Tappa 12

RITROVO DI PARTENZA

 

Pontassieve

INCOLONNAMENTO

 

11:45

KM 0, VIA UFFICIALE

 

11:45

KM

 

95.8

ARRIVO

 

Bagno di Romagna

ORARIO DI ARRIVO

 

15:01

Tappa 12 | 20 Maggio 2021 | 95.8 km

Pontassieve >
Bagno di Romagna

Pontassieve

Pontassieve rappresenta un luogo di pregio nella campagna intorno di Firenze, un territorio circondato da fiumi che scendono a valle dai crinali, addolcito dai contorni sinuosi delle colline testimoni di vita con indelebili segni dell’uomo e della tradizione: pievi, castelli, antiche dimore creano un museo a cielo aperto diffuso sul territorio. Pontassieve e i suoi luoghi, territorio e cultura che si mescolano in un unico abbraccio: tra vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori.

Pontassieve è prima di tutto “terra di vigne”. Il territorio di Pontassieve è prevalentemente zona di produzione di Chianti Rufina, la più piccola specificazione geografica del Chianti.

Mantenere memoria e conservare i sapori di una terra è un atto di straordinaria civiltà: questo è il trend che molte aziende agricole portano avanti. A questo si lega la presenza di molti agriturismi che esprimono la vocazione turistica fatta di ospitalità e tradizione interpretata in chiave sempre più moderna.

Storia

I primi insediamenti sono di età etrusca e romana ma solo nel Medioevo avrebbero acquisito importanza. Cruciale centro della Resistenza nella II° Guerra Mondiale, oggi è un importante centro di produzione enogastronomico e artigianale

Luoghi di interesse

Simboli del paese sono il Ponte Mediceo voluto da Cosimo I de’Medici, il Castello del Trebbio, sede della Congiura de’Pazzi e la Chiesa di San Miniato a Pagnolle, probabile luogo di incontro tra Dante e Beatrice

Attività su mobilità eco sostenibili

Pontassieve è sempre più città green grazie al circuito ciclabile che racchiude le aree di maggior interesse e traffico e che andrà a collegare il centro con le frazioni e i comuni più vicini

In Tavola

I più celebri prodotti della tradizione sono lo zafferano, il bardiccio (presidio Slow Food) l’olio toscano IGP e le Penne all’aconese, piatto brevettato e premiato da Luciano Artusi

Vini

Pontassieve è Terra di vigne come mostrano i vini già rinomati nella Firenze dei Medici e la produzione del Chianti Rufina, la più piccola e antica specificazione geografica del Chianti

Bagno di Romagna

Terra di confine, a cavallo tra Romagna e Toscana, Bagno di Romagna è un borgo millenario, famoso per le acque termali sin dal tempo dei Romani, porta di accesso al Parco delle Foreste Casentinesi e tempio del vivere lento, dal 2005 Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Dai laghetti in mezzo al bosco al Sentiero degli Gnomi, dai palazzi disegnati dalla lunga dominazione fiorentina alle osterie e ristoranti stellati, qui si respira la natura di un borgo d’Appennino sospeso tra due terre, caldo e accogliente.
La purezza degli elementi, il calore naturale delle acque, l’intensità dei sapori, la cordialità di una piccola comunità di montagna, la qualità dei servizi trovano massima espressione negli stabilimenti termali, pronti a coccolarti e curare corpo e anima.
Gli oltre 400 km di sentieri da percorre a piedi o in bici, in gran parte immersi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, fanno di Bagno di Romagna la meta ideale per gli amanti del cicloturismo e dell’attività all’aria aperta.

Enogastronomia

A Bagno di Romagna la gastronomia romagnola (nota in tutto il mondo per la sua pasta fresca, dalle lasagne alle tagliatelle, dai passatelli ai tortellini e ravioli, fino all’immancabile piadina) si sposa con quella più sobria della tradizione toscana (insuperabile nei piatti a base di carni, salumi, per non parlare dei crostini assortiti, con paté di fegatelli, o funghi porcini e tante altre varianti).

Qui si possono vivere indimenticabili esperienze culinarie, da assaporare negli oltre 50 ristoranti disseminati su tutto il territorio, che spaziano dalle trattorie della tradizione a conduzione familiare fino ai locali più raffinati e prestigiosi dove gustare una cucina più innovativa e originale (tra cui alcuni locali premiati con la stella Michelin).

Alla base dei piatti più identitari ci sono i prodotti locali e stagionali: funghi porcini, castagne, tartufo bianco e nero, insaccati e prosciutti, cacciagione, miele e cioccolato prodotto artigianalmente, formaggi stagionati o freschi. Tra questi ultimi da segnalare il raviggiolo DOP, sublime formaggio crudo, bianco e morbido, da gustare freschissimo.

Tra le creazioni in cucina, gustosa è la minestra di castagne, fagioli e patate; unici sono i basotti, speciali tagliolini gratinati; ingegnoso, economico e distintivo è il piatto unico costituito dai tortelli nella lastra, con ripieno di erbette o patate; oltre alla focaccia bagnese, il castagnaccio, il lattaiolo, tutti da provare.

Da non perdere le sagre gastronomiche autunnali, quando i sapori esplodono per le vie dei borghi di Selvapiana, Bagno di Romagna e San Piero in Bagno, circondati dallo spettacolo colorato del fall foliage.

Vini rossi e bianchi, in particolare Sangiovese DOP, Albana, Famoso IGT: la Valle del Savio, che dal Monte Fumaiolo, dove il fiume sorge, si allarga verso Bagno di Romagna e si allunga fino a Cesena per poi sfociare nel Mare Adriatico nei pressi di Ravenna, presenta un paesaggio splendido, che partendo dalla montagna e dagli aspri calanchi lascia gradualmente spazio alle dolci colline, solcate da coltivazioni e vigneti che danno vita a vini di altissima qualità.

In particolare, presso la località di Mercato Saraceno (20 min. in auto da Bagno di Romagna) è possibile compiere un tour di degustazioni presso le cantine vitivinicole del posto, che vi porterà a conoscere da vicino i produttori locali, appassionati del loro lavoro e innamorati di questa terra generosa. A poca distanza dal centro storico troverete ben indicate le wine house del territorio, capaci di conciliare la genuinità dei vini fatti da generazioni con l’innovazione e la capacità imprenditoriale dei giovani produttori. Che sia un rosso, un bianco, un rosé, vi verrà proposto l’abbinamento ideale con i prodotti tipici, dai salumi ai formaggi, dalla piadina ai sottaceti.

Luoghi di interesse

Basilica S. Maria Assunta e Museo Arte Sacra

La basilica romanica di Santa Maria Assunta rappresenta un unicum all’interno di questo territorio chiamato “Romagna toscana”: all’interno sono collocate preziose opere del Rinascimento fiorentino, tra cui stucchi e dipinti su legno delle botteghe di Donatello e del Ghirlandaio e una statuetta policroma realizzata da Andrea della Robbia. Qui, nel 1412, avvenne un “miracolo eucaristico”, con il vino che diventò sangue durante una messa: il corporale tinto di rosso viene portato in processione durante il Corpus Domini. La Basilica è il cuore del Museo di Arte Sacra, che conserva più di 200 opere tra antichi e preziosi dipinti e arredi.

Palazzo del Capitano

Il Palazzo del Capitano è il segno tangibile della lunga dominazione fiorentina sul territorio: la sua inconfondibile facciata adornata da oltre 70 stemmi, ci riporta al tempo in cui i Capitani suggellavano il loro mandato nella Val di Bagno facendo apporre un emblema sull’edificio. Oggi il Palazzo è il centro della vita culturale del borgo e il simbolo della sua accoglienza, con la sede dell’Ufficio di Informazione Turistica, il Centro Visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la Biblioteca e l’Archivio storico comunale.

Corzano: Rocca, eremo, mulattiera

Sul colle di Corzano, alle spalle di San Piero in Bagno, sorgono i resti di un castello ed un piccolo elegante santuario, ampliato nel corso dell’Ottocento per venerare l’ immagine della “Madonna col Bambino”, raffigurata in un affresco quattrocentesco all’interno di una chiesetta tra le rovine del castello. La mulattiera medievale, che unisce il paese alla sommità del colle, è stata restaurata qualche anno fa ed è scandita da 14 grandi stazioni in bronzo della Via Crucis dell’artista sampierano Carmelo Puzzolo, uguali a quelle che lo stesso artista ha realizzato presso il santuario di Medjugorje.

Fonte del Chiardovo

Poco fuori dal centro abitato una piacevole e romantica passeggiata immersa nella natura conduce alla “Fonte del Chiardovo”, luogo dove sgorga un’acqua termale fredda (sulfureo-bicarbonata, oligominerale) dal caratteristico odore di uovo, ben conosciuta per i benefici a lievi disturbi gastrointestinali. Il viale ombrato da tigli è lungo circa 1 km, costeggiato dalle fresche acque di un torrente che scorre tra campi lavorati ed orti. Asfaltato e chiuso al traffico, è percorso adatto a tutti in un luogo salutare, rilassante, immerso nel verde e nella frescura, scandito da panchine e tavolini dove concedersi una sosta.

Il Sentiero degli Gnomi

Lasciate da parte lo scetticismo ed immergetevi nel Regno della Fantasia: basta attraversare il ponticello sul fiume Savio a pochi passi dal borgo e si entra nel Sentiero degli Gnomi, un percorso lungo circa due chilometri scandito da ponticelli, cartelli, sculture di pietra, sagome di animali, casette di legno, dove, chissà, si può incontrare lo Gnomo Savio, la Fata Sfoglina e i loro amici! Presso il sentiero si possono vivere tante esperienze, dalla caccia al tesoro al pic nic degli Gnomi, dal percorso a piedi nudi nella natura, fino alla Passeggiata notturna nel Bosco Magico illuminato.

Storia

  • Fondazione: Neolitico
  • Nome antico: Mons Silicis – Monte della pietra
  • Abitanti: 17.616