Tappa 7

RITROVO DI PARTENZA

 

Manfredonia

INCOLONNAMENTO

 

10:40

KM 0, VIA UFFICIALE

 

10:45

KM

 

97.3

ARRIVO

 

Vieste (Gargano)

ORARIO DI ARRIVO

 

14:31

Tappa 7 | 10 Ottobre 2020 | 97.3 km

Manfredonia >
Vieste (Gargano)

Manfredonia

Fu fortemente voluta dal re Manfredi di Svevia (di cui ne porta il nome), per ricostruire la nuova Sipontum, distrutta da un terremoto e maremoto. Nel corso dei secoli, anche per la sua posizione strategica dell’omonimo Golfo, è stata da sempre fulcro della crescita della Puglia. Manfredonia è la Porta del Gargano, la città più grande del Parco Nazionale.

Enogastronomia

  • Farrata: rustico fatto di due sfoglie rotonde di pasta che racchiudono all’interno un miscuglio di grano macerato precedentemente lessato e privato delle pellicine, ricotta di pecora, maggiorana, pepe e sale. La parte superiore viene spennellata con il tuorlo dell’uovo.
  • Ciambotta: è una tipica zuppa di pesce costituita da: scorfano, testone, coda di rospo o pesce Sanpietro, sbarro, trancia di dentice, gronco, calamaretti, cozze nere, arselle (lupini), murici (caperroni), aglio, cipolla, pomodori freschi, basilico, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale e crostini di pane casareccio.
  • Vino: Nero di Troia

Luoghi di interesse

  • Parco Archeologico di Siponto (con l’installazione artistica permanente di Edoardo Tresoldi che ricostruisce i volumi dell’antica basilica paleocristiana)
  • Castello Svevo- Angioino-Aragonese sede del Museo Archeologico Nazionale
  • Abbazia di San Leonardo in Lama Volara
  • Museo diocesano
  • Ipogei Capparelli
  • Ipogei di Siponto
  • Cappella della Maddalena
  • Cattedrale
  • Palazzo San Domenico
  • Marina del Gargano
  • Oasi Lago Salso

Attività su mobilità eco sostenibili

  • Monopattini e bici elettriche
  • risciò
  • escursioni bike ed a cavallo
  • barca a vela

Vieste (Gargano)

È il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia. La particolare dislocazione urbanistica di Vieste è legata alla natura carsica del Promontorio Garganico. I numerosi siti archeologici e i reperti ritrovati in diverse aree attestano il popolamento del territorio di Vieste sin dal Paleolitico. Sicuramente questo fu dovuto al clima mite, alle diverse sorgenti di acqua potabile ed al terreno fecondo. Il territorio viestano, ricco di selce, permise all’uomo nella Preistoria la realizzazione di manufatti litici utilizzati come strumenti per il lavoro, la caccia o la difesa. In contrada Defensola, a tre chilometri dal centro abitato, è stata scoperta una miniera di selce, definita la più antica d’Europa. All’ingresso del paese, sulla spiaggia ‘del Castello’, a sud del centro abitato, si erge, quasi a guardia di Vieste, un monolite in pietra calcarea bianca alto circa 25 metri, chiamato Pizzomunno, simbolo stesso della cittadina garganica. Vieste deve il suo appeal turistico, che la rende prima destinazione turistica della Puglia e fra le prime destinazioni turistiche italiane, all’intervento di Enrico Mattei che, negli anni sessanta, dopo aver sorvolato il Gargano in aereo, scommise sulle bellezze naturali della Città Garganica fondando il Centro Turistico Pugnochiuso.

Enogastronomia

Tra i più caratteristici prodotti culinari si ricordano i troccoli con il sugo delle seppie ripiene,  le melanzane ripiene,  la zuppa di pesce (ciambott), i k’lustr (dolci natalizi fritti e ricoperti di miele e mandorle), i calzungidd (dolci ripieni di pasta di ceci e cacao), i castaggnedd (biscotti con mandorle e cacao), i mustazzul (biscotti con vino cotto e chiodi di garofano), i taradd nglppet (biscotti con glassa di zucchero,) la marmellata di ceci, le pettole, i troccoli, i pomodori secchi sott’olio, le orecchiette alle cime di rape ed i taralli al finocchio e al vino bianco. Alcuni formaggi tradizionali locali sono prodotti con latte di mucca podolica.

Altro prodotto importante e caratteristico del territorio viestano è l’olio extravergine d’oliva che viene prodotto in buona quantità ed ottima qualità.

Luoghi di interesse

Elemento paesaggistico di forte richiamo è l’Arco di San Felice, scavato dall’erosione sulla costa a sud di Vieste, in direzione Pugnochiuso. Proseguendo a sud, le grotte marine sono il risultato di fenomeni carsici e dell’azione corrosiva di acqua marina e vento. Tra le grotte si ricordano la Grotta Sfondata, quella due Occhi, la Grotta Rotonda, dei Pipistrelli, del Serpente e la Smeralda.

Il faro di Vieste sorge sullo scoglio di Santa Eufemia (situato tra gli scogli Santa Croce e di San Francesco), proprio di fronte alla città. La sua posizione risultò strategica per le rotte di navigazione tra il medio e basso Adriatico. È stato progettato nel 1867 e la torre su cui trova sistemazione la lanterna è situata sulla vecchia abitazione del fanalista, che oggi, grazie all’automazione completa è disabitata. Sull’isolotto di Santa Eufemia fu scoperta una grotta nel 1987, che presenta sulle sue pareti interne almeno 200 iscrizioni votive in greco e latino, fatte dai marinai di passaggio dall’isola; di queste alcune in onore di Venere Sosandra (dea del mare e salvatrice di uomini) databili dal III secolo a.C. alla tarda età romana.

L’amministrazione Nobiletti ha inaugurato il 27 Giugno 2019 il Museo civico archeologico “Michele Petrone” che si sviluppa all’interno dell’ex convento dei Cappuccini “Beata Vergine degli Angeli”, nei pressi della chiesa del SS. Sacramento. Il Museo è intitolato al dott. Michele Petrone (1867 – 1935) medico con un grandissimo interesse per l’archeologia e la storia locale che gli consentì di mettere insieme una ricca raccolta archeologica tra cui le epigrafi con testo in greco antico ritrovate a Vieste nel XIX secolo all’interno della proprietà Abatantuono, le cosiddette “iscrizioni messapiche”,  il ricco nucleo di anfore da trasporto ed ancore in pietra e in piombo, testimonianza dell’antica vocazione marinara viestana in età romana e tardoantica. Al primo piano è esposto il ricco corredo della “Tomba dell’élite”, rinvenuta nel 2006 al di sotto del cortile del Palazzo Comunale di Vieste e numerosi altri reperti provenienti da vari corredi funerari di età romana. L’esposizione dei reperti, insieme all’apparato informativo ricco di elementi multimediali crea un affascinante percorso storico e archeologico della storia del territorio di Vieste dalla preistoria alla tarda età romana, passando dal culto di Venere Sosandra alle fattorie di Merino, alla Necropoli ‘la Salata’.

Storia

Vieste fu sede vescovile tra il 993 e il 1817. Tra le costruzioni principali, come in altre città pugliesi, si ricorda la Basilica Cattedrale romanica e il Castello, entrambi oggetto delle cure di Federico II di Svevia. La necropoli paleocristiana ‘La Salata’, situata a nord della cittadina, è una delle più antiche del bacino mediterraneo e fa parte del Parco Archeologico Santa Maria di Merino che prende il nome dall’omonimo Santuario, situato poco lontano. Le grotte scavate dal mare nella roccia calcarea del Gargano, che ha generato delle cavità e formazioni rocciose dalle forme più svariate e bizzarre fa da sfondo ai trabucchi, antiche installazioni da pesca provviste di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. È questo uno degli elementi storici che distinguono la zona garganica rispetto al resto della Puglia, per metterla in comunicazione con le province confinanti a nord.