Tappa 2

RITROVO DI PARTENZA

 

Biancavilla

INCOLONNAMENTO

 

11:15

KM 0, VIA UFFICIALE

 

11.20

KM

 

88.7

ARRIVO

 

Etna (Linguaglossa- Piano Provenzana)

ORARIO DI ARRIVO

 

14:47

Tappa 2 | 5 Ottobre 2020 | 88.7 km

Biancavilla >
Etna (Linguaglossa- Piano Provenzana)

Biancavilla

Un gruppo di albanesi giunti in Sicilia dal XV secolo, a causa delle pressioni islamiste turche, decise di rimanere nella parte della Sicilia occidentale nel territorio sulle falde dell’Etna fondando nel 1482 una propria comunità chiamata prima Callicari, poi Casale dei Greci, e Albavilla, per giunger poi, per ultimo, dal 1599, a Biancavilla

Enogastronomia

Fichi d’India, arance, olive e olio, conserve e tutti i raccolti della terra dell’Etna

Luoghi di interesse

La Basilica e le chiese della città. Le architetture religiose sono state edificate principalmente in stile barocco siciliano, ma dal Settecento si è determinato lo sviluppo con edifici risalenti ai primi dell’Ottocento e altre architetture appartenenti alla fine del Novecento.

Nel percorso si inserisce la chiesa di medievale di San Lorenzo in Ponte interamente decorata da un ciclo di affreschi raffiguranti la vita ultraterrena attraverso suggestivi dettagli dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Etna (Linguaglossa- Piano Provenzana)

A 44 km da Catania e a 550 m s.l.m. è situata Linguaglossa. Offre ai visitatori la sua tipicità di paesino etneo, con le strade e i portali in pietra lavica, le costruzioni padronali sulle vie principali, e le casette piane in un centro storico attraversato da una ragnatela di vicoletti adornati da murales, che ricreano un’atmosfera antica di centro contadino, un tempo legato alla lavorazione e al trasporto dei giganteschi pini dell’Etna, il cui legno e la resina sono stati materiali indispensabili per la marineria siciliana nei secoli.

Enogastronomia

Il prodotto tipico per eccellenza della cittadina di Linguaglossa è senza dubbio la salsiccia al ceppo, carne di suino tagliata a mano in piccoli pezzi, con il tipico coltello chiamato “partituri”, e lavorata e insaccata su un ceppo di quercia, albero del territorio etneo.

Essa è  insaporita con l’aggiunta di sale, pepe e i tipici semi di finocchietto selvatico, per essere infine insaccata in budello naturale. La sua tipica forma a nodi viene data dall’uso di uno spago che viene tolto prima di mangiarla.  Un modo tipico di gustare questa prelibatezza è accompagnarla con la “colicedda” (brassica fruticulosa ) una verdura spontanea locale del territorio etneo.

I piatti tipici della cittadina derivano da sapienti combinazioni dei prodotti locali, quali olive, funghi, origano, finocchietto selvatico ecc, e consistono in primi a base di verdure e secondi di carne condite con essenze locali, contorni di funghi e verdure spontanee. In tutte le pasticcerie locali è possibile trovare, inoltre, le paste di mandorla e di nocciole, i mostaccioli e le granite in estate. Molto rinomati sono anche i vini della zona, come: il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Nero d’Avola, il Carricante, il Catarratto e la Minnella. Nel territorio di Linguaglossa sono presenti numerose cantine che producono vini “Doc Etna” di ottima qualità e diversi oleifici che producono olio extra vergine d’oliva tipico della zona.

Luoghi di interesse

Il centro abitato di Linguaglossa è abbellito da ampie vie, antichi palazzi e da due lussureggianti ville a dare il benvenuto: la Villa dei Vespri Siciliani e la Villa Giovanni Milana. Numerose sono inoltre le chiese della cittadina, come la Chiesa di San Francesco di Paola, che sorge di fronte Piazza Municipio, dove si erge imponente il Monumento ai caduti della prima guerra mondiale. La prima edificazione della chiesa risale al XVI secolo, l’ingresso molto semplice è ingentilito dalla porta bronzea eseguita dallo scultore Salvatore Incorpora nel 1980, mentre l’interno della chiesa è ricco di stucchi barocchi. Sul primo altare a destra è la statua della Madonna dell’Oreto, opera dello scultore Antonello Gagini del 1504.  Un’altra chiesa degna di nota è quella dedicata all’Immacolata con l’annesso Convento dei Padri Cappuccini.  Sul suo altare maggiore vi è la più eccelsa fra le opere conservate a Linguaglossa: la celebre Custodia di Pietro Bencivinni da Polizzi, scolpita tra1708 ed il 1710 in legno di cipresso, arancio e noce. La Chiesa principale è la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna delle Grazie e risalente al 1613.  La sua facciata è severa e leggiadra, l’interno è a tre navate, con transetto sopraelevato alla navata centrale. L’opera che maggiormente dà lustro alla chiesa si trova proprio dietro l’altare maggiore, sotto il grande organo: è  il maestoso Coro ligneo intagliato con fregi, bassorilievi e sculture a tutto tondo che si rincorrono per l’intera abside. del 1728 eseguita dai maestri intagliatori catanesi G. Turrisi e G. Cirolli. La Chiesa più antica di Linguaglossa è certamente quella di Sant’Egidio Abate. Non molto lontana da quest’ultima, sorge anche raggiungere la Chiesa Ss Antonio e Vito che si distingue per il portale in pietra lavica del ‘700. Infine, sulla Via Roma, su di una piazzetta sorge la Chiesa della SS. Annunziata, risalente al  XVI secolo, dal portale policromo, composto da pietra lavica e marmo rosso,  sempre sulla Piazza Annunziata si trovano il museo Museo Francesco Messina e la Pro Loco, con annesso un interessante Museo Etnografico, all’interno anche delle mostre della fauna e della flora dell’Etna. E’ certamente il più interessante fra quelli che trattano l’Etna sotto tutti i punti di vista. Dalla piazza si può iniziare, inoltre, un interessante itinerario artistico, quello dei Murales che fanno di Linguaglossa un “museo a cielo aperto”.

Storia

Vuole uno storico del Cinquecento che Linguaglossa sia stata fondata da un gruppo di artigiani genovesi e lombardi di sede a Castiglione, che poi uscirono da quel borgo per stabilirsi definitivamente nelle nostre contrade, dove si misero a praticare l’estrazione della resina dai grossi tronchi dei pini: su per giù verso il 1100. Dai loro stabilimenti nacque così Linguaglossa, citata per la prima volta in un documento del 1145 dove Ruggero II, re dei Normanni e della Sicilia, stabiliva per l’Archimandrita Venerabile Luca i confini della Diocesi di Messina. Successivamente la cittadina divenne proprietà feudale assegnata a varie famiglie, ottenendo lo status di città libera solamente il 13 giugno 1634 ad opera del re spagnolo Filippo IV. È in questo periodo che sorgono le principali chiese monumentali che ancora oggi adornano la cittadina. Gli abitanti fin dalle origini erano contadini, boscaioli e piccoli proprietari terrieri che davano prova della loro inventiva e laboriosità. Il significato del nome Linguaglossa è dato in un documento del 1759, redatto dallo storico Vinci, secondo cui tale denominazione è costituita dalla parola latina “lingua” e da quella greca “glossa”, che indicano entrambe le “lingue” di lava sopra le quali è stata edificata. Più volte, in passato, la cittadina è stata miracolosamente risparmiata dalla lava e tutt’oggi, in occasione dell’incombente pericolo costituito dalle imprevedibili eruzioni vulcaniche, la protezione del paese viene affidata al patrono Sant’Egidio Abate.