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Tappa 3: da Giardini Naxos a Villafranca Tirrena

By 06/10/2020 Ottobre 9th, 2020 No Comments

Sede di un’antica colonia greca, Naxos, divenuta Giardini nel tempo e infine Giardini Naxos per legge regionale nel 1978, questa città di partenza è uno dei luoghi più culturalmente elevati del Giro-E 2020. Merito, naturalmente, dell’ascendenza ellenica. È tutto bello qui, anche se a maggio sarebbe stato meglio e avrebbe consentito un bagno (c’è però qualche avventuroso, tra i componenti della carovana del Giro-E, che l’ha fatto). Un omaggio alla Nike, dato il contesto, ci sta: è il simbolo di Giardini Naxos ed è stata realizzata dallo scultore catanese Carmelo Mendola.
Passiamo al ciclismo. Dopo un breve tratto di trasferimento lungo il litorale con vista su Taormina, inizia veramente la tappa. È una delle tappe più lunghe di questo Giro-E. Supera i 100 chilometri, come avverrà in altre tre occasioni. Bisogna dunque prenderla con calma, se non con filosofia, perché si parla di quattro ore di sella, tra annessi e connessi. Tra l’altro, il percorso ricalca pedissequamente quello della tappa odierna del Giro d’Italia.
Giunti al dunque, a circa un quarto della lunghezza complessiva, inizia un bel tratto vallonato, nervoso, nelle gole dell’Alcantara. Molto utile il motore, in questo caso, perché stando sempre al di sotto dei 25 orari ha consentito ai ciclisti elettrici di risparmiare le energia in vista del chilometraggio impegnativo, nonché di recuperare dopo l’impresa di ieri. Poco dopo, l’unica asperità di giornata: Portella Mandrazzi, una salita moderatamente impegnativa ma lunga. Categoria 3, pendenze attorno al 4 per cento medio. Salita da rapporto, come si dice in gergo: devi spingere, non andare col rapportino agile. 53-18, complice anche il motore.
Ma quello che non dice la salita in sé e per sé, lo dice il panorama. Spettacolare, disabitato, incontaminato, e sullo sfondo l’Etna.
Giunti in cima siamo solo a metà dell’opera. Comincia adesso una discesa lunghissima e veloce, che se non costa troppe energie richiede grande attenzione da parte dei ciclisti. Conduce alla costa nord dell’isola: da mare a mare. Il fondo è umido , curve e controcurve insidiose, una cosa quasi da professionisti. Amedeo Tabini e Luca Lucini, del FLY Ciycling team-CDI , attardati per sistemare le bici, riprendono il gruppo filando a quasi 60 all’ora.
Gli ultimi quaranta chilometri sono su strade pianeggianti e ampie. Si corre veloci: oltre i 30, i 35, alcuni toccano i 40 chilometi orari. Ciao ciao, motore. Tutta questione di muscoli.
Traguardo a Francavilla Tirrena. Pasta con le sarde per tutti. Ciclisti e non.