Tappa 6

RITROVO DI PARTENZA

 

Grottaglie

INCOLONNAMENTO

 

KM 0, VIA UFFICIALE

 

KM

 

53

ARRIVO

 

Brindisi

ORARIO DI ARRIVO

 

Tappa 6 | 9 Ottobre 2020 | 53 km

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Brindisi

Grottaglie

Situata su una piccola collina a pochi chilometri da Taranto, sul ciglio del gradone murgiano che scende verso il Mar Piccolo, Grottaglie affonda le sue origini nei verdeggianti e spettacolari canyon che la circondano, dove si leggono ancora arcaiche tracce di vita. Dalla terra, la città sembra aver tratto l’arte che l’ha resa famosa nel mondo. Intorno al prezioso centro storico, infatti, caratterizzato da stradine tortuose e casette dalle basse volte, si estende il quartiere delle ceramiche, fucina creativa di raffinate opere in terracotta. Continuano a girare i torni nelle oltre 50 botteghe in cui le generazioni di artigiani si susseguono da sempre dando vita a piatti, vasellame, acquasantiere, dame e cavalieri e al famoso “pumo”, oggetto tondo a forma tondeggiante di solito terminante a punta, simbolo di prosperità e buon auspicio. Forme e colori dell’artigianato hanno spesso dato un volto ai santi esprimendo la devozione della città che ha il suo clou nei festeggiamenti patronali in onore di San Ciro e nell’accensione della grande pira il 31 gennaio.

Enogastronomia

Il consiglio è quello di fermarsi in una pasticceria e gustare uno dei dolci tipici, semplici e genuini o fermarsi in una trattoria per assaggiare uno dei piatti della tradizione contadina: per esempio ‘pizza e minestra’ ossia verdure di campo che si mangiano insieme ad una schiacciata di farina di granturco: dieta mediterranea rispettata e nessun senso di colpa per le calorie. L’accoglienza dei campobassani farà da cornice al breve tour insieme all’aria pura che ancora riusciamo ad avere. Un giro dunque nella vecchia città giardino che non dimentica il suo passato ma che ha tanta voglia di respirare il futuro.

Luoghi di interesse

Storia e tradizioni sono racchiusi nel borgo antico avvitato sulla Collina che culmina con il castello Monforte, simbolo della città, da dove si possono ammirare le montagne che circondano la regione. Dall’antica fortezza si scende verso la chiesa di San Giorgio, patrono di Campobasso, che risale all’XI secolo. Poco più giù si trova la torre in cui si racconta sia stata rinchiusa Delicata Civerra, costretta dal padre a rinunciare al suo amore,  Fonzo, esponente di un’opposta fazione. Versione molisana di Romeo e Giulietta. A pochi passi da lì sorge la chiesa di San Bartolomeo che risale al 1200, piccola ma piena di fascino. Scendendo le gradinate ci si ritrova davanti al Museo Sannitico, vale la pena entrare. Ad attendere i turisti i resti del valoroso popolo che ci portano alla scoperta di una storia millenaria. Il percorso lungo i vicoli del borgo vecchio si conclude con San Leonardo, chiesa del XIV secolo che è ancora oggi il fulcro della comunità che vive nella parte più antica del capoluogo insieme a Santa Maria della Croce, dove sono custodite le statue dell’Addolorata e di Gesù morto portate a spalla nella processione del Venerdì Santo, famosa per il suo coro che conta più di 700 cantori. Usciti dal centro murattiano si passa davanti alla Cattedrale, alle sue spalle l’antico mercato cittadino, Piazzetta Palombo, oggi recuperato e affidato agli artigiani che lì hanno aperto le loro piccole botteghe. Per gli appassionati di architettura interessante il mercato coperto in via Monforte, opera del Mandolesi che ha disegnato anche il quartiere Cep, nella parte a Nord. C’è poi piazza Vittorio Emanuele sulla quale affaccia Palazzo San Giorgio, sede del Comune. Poco distante villa Musenga, da tutti conosciuta come villa dei Cannoni, che accoglie rare specie arboree. Ma se ci si vuole tuffare nel polmone verde della città occorre arrivare a Villa de Capoa, tra secolari sequoie e incantevoli siepi, dove è possibile sostare per mangiare un panino con gli ottimi salumi prodotti dalle famiglie locali e che tanti turisti acquistano come souvenir, come fossero piccoli monumenti… da portare a tavola. Di necessità virtù. All’ora di pranzo, quando il traffico è quasi inesistente, diventa ancor più facile raggiungere i palazzi di San Giovanni dei Gelsi, quartier generale della street art. Talenti di fama internazionale hanno ‘affrescato’ le facciate dei palazzi trasformandole in opere d’arte. E a proposito di arte, irrinunciabile una visita al Museo dei Misteri in via Trento, la casa delle opere più famose del Di Zinno, geniale inventore delle macchine volanti sulle quali salgono angeli e demoni, santi e madonne per rappresentare le virtù e le debolezze umane. Quadri viventi, in odore di promozione a patrimonio dell’Unesco, che sfilano ogni Corpus Domini lungo le strade della città. Sono i Misteri il fulcro della cultura del capoluogo.  Ingegni che bisognerebbe vedere almeno una volta nella vita.

Brindisi

Brindisi sorge su un porto naturale che ha forma di due bracci (le cosiddette corna di cervo) e rappresenta un’insenatura che si incunea nella costa adriatica della Puglia. All’interno dei due bracci, che determinano il Seno di Levante e il Seno di Ponente,  più esterni del porto vi sono le isole Pedagne, un piccolo arcipelago utilizzato per scopi militari. Presenta una morfologia del territorio pianeggiante e l’intero territorio comunale rientra nella Piana di Brindisi e si caratterizza per l’elevata vocazione agricola dei suoi terreni. Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 chilometri dalla Valle d’Itria e e 45 chilometri dal Mar Ionio. L’area comunale settentrionale è bagnata dal principale corso d’acqua del Salento, il Canale Reale che sfocia a Torre Guaceto. Brindisi ha un’area di 328 chilometri quadrati e gode della presenza dell’Aeroporto del Salento.

Enogastronomia

Il territorio brindisino consente la produzione di Aleatico di Puglia Doc, Brindisi Rosso e Rosato Doc e Puglia Igt. Inoltre vengono prodotte varietà tipiche come Malvasia nera di Brindisi, Sangiovese, Negroamaro, Ottavianello, Novello e Susumaniello. La cucina tipica si basa prevalentemente sull’utilizzo di prodotti della tradizione agricola e del mare.

Luoghi di interesse

  • Tempietto San Giovanni al Sepolcro
  • Chiesa di San Benedetto
  • Chiesa di San Lucia
  • Chiesa di Santa Maria del Casale
  • Chiesa di San Paolo Eremita
  • Chiesa di San Giovanni Battista di Brindisi (Cattedrale)
  • Chiesa del Cristo
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • Museo Archeologico “Ribezzo”
  • Scavi di Quartiere San Pietro degli Schiavoni
  • Palazzo Granafei Nervegna
  • Monumento al Marinaio
  • Fontana De Torres
  • La Fontana delle Ancore
  • La Fontana Tancredi
  • La Fontana dell’Impero
  • Castello Alfonsino (di Mare)
  • Castello Svevo (di Terra)
  • Palazzo Montenegro
  • Palazzina Belvedere – Collezione Archeologica Faldetta
  • Nuovo Teatro Verdi
  • Porta Mesagne
  • Riserva naturale Torre Guaceto
  • Parco naturale Salina di Punta della Contessa
  • Parco Cillarese
  • Parco naturale comunale Punta del Serrone
  • Biblioteca arcivescovile “Annibale De Leo”

Storia

Il nome della città deriva dal latino Brundisium, ossia testa di cervo, probabilmente riferito alla forma della testa dell’animale che caratterizza il suo porto. La città ha origini antichissime, già definita Porto d’Oriente. I primi ritrovamenti risalgono all’Età del Bronzo. Quando fu conquistata dei Romani, nel 267 a. C., divenne uno degli scali più importanti con Grecia e Oriente. Sempre nel periodo romano furono realizzate le consolari Appia (anche definita Regina Viarum) e Traiana. A Brindisi, nel 19 a.C., morì Virgilio.