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Tappa 11: da San Marino a Cesenatico

By 15/10/2020 No Comments

PPP. Piadina, Pantani, pedala. La Romagna accoglie il Giro-E con i suoi monumenti sportivo-culturali schierati in attesa dei ciclisti, elettrici e non. È la tappa del vizio, della passione, della vita vissuta pienamente. È la riviera, bellezza.
La tappa, l’11a, parte da San Marino e arriva, appunto, a Cesenatico. 72,5 chilometri per 800 metri di dislivello. Tranne l’avvio, è la porzione finale della tappa del Giro d’Italia, sul percorso della Nove Colli, la più famosa e antica granfondo italiana. Inizio in discesa, ma è un’illusione. Poi un bel tratto mosso, con il San Giovanni in Galea (4,4 chilometri al 6,3 per cento medio, punte del 14 per cento): un assaggio della tortura cui devono sottostare i professionisti. Gli ultimi 25 chilometri sono in pianura, al termine dei quali c’è un ulteriore arrivo da velocisti.
Al di là dei numeri, una tappa impegnativa, bella, che esprime totalmente il territorio in cui si svolge: nervoso, sfidante, godurioso.
Oggi non c’era, ma c’era ieri, Davide Mazzanti, commissario tecnico della Nazionale di pallavolo, che l’anno scorso ha conquistato il bronzo agli Europei e si è classificata alle Olimpiadi. Forse avrebbe preferito la tappa odierna, ma è di Marotta. Non possiamo però trascurare un tale uomo di sport che si dà, anche se per un giorno soltanto, al ciclismo.

Cos’è la bici per te?
“È un modo per pensare. Mi piace molto e mi aiuta a riflettere”.

La cosa che di piace di più?
“Fare fatica”.

Bici da corsa o da passeggio?
“Da corsa, ma non elettrica”.

Quanti chilometri percorri in un anno?
“Non ne ho idea. Non uso il cardiofrequenzimetro né il contachilometri. La bici mi deve liberare i pensieri, non voglio distrazioni”.

Cosa pensi delle bici elettriche?
“Che sono un modo per essere ecologici e un ottimo esempio di mobilità. Non ne avevo mai provata una”.

Com’è andata?
“È stato divertente. Non avevo mai fatto 100 chilometri in bici. È il mio nuovo record. È stata un’esperienza strana: per i primi 80 chilometri non mi sono mai sentito bene sulla bici, per dieci chilometri in cui ho pedalato come non avevo pedalato mai, e gli ultimi dieci chilometri è andata malissimo, non ne avevo più. Ho sentito che la definivano una tappa pianeggiante. Beh, mica tanto. Di salite ce n’erano, eccome”.

Lo rifaresti?
“Subito”.

Il motore?
“Davvero utile in salita. Ho fatto meno fatica a tenere il ritmo del gruppo in salita che in pianura. Ai 40 all’ora devi metterci del tuo, il motore non ti aiuta”.

Il ciclismo che sport è, visto da un uomo di un altro sport?
“Uno sport di estrema fatica, che mi ha sempre affascinato. Credo sia uno degli sport più faticosi in assoluto. A volte mi chiedo come facciano al Giro d’Italia a tenere questi ritmi per così tanto tempo. Non sono umani nel tenere certe medie. Di certo sono molto forti di testa, perché il fisico non da solo non basta”.

Cosa serve per vincere?
“La determinazione. Il talento ce l’hanno in tanti, la determinazione no”.

Sotto l’arco del vincitore di Cesenatico è transitato per primo Patrick Martini. La situazione maglie dopo l’11a tappa diventa dunque la seguente: il team Italia Agenzia Nazionale Turismo detiene la maglia Viola classifica generale (la somma di tutte le classifiche), la Arancio classifica regolarità e la Nera classifica master; la maglia Blu classifica giovani e la Azzurra classifica prova speciale sono del Fly Cycling Team-CDI; la maglia Rossa classifica sprint al traguardo va al team Valsir.

FOTO
Alfredo Falcone/LaPresse