Zero emissioni, zero pensieri. Bella la vita al Giro-E Enel. Dove a essere elettriche non sono solo le bici da corsa dei partecipanti, ma anche le ammiraglie dell’organizzazione. L’Official Mobility Partner dell’evento, infatti, è Citroën, che al Giro-E e al Giro d’Italia ha fornito un’imponente flotta a tecnologia ibrida.
D’altronde, tralasciando i professionisti calati nell’agone della competizione, vuoi mettere pedalare nel silenzio, senza il rumore di motori a combustione a disturbare la quiete della perfezione ciclistica?
«È l’aspetto straordinario di questa esperienza: il Giro-E consente a tutti di vivere le sensazioni e le emozioni dei corridori, pedalando su strade chiuse al traffico coccolati come professionisti. Infatti tanti, dopo essere venuti al Giro-E, si innamorano della bici», confessa Amedeo Tabini, un passato da corridore élite, oggi capitano e anima del Team Citroën. Tabini ha un record: è il ciclista che ha pedalato più di tutti al Giro-E. Ne ha fatte ben 136 tappe, perché c’era già all’edizione numero zero, quella del 2018, quando in sella alle Pinarello Nytro, le prime bici da corsa a pedalata assistita in assoluto, accompagnarono gli ospiti in un’esperienza ciclistica tailor made che, anno dopo anno, è diventato l’attuale Grande Giro “elettrico”. È impegnato da tempo a raccontare come lo sport faccia bene e, tramite la sua squadra e assieme all’amico Luca Lucini, a consentire ai ragazzi con disfunzioni metaboliche e malattie croniche di fare attività sportiva in bicicletta.
Nei trasferimenti tra una tappa e l’altra, guida naturalmente una Citroën. La casa francese ha fornito una flotta di 62 auto in corsa e 35 auto di supporto al Giro d’Italia, oltre a 25 mezzi al Giro-E. Ognuno di essi percorrerà 3.466 chilometri in corsa, 2.500 chilometri di trasferimenti, superando un dislivello positivo complessivo di 48.700 metri. In totale, tutte assieme le Citroën al Giro 109 percorreranno oltre 600 mila chilometri.
«La scelta di puntare sul ciclismo nasce da una profonda affinità con uno sport autentico e popolare, vicino alle persone e capace di attraversare territori e incontrare le comunità», spiega Giovanni Falcone, Managing Director di Citroën Italia. «È lo stesso spirito di vicinanza e presenza costante che garantiamo ogni giorno grazie alla nostra rete sul territorio da oltre cento anni. Il modello protagonista al Giro è il Nuovo SUV C5 Aircross, prima ammiraglia Citroën anche cento per cento elettrica. Al fianco della carovana del Giro d’Italia, questo modello dimostra sul campo le sue qualità, accompagnando ogni giorno organizzazione e atleti su percorsi impegnativi e variabili. Essere presenti in un evento così radicato nella cultura italiana significa per noi rafforzare un legame concreto con il territorio e con i nostri clienti, portando soluzioni di mobilità accessibili, affidabili e in sintonia con le esigenze reali delle persone».
La casa francese è partner di tutte le gare organizzate da RCS Sport & Events, Classiche comprese, dunque dalle Strade Bianche al Lombardia, perché il legame tra Citroën e il mondo delle due ruote ha radici profonde e si basa su una condivisione di valori: già in epoche lontane i modelli del Double Chevron hanno affiancato le carovane ciclistiche, in un connubio che ha visto il marchio protagonista in gara come co-title sponsor della squadra WorldTour AG2R Citroën Team.
Il Nuovo SUV C5 Aircross è capace di coniugare piacere di guida, attenzione all’ambiente e accessibilità. Rappresenta il massimo della tecnologia e dell’innovazione del marchio ed è disponibile in varie versioni, da quella totalmente elettrica a quelle ibride, anche ricaricabili. Imbarazzo della scelta sia per l’organizzazione sia il Team Citroën che partecipa a tutte le tappe del Giro-E Enel 2026, e che la sera ricarica, appunto, tanto le bici da corsa dei partecipanti quanto le batterie della sua ammiraglia.