Senza categoria

Tappa 18: da Predazzo a Croce d’Aune

E finalmente è arrivato il tappone dolomitico, l’esperienza forse più intensa dell’intero Giro E. Rispetto all’impegno dei professionisti, gli elettrici tagliano di un bel po’ il percorso: 81 chilometri contro 194. Una tale distanza, e 5400 metri di dislivello positivo, non sarebbero stati proponibili, neppure con l’ausilio del motore elettrico. Ma parliamo comunque di una tappa di grandissimo livello. Si comincia con la salita al Passo Rolle, una delle grandi classiche del Trentino: salita impegnativa per la lunghezza (20 chilometri), con pendenza media del 4,7 per cento e massima del dieci. Si pedala con la visione delle Pale di San Martino, bellezza pura, uno degli scorci più belli delle Dolomiti. Magia del ciclismo. Magia del Giro d’Italia.

Dopo aver toccato quota 1984 metri sul mare al Passo, una discesa da brividi, di oltre 40 chilometri. Quindi si torna a salire, ed è una nuova, lunga emozione quella che accompagna il gruppo sul Croce d’Aune, 11 chilometri con punte al 16 per cento. Una breve discesa, poi si risale su Monte Avena: salita di categoria 1, sette chilometri con punte al 17 per cento. Qui è dove oggi, a un paio d’ore di distanza dal passaggio del Giro E, si decide il Giro d’Italia. Un’altra eccezionalità di questo evento, che ha portato i ciclisti elettrici sulle strade del Giro d’Italia nei giorni del Giro d’Italia.

Oggi è l’ultima tappa. La mattina al via, un velo di malinconia era sceso sul volto dei partecipanti,. Ma è stato subito sostituito dalla gioia di pedalare in uno scenario unico, in un evento unico. Giorni magici, che rimarranno nella memoria dei partecipanti. E questa è la cosa più importante. Molto più delle volate e delle maglie, che sono state un gioco. Per la contabilità, la Viola e la Rossa vanno al team ungherese, quella Arancio per la regolarità al team Toyota e quella verde per la squadra più giovane al team di sole donne Kilocal-Selle SMP.

“Bilancio positivo oltre le più rosee previsioni”, chiosa Roberto Salvador, direttore del Giro E. “Abbiamo avuto sempre il pieno di partecipanti, per tutti è stata un’esperienza esaltante e unica, stiamo già pensando all’edizione 2020 che porterà in dote l’esperienza di questo primo Giro E. Ciò che ci ha detto questa prima edizione, è che il giro elettrico chiede biciclette a pedalata assistita estremamente valide sotto il profilo delle pure prestazioni, dell’autonomia e dell’affidabilità”.

Dunque, arrivederci all’anno prossimo.

Leave a Reply