Tappa 3

RITROVO DI PARTENZA

 

Alba

INCOLONNAMENTO

 

12:10

KM 0, VIA UFFICIALE

 

12:15

KM

 

79.6

ARRIVO

 

Canale

ORARIO DI ARRIVO

 

15:17

Tappa 3 | 10 Gennaio 2020 | 79.6 km

Alba >
Canale

Alba

Città racchiusa tra le colline del Sud Piemonte, non lontana da Torino, centro ideale tra il Mare Mediterraneo e la catena delle Alpi.

Luoghi di interesse

Panorami collinari mozzafiato, modellati dall’azione combinata della natura e dell’uomo sono diventati i preziosi scenari delle Langhe del Roero e del Monferrato, dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. La cultura agricola e vitivinicola locale ha contribuito a creare un’identità solida e ben radicata, capace di essere riconosciuta a livello internazionale per la sua bellezza e per la sua profondità. L’indissolubile legame tra uomo e paesaggio ha creato una storia ricca di misteri e sapienza. È da qui che nasce una ricchezza oltre i confini: dai Castelli medievali al centro storico di Alba per finire nelle opere degli artisti e degli scrittori che hanno reso questa terra un luogo di cultura.

Enogastronomia

La città e il territorio offrono una ricca selezione di osterie e di ristoranti: esperienze gastronomiche in cui l’estro creativo degli chef regala sensazioni uniche sia di gusto che di bellezza racchiusa in ogni piatto. Una cucina d’eccellenza che ha rivoluzionato i piatti tradizionali in vere opere d’arte, grazie alla magia del Tartufo Bianco d’Alba. Non c’è terra migliore al mondo che offra una così variegata proposta vinicola di qualità. Dai rossi corposi ai bianchi dolci e delicati alle bollicine: le colline patrimonio Unesco, lavorate come opere d’arte con sapiente cura e dedizione dai contadini, danno vita a vini di altissima qualità. La città e il territorio offrono una ricca selezione di osterie e di ristoranti: esperienze gastronomiche in cui l’estro creativo degli chef regala sensazioni uniche sia di gusto che di bellezza racchiusa in ogni piatto. Una cucina d’eccellenza che ha rivoluzionato i piatti tradizionali in vere opere d’arte culinaria.

Canale

Da sempre punto di snodo tra la città di Asti, da cui venne fondata nel 1260, e le verdi colline del Roero, a cui fu donata nel 1379, Canale è il cuore pulsante di questa zona. Una città circondata dai rigogliosi vigneti di Langhe, Roero e Monferrato, ricca di storia e culla delle tradizioni locali. La prima è ben rappresentata dai suoi monumenti, come il campanile della chiesa di San Vittore, che svetta sulla città con la sua statua bronzea in cima, o come il castello Malabaila, proprietà degli antichi signori della zona. Ma sono le tradizioni a rendere Canale un luogo così speciale: la sua Festa del Pesco estiva, dedicata al prodotto che a inizio Novecento permise di rilanciare l’economia agricola della zona; il suo storico mercato ortofrutticolo, aperto tutti i giorni (tranne il sabato) da oltre un secolo, punto di celebrazione delle eccellenze del territorio e, naturalmente, la sua tradizione vitivinicola, che fonda le sue solide radici sul Roero e sull’Arneis, l’oro di queste colline.

Luoghi di interesse

I Portici di via Roma: il cuore del centro storico di Canale sono probabilmente i suoi portici, che accompagnano turisti e cittadini attraverso il paese, riparandoli dalla pioggia. Qui sotto si trovano alcuni degli esercizi commerciali più storici della città. Enoteca Regionale del Roero: il cuore enogastronomico di Canale, l’Enoteca Regionale del Roero si pone l’obiettivo di promuovere i migliori prodotti del territorio e la cultura delle aziende che portano avanti le antiche tradizioni locali. L’Enoteca ha sede  nell’ex Asilo Infantile “Regina Margherita”, complesso edilizio dello scorso secolo accuratamente restaurato pochi anni fa, dove si trova anche il ristorante una stella Michelin di Davide Palluda. Chiesa parrocchiale di San Vittore: il suo campanile, alto 65 metri e sormontato dalla statua bronzea del Sacro Cuore, è il simbolo del Paese. La chiesa, dal caratteristico color pesca (che richiama il prelibato frutto originario di Canale) ha una facciata barocca realizzata nel 1726. Chiesa di San Bernardino: questa chiesa del Cinquecento, ricostruita in forme barocche a partire dal 1727, custodisce una particolare opera artistica, a cui la leggenda lega il destino del paese. È un crocifisso ligneo del Quattrocento, in cui il Cristo ha dei capelli veri: il mito vuole che crescano miracolosamente in prossimità di un periodo di sventura. Castello Malabaila: oggi adibito a location per matrimoni e cerimonie private, il castello Malabaila è la storica dimora dei signori di queste zone. Costruito nel 1270, è circondato da un antico parco di oltre un ettaro con splendidi alberi secolari. Santuario Mombirone: in cima a una collina, su un punto panoramico, si trova questo santuario del 1500 dedicato alla Madonna, costruito nei pressi di una fonte ritenuta miracolosa. Si raggiunge in circa un chilometro di piacevole camminata attraverso il parco del Mombirone, e offre una bellissima visita sul centro storico del paese e sulle colline circostanti.

Gastronomia

Su queste colline, che siano Langhe, Roero o Monferrato, non si può parlare di gastronomia senza citare il prodotto più raro e prezioso: il tuber magnatum pico, il celeberrimo tartufo bianco, che nella vicina Alba ha il suo “quartier generale” con la Fiera internazionale in autunno. Se il Roero è certamente noto per i suoi vini, nondimeno questi terreni di origine calcarea hanno saputo nei secoli dare origine ad altre produzioni eccellenti, che ancora oggi vengono portate avanti con successo. A fare la storia agricola di Canale, ad esempio, furono certamente le pesche: si iniziarono a coltivare da queste parti a inizio Novecento, quando la viticoltura venne messa in crisi dalla filossera e da alcune tremende grandinate. Da allora, le “pesche di Canale”, con la loro buccia spessa, la polpa soda e un sapore caratteristico divennero un prodotto tipico piemontese. La pesca non è l’unico esempio dell’importanza della frutticoltura per queste zone. Un altro frutto legato Canale è la settembrina castagna della Madonna, detta per l’appunto anche Canalina: particolarmente apprezzata per la sua precoce maturazione, è fra gli esemplari di castagna più antichi d’Europa.  Altro prodotto tipico di Canale è il prosciutto arrosto, frutto di una tradizione secolare iniziata dai “Filipin”, salumieri del paese che trovarono un modo gustoso per conservare le cosce di maiale, arrostendole e speziandole. Si massaggiano con una miscela di erbe aromatiche, si bagnano con del vino Arneis e si avvolgono in una retina di vitello prima di essere cotte nel forno a legna. Il risultato è un prosciutto dal colore rosa intenso, morbido e saporito.

Arrivando a tradizioni più recenti, un dolce tipico di Canale è La Douchesse. Si tratta di un pasticcino al cioccolato con nocciole, mandorle e liquore, la cui ricetta segreta è custodita da inizio Novecento dalla pasticceria Sacchero (via Roma 39), dove venne inventato e dove ancora viene prodotto in maniera artigianale. Oggi queste tradizioni vengono portate in tavola ogni giorno dai tanti ristoranti e trattorie della città, e dallo chef Davide Palluda, che proprio nel cuore di Canale ha il suo ristorante una stella Michelin, punto di riferimento della tradizione culinaria roerina.

Bevande

“È luogo molto fertile e principale prodotto del paese sono gli ottimi vini che vi si fabbricano”, dice del Roero un antico testo, a testimonianza della lunga storia vitivinicola di queste terre. Una tradizione antichissima, che negli ultimi decenni ha assunto una centralità importante nell’economia del territorio. Con oltre 370 ettari destinati alla coltivazione della vite (in prevalenza vitigno Arneis), che ne fanno il comune più vitato della zona, Canale può essere considerata la capitale vinicola del Roero. Di questi 370 ettari, 240 sono quelli iscritti alla denominazione, (175,62 ad arneis e 63,10 a nebbiolo, i due vitigni autoctoni), e costituiscono più del 23% di tutta la DOCG. I vigneti in cui nascono i vini della denominazione Roero devono rispondere, da disciplinare, a una serie di requisiti, tali da conferire alle uve e ai vini derivati alcune specifiche caratteristiche di qualità: devono trovarsi su terreni collinari, con suoli di tipo argilloso, calcareo e sabbioso, che danno un’impronta caratteristica alle uve. A rappresentare meglio la produzione sono il Roero, vino rosso ottenuto da uve nebbiolo per un minimo del 95%, e il Roero Arneis, vino bianco ottenuto da uve Arneis, per un minimo del 95%.  In entrambi i casi, va sottolineato quanto i produttori vitivinicoli lavorino per preservare il prodotto, realizzando nella quasi totalità dei casi un Roero Docg da nebbiolo in purezza e un Roero Arneis Docg da Arneis in purezza. Il Roero Arneis, inoltre, viene anche spumantizzato e il Roero può essere affinato per almeno 32 mesi per ottenere il Roero Riserva DOCG.