della Corsa Rosa di chilometri ne faranno 133, e senza motori…

Giungere a Pila in sella a una bici è una soddisfazione seconda a nessuno, per chi ama lo sport dei pedali. Di fronte a cotanta maestosità, prima di tutto ciclistica, cosa aggiungere sulla città di partenza?

Per esempio, che ad Aymavilles c’è l’omonimo elegante castello rinascimentale dalle torri cilindriche, recentemente restaurato. In epoca romana qui passava la Via delle Gallie, strada fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. Se la bici non ha il motore, conviene imboccare quella.

E di Pila che dire? Che è ben nota agli amanti delle due ruote, richiamati dal grande Pila Bike Park, struttura riconosciuta a livello internazionale, con tracciati che si sviluppano tra boschi e pendii aperti, cui si aggiungono aree dedicate a e-bike, cross country e apprendimento tecnico.

Piacevole anche la breve passeggiata fino al Lago Chamolé, circondato da pascoli d’alta quota e nei cui pressi si trova il Cristo di Chamolé, punto panoramico e simbolo… spirituale.

La tappa Aymavilles-Pila

Il percorso era talmente breve che, dalla partenza, potevi quasi scorgere il traguardo. Il problema è che stava lassù, a 1.793 metri di quota, ben 1.150 metri più in alto della partenza.

Siamo in provincia di Aosta, altra terra di ciclismo. Aymavilles era all’esordio come città di partenza del Giro-E. Nel 2024 ha ospitato la partenza della seconda tappa del Giro NextGen con traguardo a Saint-Vincent, vittoria di Paul Magnier.

Per i partecipanti del Giro-E, dopo un tratto fuori percorso di dieci chilometri scarsi, il seguito è stato tutto sul tracciato della Corsa Rosa.

Hanno affrontato la salita (versante Gressan) con spirito baldanzoso; escludendo i capitani e qualche esegeta del pedale, il motivo della baldanza stava soprattutto nella presenza dei motori. Sedici chilometri e mezzo al 7,1 per cento medio con punte dell’11 per cento: una salita che non molla mai.

Traguardo in salita, ça va sans dire.

Il personaggio del giorno – Uberto Fornara

A tagliare il traguardo a Pila oggi anche Uberto Fornara, Presidente di RCS Sports & Events, che organizza Giro d’Italia e Giro-E Enel. Appassionato ciclista, ha pedalato naturalmente nel team RCS Sports & Events.

“Sono un ciclista da cicloturismo, farò 6-7 mila chilometri l’anno. L’anno scorso però in bicicletta ho fatto una cosa bellissima: da Milano a Lecce, con un gruppo di amici, in nove giorni, attraversando l’Italia per strade secondarie. Un’esperienza fantastica. Una volta facevo un po’ di garette, delle granfondo; adesso con la bici mi piace godermi il panorama, i paesaggi, e poi fare fatica, perché la fatica mi sgombra la testa. Io definisco la bici ‘la mia terapia’. Nel fine settimana mi dedico alla bicicletta, mi serve per scaricare tutte le tensioni e per ricaricarmi. È uno sport fantastico. La salita di oggi è bella e impegnativa, nonostante la pedalata assistita: comunque io ho usato l’assistenza minima del motore. Il Giro-E è un evento sempre più importante, che ha tanti significati, tra cui quello di avvicinare a questo sport bellissimo e quindi creare nuovi praticanti. Poi ci sono tutti i temi della sostenibilità, legati al Title Sponsor Enel e a tutti gli altri sponsor che ci aiutano a organizzare un evento così bello che ogni anno ha più successo”.

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