Tappa 7

RITROVO DI PARTENZA

 

Crecchio

INCOLONNAMENTO

 

12:30

KM 0, VIA UFFICIALE

 

12:35

KM

 

87.9

ARRIVO

 

Termoli

ORARIO DI ARRIVO

 

15:32

Tappa 7 | 14 Maggio 2021 | 87.9 km

Crecchio >
Termoli

Crecchio

Crecchio (Ch) è un borgo medievale di 2738 abitanti. Sorge sulla sommità piana di una collina verdeggiante delimitata da due profonde vallate, su cui domina l’imponente Castello ducale. La scoperta di una necropoli di origine frentana attesta che il paese era un’importante roccaforte anche in epoca preromana. Le ville rustiche romane che costellavano il territorio rimarranno attive fino al VII SEC d. C.  L’aspetto medievale del borgo  si delineò intorno al  XII secolo con la dominazione normanna e seguirà le vicissitudini del regno di Napoli. Nel settecento i duchi De Riseis  acquisirono il feudo ed il Castello trasformandolo in una prestigiosa residenza che sarà testimone degli eventi legati al destino della casa sabauda.

Luoghi di interesse

IL BORGO: Anticamente cinto da mura oggi mantiene la caratteristica struttura medievale arricchito da palazzi storici tra cui palazzo Monaco e l’annessa chiesa di Santa Maria da Piedi. Il CASTELLO attualmente  è sede del museo dell’Abruzzo bizantino ed Altomedievale. Il percorso espositivo ospita reperti che vanno dal IX secolo aC all’Altomedievo. SANTUARIO DI SANTA ELISABETTA . Degni di nota  sono gli ex voto e la statua lignea riconducibile nella manifattura alle madonne della tradizione abruzzese del trecento e del quattrocentro. VALLE E PARCO DEI MULINI : La valle del fiume Arielli nel medioevo era sede di una fiorente attività molitoria. Oggi, alcuni sono stati recuperati e sono parte integrante della riserva naturale.

Enogastronomia

Pizze e foje (verdure di campo e pizza di farina di mais), pallotte cacio e ove, baccalà e peperoni. Calcionetti: dolce natalizio simile ad un raviolo con impasto di acqua e farina, olio, vino bianco. Il ripieno CECI E/O MARMELLATA D’UVA, CACAO, MOSTO COTTO, CANNELLA, BUCCIA D’ARANCIA. Terra vocata alla viticoltura come attestato dalle testimonianze archeologiche già da IV SEC a. C. tra le eccellenze possiamo gustare Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano, Pecorino, Cococciola.

Termoli

Termoli è il principale dei centri del Molise costiero. Si sviluppa su dieci chilometri di costa ed è sicuramente uno dei principali centri della regione grazie alla sua economia che si sviluppa su tre principali direttrici: turismo, industria, pesca. Sono 33mila i residenti della città la cui caratteristica principale è il borgo vecchio che si erge a promontorio sulla spiaggia di Sant’Antonio. Due sono invece i litorali divisi dal centro storico e dal porto. Oltre alla spiaggia di Sant’Antonio che si estende a nord vi è anche la spiaggia del litorale sud Rio Vivo. Diverse per caratteristiche, ma entrambe contraddistinte da sabbia finissima e acqua cristallina. La spiaggia di Sant’Antonio gode di spazi dedicati alla giornata da trascorrere in pieno relax. Quella di Rio Vivo, invece, è formata da ampi spazi per poter praticare sport. Il clima è mediterraneo, ventilato e umido. Il patrono è San Basso, il Santo venuto dal mare, che viene ricordato il 5 dicembre. La ricorrenza è traslata anche in estate dal 3 al 5 agosto per permettere la tradizionale processione in mare dei pescherecci della flottiglia termolese da sempre devota al Santo Patrono. Oltre a San Basso i principali eventi che contraddistinguono la città avvengono tutti in estate. A luglio il Festival Internazionale del Folklore, il 15 agosto l’incendio del Castello Svevo (simbolo della città) che porta migliaia di persone sulla spiaggia di Sant’Antonio dove a mezzanotte si tiene il tradizionale incendio del Castello che rievoca la presa della città da parte dei turchi con il comandante Pialì Pascià che nel 1566 mise a ferro e fuoco il borgo vecchio.  A fine agosto la tradizionale Sagra del Pesce che si tiene nel bacino portuale. Si puo’ raggiungere Termoli grazie a Rete Ferroviaria Italiana e tramite il casello dell’autostrada A14. La città è punto di imbarco più vicino per le Isole Tremiti e offre un imbarco per la Croazia con destinazione Hvar e Ploce.

Luoghi di interesse

Simbolo per eccellenza della cittadina adriatica è il Castello Svevo che fa bella mostra di sé all’ingresso del borgo antico che domina tutto il litorale nord.E’ stato costruito introno all’XII secolo a completamento di una cinta muraria in epoca normanna. Fu ristrutturato nel 1247 da Federico II di Svevia, ma il terremoto del 1456 causò notevoli danni tanto che Ferdinando I d’Aragona lo ricostruì con alcune modifiche al corpo originario. Durante il periodo borbonico l’edificio fu adibito a carcere e dal 1885 è annoverato tra i monumenti nazionali e designato come museo storico regionale. La cinta muraria, che ancora oggi abbraccia tutto il borgo antico, è interrotta da torri cilindriche. Di queste l’unica che rimane ancora perfettamente conservata è la “torricella” che anticipa l’arco d’ingresso al borgo dal lato del porto. All’interno del borgo antico si erge la Chiesa Cattedrale, dedicata a Santa Maria della Purificazione, che conserva ancora oggi il mosaico pavimentale di un edificio religioso precedente che è stato compromesso prima nel 1456 dal terremoto, nella parte più alta della facciata, e poi nel 1566 dalle invasioni da parte dei Turchi. La Cattedrale è suddivisa in tre navate da pilastri cruciformi e presenta una copertura a capriate nella navata centrale e volte a crociera in quelle laterali, conservando ancora il giro delle tre absidi. A seguito di alcuni interventi di restauro è venuta alla luce anche un’ampia area cimiteriale sotto i locali della sagrestia, risalente al IX secolo negli strati più antichi. Il 31 dicembre 1761 nella cripta della Cattedrale furono rinvenute le ossa di S. Basso, patrono di Termoli, mentre nel maggio del 1945 vi furono rinvenute quelle di S. Timoteo, discepolo di S. Paolo e co-patrono della città, che ancora oggi sono qui custodite. Tra le caratteristiche viuzze dell’antico borgo marinaro c’è anche “A Rejecelle”, il vicolo più stretto d’Italia largo appena 41 centimetri e lungo poco più di 7 metri. Ai piedi del castello sul lato nord, prima dell’ampia distesa della spiaggia di Sant’Antonio, si conserva anche il Trabucco, un’antica macchina per la pesca tipica di questo tratto di costa. Interamente costruita con legno è formata da una piattaforma che si spinge fin nel mare, ancorata alla roccia, dalla quale si allungano due o più bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette, detta trabocchetto.

Sul lato a sud, prima dell’altra spiaggia termolese di Rio Vivo, si apre il porto, unico nel Molise, che accoglie ad oggi pescherecci, passeggeri, imbarcazioni industriali e commerciali. E’ l’unico porto collegato tutto l’anno con le Isole Tremiti. Adiacente al molo sud del porto di Termoli è sorto negli anni più recenti il porto turistico.

Sempre nella parte sud del litorale incontriamo il monumento “Il Sogno” che indica il punto esatto in cui si incrociano il parallelo 42° nord e il meridiano 15° est. Quest’ultimo è il meridiano centrale del fuso orario di Berlino, Parigi e Roma (Europa centro-occidentale) che di fatto determina l’ora del fuso stesso che infatti viene chiamata l’ora di Termoli.

 

Enogastronomia

Uno dei veri motivi per visitare Termoli è sicuramente la sua cucina. Tipicamente marinara, è riconducibile alla tradizione di una volta con pietanze che si sono affermate nel corso degli anni e che caratterizzano l’offerta degli innumerevoli ristoranti che si trovano in città. Il primo piatto tipico è il “Pappone”: Pietanza povera che veniva cucinato con il pesce che rimaneva invenduto dopo che i pescherecci tornavano in porto. I pescatori portavano a casa la propria porzione (scaffetta) dopo lo sbarco. E’ preparato con prodotti ittici senza spine, pomodoro e pane raffermo.  Nel Pappone troviamo la razza, le panocchie, le teste, calamari, seppie, totani, coda di rospo, caparroni, polpo e busbane. Viene cucinato, oltre che con pane e pomodoro, con aglio cipolla e peperoni. E’ una variante del classico brodetto di pesce, altro piatto tipico con una grande varietà di prodotti ittici. C’è poi “U scescill”, altra pietanza della cucina di una volta: si tratta di polpette fatte con uova, formaggio grattugiato, pane raffermo e pomodoro. Le rinomate “Secce e pesille”, seppie e piselli. “Polpi in purgatorio”, polipi preparati con cipolle, peperoncino rosso, prezzemolo e olio extravergine di oliva e infine, le “Triglie alla Ngorda” cucinate con mollica di pane raffermo, olio, aglio e sale.