Tappa 2

RITROVO DI PARTENZA

 

Villanova Monferrato

INCOLONNAMENTO

 

13:10

KM 0, VIA UFFICIALE

 

13:15

KM

 

61.9

ARRIVO

 

Novara

ORARIO DI ARRIVO

 

15:11

Tappa 2 | 9 Maggio 2021 | 61.9 km

Villanova Monferrato >
Novara

Villanova Monferrato

Villanova, comune fondato nel IV secolo, è la porta del Monferrato. È un territorio che coniuga il paesaggio risicolo con il vino. Infatti, il piatto tipico del luogo è la Panissa, un risotto a base di salame della duja (sotto grasso) e fagioli, e qui nacque Federico Martinotti, l’ideatore del metodo di spumantizzazione più diffuso nel mondo che porta il suo nome.

Importante anche il connubio tra storia agricola e l’arte: qui è possibile trovare uno dei pochi mulini ad acqua che fanno funzionare una riseria e il palazzo comunale ospita, tra le altre, la celebre “Madonna con Bambino” del Guala.

Luoghi di interesse

La bella chiesa di Sant’Emiliano costruita prima in stile romanico poi restaurata in epoca neogotica dal celebre architetto Arborio Mella. All’interno alcuni affreschi quattrocenteschi (scoperti recentemente). In piazza Finazzi l’oratorio di San Michele ora utilizzato come Auditorium conserva le copie dei documenti del “borgo franco” (1197). Il palazzo comunale ospita la collezione d’arte “Colombotto Rosso” e la celebre “Madonna con Bambino” di Pier Francesco Guala.

Storia

Collocato sulla direttrice tra Casale e Vercelli, l’abitato di Villanova risale al IV secolo. Nel VII l’edificazione della prima chiesa dedicata a S. Emiliano, patrono del paese. Nel 1197 è “borgo franco” (Comune libero) dalle dure servitù feudali. Durante il medioevo fu difeso più volte dal Vercellese contro le incursioni del Marchesato del Monferrato. Durante l’epopea napoleonica fu teatro un avamposto strategico di battaglia.

Enogastronomia

Il piatto principale villanovese è la panissa, un risotto tipico della piana risicola: tra gli ingredienti il salame della duja (sotto grasso) e i fagioli. Questi sono altro prodotto tipico meglio conosciuto come i fagioli “dla prasa” (della fretta). Da segnalare infine anche la “Cicoria Pan di Zucchero” tipica del Casalese. Villanova Monferrato ha dato i natali al celebre enologo Federico Martinotti (1860 – 1924), famoso per avere inventato un procedimento per produrre vino spumante mediante la rifermentazione in autoclave (ancora prima di Charmat).

Attività su mobilità ecosostenibili

Diversi i progetti dell’amministrazione comunale per quanto riguarda la mobilità ecosostenibile tra cui due colonnine di ricarica che rientrano nel Piano nazionale per la mobilità elettrica.

Novara

Novara è una città ricca di tradizioni, di storia, di capolavori d’arte, creata poco a poco, in un susseguirsi di stratificazioni e influenze, che ne hanno fatto un vivace polo culturale, tappa ideale per una visita nel corso di tutto l’anno. La vera anima della città affiora nel suo centro storico che ruota attorno alla Basilica di San Gaudenzio e a quell’ardita struttura, che tutto domina e a cui tutti guardano: la Cupola di Alessandro Antonelli; i suoi 121 metri disegnano lo skyline del capoluogo, dandogli quella forma cara e conosciuta nella quale i novaresi si riconoscono. Da lassù lo sguardo si perde oltre i confini cittadini, con le prime risaie che lambiscono le sue periferie e fino all’abbraccio della catena alpina che, nelle giornate di cielo terso, sembra quasi di poter toccare solo allungando il braccio.

Luoghi di interesse

Di antica fondazione, Novara si presenta come un elegante salotto ottocentesco, secolo d’oro del suo sviluppo urbanistico ed economico; lo sguardo del visitatore che arriva da lontano, viene subito catturato dalla Cupola della Basilica di San Gaudenzio, progettata e realizzata nel corso del XIX secolo da Alessandro Antonelli, architetto della Mole di Torino. Sotto la statua del Salvatore, prendono vita, tra le vie e le piazze del centro, la Basilica dedicata al patrono Gaudenzio, uno scrigno prezioso di arte barocca, così come la Chiesa di San Marco; il maestoso Duomo di Santa Maria, altra opera antonelliana, con il suo caratteristico colonnato e il Battistero paleocristiano, monumento più antico della città; nel Complesso monumentale del Broletto, un tempo luogo della vita pubblica e civile, oggi è allestita la collezione d’Arte Moderna Giannoni; il Castello Visconteo-Sforzesco, restituito alla città in seguito a un imponente intervento di restauro, è il nuovo polo museale con la sede di ExpoRisorgimento, museo dedicato alle vicende risorgimentali che hanno interessato Novara, e con mostre temporanee che animano la vita culturale nel corso di tutto l’anno; e i Teatri Coccia e Faraggiana, i cuori musicali e artistici del capoluogo.

Gastronomia

Circondata da risaie, il piatto tradizionale di Novara non può che essere a base di riso: la paniscia, è infatti un risotto in cui non devono mancare i fagioli, le verze e il salame della duja (un salume che si conserva sotto grasso), e tutto ciò che regala l’orto in qualsiasi momento dell’anno. Non esiste una ricetta codificata, ogni famiglia ha la sua, l’importante è cucinarne sempre in abbondanza in modo da poterla gustare anche riscaldata il giorno seguente, creando una crosticina croccante che la rende ancora più appetitosa.

Sulle tavole novaresi non manca mai il Gorgonzola, nelle sue versioni dolce e piccante; Novara è infatti la sede del suo Consorzio di Tutela e nel territorio si concentra la gran parte della produzione. Gustato da solo o abbinato ad altri ingredienti per ricette sfiziose, è uno dei formaggi che più si presta ad accompagnare tutto il pasto. E per finire in dolcezza, i dessert in città non mancano sicuramente: i Biscotti di Novara sono un dolce antico, la cui ricetta risale al XVI secolo ad opera delle monache che avevano l’usanza di prepararli in periodo pasquale per mandarli in dono al Papa. Fatti solo con uova, zucchero e farina, accompagnano le merende, e non solo, dei novaresi da oltre 500 anni. Durante i giorni della festa patronale (22 gennaio), invece è quasi un obbligo gustare il Pane di San Gaudenzio, una torta con uvetta o marroni, racchiusa in un guscio di frolla e con granella di frutta secca in superficie.

Bevande

Non tutti sanno che uno degli aperitivi più famosi al mondo fu inventato a Novara! A metà Ottocento Gaspare Campari acquista infatti in centro città il Caffè dell’Amicizia, dove perfeziona la ricetta del suo bitter, rimasta da allora invariata.

Poco fuori dal capoluogo il territorio lascia la pianura e comincia a trasformarsi in collina e dal riso si passa al vino. Nel medio Novarese è tutto un susseguirsi di filari di vite, che qui è piantata, lavorata e l’uva poi trasformata in vino, fin dall’epoca romana, con risultati sempre più appaganti e di successo; non a caso la prima Cantina Sociale d’Italia è nata proprio in provincia di Novara, in un territorio dove la viticoltura è stata sempre particolarmente favorita dal microclima, dovuto alla vicinanza del Monte Rosa, e da suoli minerali di origine morenica e vulcanica. Qui a farla da padrone è il Nebbiolo, re dei vitigni piemontesi, che vinificato in purezza o in un blend di uve autoctone, dà origine alle Doc e alle Docg del territorio. Tra queste ricordiamo gli storici Ghemme Docg, Boca Doc, Fara Doc, Sizzano Doc e la gamma Colline Novaresi Doc.