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Giro-E Enel 2026 – Tappa 1 Amantea – Cosenza

12/05/2026

Bentornati, benarrivati, insomma benvenuti al Giro-E Enel 2026! È l’ottava edizione, un numero che comincia a divenire importante. Come la quantità di emozioni, a partire dalla primissima edizione, la numero zero, pionieristica e così poetica, con il direttore del Giro-E, Roberto Salvador, quasi da solo nell’organizzare un evento allora realmente proiettato nel futuro…

Ma lasciamo da parte i ricordi e tuffiamoci nella stretta attualità, che ci parla di una exclusive e-bike experience, sempre organizzata da RCS Sports & Events affiancata in tutti questi anni dallo stesso title sponsor, Enel, che rimane il primo e unico evento a tappe al mondo con bici a pedalata assistita, si svolge sempre sulle strade e nei giorni del Giro d’Italia, ma è diventato ormai un vero e proprio Grande Giro.
Saranno ben 29 i team protagonisti quest’anno: 16 Official Team che prenderanno parte a tutte le tappe, 13 Daily Team che si vedranno solo in una o qualche tappa. Fino al 31 maggio affronteranno 18 frazioni: da Amantea a Roma, per un totale di 1.091 chilometri, e supereranno 20.450 metri di dislivello positivo: oltre quattro volte l’altezza del Monte Bianco.

Accanto ai tanti ospiti che compongono un gruppo ormai degno, appunto, per qualità e quantità di un Grande Giro, ci sono i campioni del ciclismo che fin dall’inizio rappresentano uno dei motivi di richiamo e successo di questo evento.
Vere icone come Gianni Bugno (Valsir), Claudio Chiappucci (Regina), Igor Astarloa (Valsir), Damiano Cunego (Continental) e Andrea Tafi (Autostrade per l’Italia), affiancati dagli ex professionisti Marta Bastianelli (Tudor), Marco Canola (Virgin Active) e per la prima volta al Giro-E Giacomo Nizzolo (RCS Sports & Events), con i quali i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi e pedalare assieme sulle strade chiuse al traffico: un’esperienza straordinaria per un appassionato.
Non mancherà la conduttrice Justine Mattera (Enel) e tanti capitani che costituiscono ormai l’anima del Giro-E Enel, come Amedeo Tabini (Citroëen, presente fin dalla prima tappa dell’edizione numero zero del 2018), Emiliano Cantagallo (Sara Assicurazioni), Lello Ferrara (Italia.it), ma anche il paraciclista e triatleta Andrea Pusateri (Rovagnati), il musicista e producer Davide Ferrario (ETJCA TicketOne), il dj Federico Scavo e la giornalista e presentatrice Stefania Andriola (RCS Sport).

Nonostante la presenza i motori e le batterie, le gambe dovranno mulinare, eccome. La prima e la terza settimana sono toste dal punto di vista altimetrico, con rispettivamente 7.600 e 7.700 metri di dislivello ciascuna e tappe a cinque stelle di alta montagna quali la Roccaraso-Blockhaus, la Sasso Marconi-Corno alle Scale, la Agordo-Alleghe e la San Daniele del Friuli-Piancavallo. Quella con arrivo ad Alleghe sarà la più dura dell’intero evento, con ben 2.700 metri di dislivello in soli 66 chilometri. Ma ci saranno anche le frazioni passerella, come la Pompei-Napoli (tappa numero 3, non propriamente facile, ma la più scenografica), la Forte dei Marmi-Massa (neanche 30 chilometri), l’arrivo a Milano (al 90esimo traguardo di tappa del Giro: un record) e il Grande Arrivo nella capitale.

La partenza è stata preceduta dall’inaugurazione del Green Fun Village a Catanzaro, il 9 maggio e 10 maggio, dove si è svolta anche la Teams Presentation, un altro dei momenti mutuati dal cerimoniale del Giro d’Italia. Sul palco tutti i capitani, i team manager e naturalmente le bici a pedalata assistita del Giro-E Enel 2026.
Dopo la presentazione sul Lungomare Stefano Pugliese, i capitani sono saliti in sella all’imbrunire per una sfilata sulle strade di Catanzaro: un assaggio della poesia che li aspetta, da oggi, sulle strade di tutta Italia, per un viaggio all’insegna delle emozioni e della sostenibilità.

Il via della prima tappa è da Amantea, che fin dal nome ci avvolge suadente come in un abbraccio. In provincia di Cosenza, ha una lunga storia che risale alla Magna Grecia e passa per la conquista araba del IX secolo e successiva rifondazione con il nome di Al-Mantiah, la Rocca. Il nome rimase, nel 1861 divenne Comune del Regno d’Italia, città dal 1973, e nello stemma vi è, su campo azzurro, una torre d’oro, simbolo del borgo medievale arroccato per cui è famosa. Il suo centro storico aggrappato alla rupe del Castello merita una visita per potervi ammirare lo stupendo scorcio sul Mar Tirreno con vista fin sullo Stromboli. Qui il tempo sembra essersi fermato. Solo dagli anni Cinquanta è iniziato lo sviluppo urbanistico della parte moderna della città, nella piana che declina al mare. Da vedere il porto, attivo fin dall’epoca bizantina, da gustare i fichi secchi al cioccolato nero e bianco e il Bucconotto, dolce tipico a forma di barchetta ripieno di cioccolata, spezie e altri ingredienti che per tradizione rimangono segreti.

La tappa Amantea-Cosenza

Amantea è stata quattro volte sede di partenza del Giro di Calabria, piccola gara a tappe che si correva negli anni 80 e 90, e per due volte città di arrivo, dove nel 96 trionfò l’oro olimpico di Barcellona, Giovanni Lombardi. Sempre nel 1996 ha ospitato la settima tappa del Giro d’Italia che arrivava a Monte Sirino (con vittoria di Davide Rebellin).

Il Giro-E, appena usciti dalla piazza di partenza, si inserisce subito sul percorso della quarta tappa del Giro d’Italia, per arrivare al traguardo dopo 78 chilometri e 1.250 metri di dislivello. Non esattamente una sgambatina: il Giro-E 2026 ci dice subito di che pasta è fatto, con una frazione lunga e intensa, sulla carta adatta a divenire memorabile.

Il personaggio del giorno – Lello Ferrara

Al Giro-E, come detto, non ci sono solo i celebrati campioni, e per fortuna. “Per me, la cosa più bella è che, pur non avendo io vinto nulla rispetto ai grandi personaggi che ci sono al Giro-E, da sud a nord, lungo le strade è tutto un ‘Lello, Lello, Lello’, e questo è davvero qualcosa di magico”, confessa Lello Ferrara, un passato da gregario tra il 2001 e il 2010 e un presente da stare sui social, grazie alle sue dirette in cui racconta il ciclismo dialogando con i colleghi di ieri e di oggi. Sempre allegro, è una delle anime, anzi, dei motori del Giro-E. “Io ho fatto il ciclista, ma da piccolo volevo recitare, fare l’animatore, qualcosa che mi portasse a stare con le persone. Ci riesco al Giro-E, che ti permette di pedalare con un gruppo di amici tra tanti tifosi che ti accompagnano su strade stupende. Non c’è cosa più bella”.

Come tutti coloro che sono stati baciati dalla dea bendata e sono nati a Napoli, Lello ha quella velata e affascinante malinconia tipica di lì. E anche quando ride e scherza, gli guardi gli occhi e intravedi il moto ondoso che lo anima. E così, come all’improvviso, ci dice: “Vedi, la sera, quando vado a letto, io mi faccio una sorta di esame di coscienza per capire se in quella giornata è successo qualcosa per cui devo chiedere scusa a qualcuno. Quando ho perso mio papà non ho potuto chiedergli scusa né dirgli ‘Ti voglio bene’, ed è una cosa che mi porto dentro da una vita, quindi non voglio più lasciare qualcosa di non detto. La vita è una, ce l’ha data Dio, dobbiamo viverla bene e aiutare il prossimo. Meglio chiarire, che litigare. E il Giro-E, ogni giorno, mi ricorda quanto è bello vivere in armonia”.

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