Di cosa parliamo quando parliamo di mobilità sostenibile? Di una cosa che a Carver non sarebbe piaciuta per niente, lui che amava andare al dunque delle cose. Parliamo di frammentazione, e in particolare della frammentazioni delle abitudini e dunque delle soluzioni che portano alla eco sostenibilità delle nostre abitudini.

Una volta c’era l’automobile, acquistata con maggiore o minore fatica. Poi la rivoluzione delle metropolitane e del leasing. Adesso c’è il MaaS, acronimo di Mobility as a Service, un servizio alla mobilità basato non sul possesso del mezzo di trasporto (auto, principalmente) ma sul suo utilizzo in condivisione con la rete degli utenti, con l’integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblici e privati in un unico servizio accessibile via smartphone, grazie a una piattaforma multifunzionale che consente un unico sistema di pagamento. L’hanno inventato in Finlandia, dove ha consentito di aumentare il numero degli abbonati al trasporto pubblico dal 48 al 74 per cento.

Oggi nelle grandi città non solo italiane il mobility sharing (car, scooter, bike) fa ormai parte delle abitudini di una nuova generazione provvista di un’etica dei trasporti e disinteressata alle dinamiche del possesso care ai baby boomers (o semplicemente boomers, come gli adolescenti di oggi definiscono i padri), già abituata a pianificare spostamenti e viaggi tramite app e pagando elettronicamente. Che dispiaccia o meno, è questo il futuro delle grandi città, in cui l’automobile sotto casa diverrà un lusso che pochi vorranno o potranno permettersi.

Su questo concetto riflette un interessante libro appena pubblicato, “Inversione a E”, di Renato Mazzoncini, professore del Politecnico di Milano e amministratore delegato di A2A, che propone scenari per decarbonizzare i trasporti con una visione ai prossimi 30 anni. La mobilità oggi “viaggia” consumando per il 90 per cento derivati dal petrolio ed emette circa un quarto delle emissioni mondiali: visti i trend di crescita demografica e urbanizzazione a livello globale, un dato preoccupante. Mazzoncini propone mezzi di trasporto futuribili: super treni, tubi depressurizzati in grado di trasportare persone e merci a oltre mille chilometri orari (Hyperloop, da Milano a Roma in 30 minuti), strade a induzione per la ricarica elettrica in movimento dei veicoli che le percorrono. Vedremo. Per ora, per la Ciclovia del Po o per il Giro-E, una fiammante e-road tirata fuori dal garage non ha rivali.