Tappa 5

RITROVO DI PARTENZA

 

Faenza

INCOLONNAMENTO

 

12:30

KM 0, VIA UFFICIALE

 

12:35

KM

 

90.6

ARRIVO

 

Cattolica

ORARIO DI ARRIVO

 

15:29

Tappa 5 | 12 Maggio 2021 | 90.6 km

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Cattolica

Faenza

Nel cuore della Romagna sorge Faenza, città ricca di storia e tradizioni artistico-culturali, collocata sia sulla Via Emilia che sulla Via di Dante che congiunge Ravenna con Firenze. Faenza è centro culturale di livello internazionale: la Città della Ceramica (Faiance – in tutte le lingue del mondo) per antonomasia.

Luoghi di interesse

In centro storico, le residenze e il Duomo. Il Museo Internazionale delle Ceramiche-MIC espone una raccolta unica al mondo. Il Teatro Masini fa parte della Strada Europea dei Teatri Storici e insieme a Palazzo Milzetti è  testimonianza del periodo neoclassico faentino. La Pinacoteca, il più antico istituto museale della città.

Enogastronomia

Tra piatti tipici della tradizione non possono mancare i cappelletti di magro (con ripieno di formaggi, in brodo o con ragù di carne), le tagliatelle al ragù di carne, i passatelli, la piadina. Secondi piatti: la faraona al tegame. Tra i dolci: la zuppa inglese, la ciambella. Tra i vini bianchi, l’Albana di Romagna, secco o passito; il Trebbiano e il Pagadebit; tra i vini rossi, il Sangiovese di Romagna, la Cagnina e il Centesimino di Oriolo dei Fichi.

Cattolica

Al confine tra Romagna e Marche, nell’insenatura naturale ai piedi del Monte San Bartolo, si adagia Cattolica, un borgo d’antica tradizione marinara e d’ospitalità, fondato nel 1271. Questa vocazione all’accoglienza, nata già in epoca romana, si è sviluppata nel Novecento quando le famiglie benestanti dell’Emilia costruirono qui i loro villini per le vacanze al mare, ed è proseguita nel dopoguerra incoronando Cattolica “Regina dell’Adriatico” per quello spirito dell’accoglienza tutto “made in Romagna”. La vocazione peschereccia rende la zona portuale il fiore all’occhiello della città, sempre in stretto rapporto con il borgo antico e la zona collinare: Cattolica infatti è il punto di inizio della Valconca, una terra ricca di storia e carattere, con i suoi borghi medioevali come Gradara, Montefiore Conca, Mondaino e Saludecio. Cattolica accoglie anche l’Acquario le Navi, il più grande acquario della costa adriatica.

Enogastronomia

Due sono le specialità gastronomiche tradizionali esclusive di Cattolica: il miacetto e il bizulà.  Il miacetto è un dolce natalizio a base di frutta secca, scorze di agrumi, miele, zucchero e cruschello (rumgiòl), senza lievito e cotto in forno. Conosciuto da secoli, è tuttora molto vivo nella tradizione della città. La sua ricetta è abbastanza definita, anche se ogni famiglia si tramanda la propria piccola variante e la custodisce con cura. Viene prodotto principalmente in casa e regalato a parenti e amici come gesto d’augurio o per rinsaldare i legami con le persone care, ma nel periodo natalizio è anche in vendita nelle panetterie e pasticcerie cittadine. Il bizulà invece, era l’antico alimento di sostentamento dei pescatori locali quando uscivano in mare. Si tratta di una sorta di pane biscottato che veniva portato in barca nelle lunghe battute di pesca; la sua particolarità è la forma a ciambella, forma scelta per pura valenza pratica, in quanto veniva appeso prima alla cintura dei pantaloni e poi in alto nella stiva per evitare che un’ondata, portando acqua nel fondo dello scafo, lo inzuppasse. Veniva utilizzato come riserva di cibo in mare, potendo conservarsi per diversi giorni e inzuppato nel vino. Le panetterie locali lo producono ancora.
La cucina tradizionale cattolichina è prevalentemente fatta di piatti di mare: pesce azzurro, soprattutto sardoncini, crostacei e molluschi, in particolare la vongola “chamelea gallina”, prodotto locale e d’eccellenza. Non mancano però le “azdore” romagnole e la loro saggezza nell’arte di impastare: passatelli, strozzapreti, tagliatelle e piadina non mancano mai sulle tavole di Cattolica. Il patrimonio viticolo di Cattolica si estende dalla costa adriatica sino alle colline delle vallate del Marecchia e del Conca.  Fra le uve a bacca rossa non vi è dubbio che il Sangiovese sia il principale prodotto locale, nonché il principe indiscusso dei colli riminesi.
Il Sangiovese, probabilmente già coltivato dagli etruschi, era un vino molto amato dai Romani che lo chiamarono così per la sua vigoria, “Sanguis Jovis” ovvero sangue di Giove, da cui deriva la parola “Sangiovese”.
Come racconta la leggenda, le uve del Sangiovese vennero piantate qui in Romagna dal console Gneo Papirio Carbone: il suo podere infatti faceva parte della Massa Maratiana che riforniva direttamente Roma.  Si pensa che le anfore vinarie per arrivare al centro dell’Impero viaggiassero lungo il fiume Conca e venissero imbarcate proprio al porto di Cattolica.
Tra le uve bianche spiccano invece il Trebbiano Romagnolo, il Biancame e Rebola, ma anche vitigni più antichi come la Vernaccina, il Verdetto, la Vernaccia, il Ciurlese, il Varano, la Scroccona, il Famoso, il Bottaio, il Canino, il Cargarello, tutti vini che dal 1996 rientrano sotto la denominazione di origine controllata (D.O.C.).
I vini tipici di Cattolica sono: il Sangiovese di Romagna, l’Albana di Romagna, il Trebbiano di Romagna, il Sauvignon, il Pagadebit di Romagna, la Cagnina e il Lambrusco.
Tra le bevande tipiche c’è il cosiddetto “Brulè”, ovvero il Vin Brulè: consumato esclusivamente in inverno, specie nel periodo natalizio, è una bevanda calda a base di vino rosso, agrumi, zucchero e spezie aromatiche, di solito cannella e chiodi di garofano a cui a piacere si può aggiungere anche la noce moscata e l’anice stellato per renderlo più dolce. Veniva, e viene tuttora, bevuto specie in compagnia, nelle fredde serate invernali per scaldare gli animi e tonificare l’umore.

Luoghi di interesse

Il centro storico di Cattolica è ricco di monumenti e luoghi di interesse.
La “Catolica Vecia”, ovvero la parte antica della città accoglie tra le sue vie strette numerosi manifesti dell’opera umana:
La chiesa di S. Apollinare, eretta presumibilmente alla fine del duecento, custodisce all’interno opere di notevole importanza come una Crocifissione della fine del Cinquecento attribuita alla scuola dei Laurentini, e una pala del Basearini raffigurante i Santi Sebastiano e Rocco, con sullo sfondo la città di Cattolica; la rocca Malatestiana, databile tra il 1490 e il 1491, edificata da maestranze lombarde, fu costruita con finalità di difesa dell’abitato da probabili sbarchi di turchi e di pirati sulla costa, ed ebbe fin dalle origini, vista la sua posizione centrale, anche funzioni di controllo delle attività marittime mercantili clandestine.
Il centro storico ospita anche il Museo della Regina, sito all’interno dell’ex “ospitale dei pellegrini”, un edificio religioso della fine del 1500. Il museo, diviso in due sezioni, ha carattere archeologico e etnoantropologico, e racconta la storia della città e le sue tradizioni. La sezione archeologica custodisce i reperti emersi durante gli scavi cittadini che a partire dagli anni ’60 del Novecento hanno portato alla luce testimonianze materiali relative all’età romana e che nel 2007 hanno rivelato la presenza, nell’area VGS, di un villaggio dell’età del Bronzo databile fra 1800-1500 a.C. La sezione etnoantropologica, invece, è dedicata alla cultura materiale e immateriale delle “Genti di mare” attraverso un percorso espositivo che, partendo dalle vicende legate alla nascita del porto in età moderna, documenta gli sviluppi della cantieristica navale, delle tecniche di navigazione e di pesca, la vita quotidiana, religiosa e sociale delle comunità marittime fino alle trasformazioni legate all’avvento del motore a partire dagli anni ’20 del Novecento.
Proprio gli anni ’20 furono caratterizzati da un importante lavoro di promozione turistica da parte della pro-loco di Cattolica con interventi pubblici tesi a migliorare aspetti e funzionalità del centro balneare. Tra le opere più importanti spicca la fontana delle sirene, commissionata allo scultore forlivese Giuseppe Casalini (1887 – 1957), divenuta poi uno dei simboli della città di Cattolica. Situata in piazza I Maggio, la scultura fu realizzata in cemento armato e rifinita in graniglia di cemento e verderame, materiale che acquista le tonalità del bronzo. La struttura della fontana riproduce le forme di tre giovani donne fasciate da un drappeggio, per le quali lo scultore prese a modella la figlia Francesca. Di stampo razionalista è invece la struttura che ospita l’acquario di Cattolica, il complesso edilizio de “Le Navi”, un ex-colonia marina a forma di flotta navale, progettata dall’architetto Clemente Busiri Vici nel 1931 con il nome di Colonia Marina “XXVIII Ottobre” per ospitare i figli degli italiani residenti all’estero.