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Tappa 10: da Marotta a Rimini

By 14/10/2020 No Comments

Il Mare d’inverno. Da Enrico Ruggeri a Federico Fellini. L’ordine, naturalmente, è dovuto al fatto che si parte da Marotta e si arriva a Rimini. Nella prima località, Ruggeri ha scritto una delle canzoni più belle del suo repertorio, resa immortale da Loredana Berté. La seconda, è stata eternata dal genio del più grande regista italiano di sempre.
Insomma è questa la tappa numero 10 di un Giro-E stratosferico per quanto propone a livello globale. Perché non c’è solo il ciclismo. La tappa di oggi, per esempio, non passerà alla storia: tutta in pianura, 101 chilometri tutti dritti sulla strada statale costiera Adriatica, con una breve deviazione per scalare il Monte San Bartolo, unica asperità di giornata, pendenza massima 8 per cento. Con un totale di 400 metri di dislivello positivo, il motore è stata solo una suggestione.
Ma fa niente, a tenerci compagnia c’è il sottofondo di Ruggeri e ci sono le immagini di Fellini, in una giornata di sole degna di un ottobre romano.

La foto del giorno, bellissima, riunisce davanti al mare cinque ciclisti marchigiani, qualche generazione di faticatori del pedale, gregari che hanno contribuito a scrivere la storia del ciclismo, che il team Fondazione Michele Scarponi ha voluto nella tappa di casa, quella marchigiana, perché tutti legati a Michele Scarponi, o dal territorio o dall’amicizia.

(da sinistra)
Simone Stortoni, di Chiaravalle, professionista per sette anni, fino al 2015, gregario di Michele Scarponi alla Lampre. “È stata un’esperienza sportiva ma anche di vita. Michele l’ho conosciuto bene, eravamo amici. Viveva in modo leggero pur rimanendo molto professionale. Il suo incidente è stato un brutto colpo. Ci vuole più sicurezza sulla strade”.

Barbara Lancioni, di Filottrano come Michele Scarponi, regina delle granfondo: tre successi nella Nove Colli, cinque alla Maratona Dles Dolomites, cinque alla Via del Sale, più il campionato del Mondo Udace. “La bici elettrica è il futuro, ma tutti devono imparare a condividere la strada”

Giancarlo Polidori, di Sassoferrato, professionista dal 66 al 76, unico marchigiano ad avere indossato la maglia gialla, ha vinto anche una tappa al Giro e una Tre valli varesine. “Quante volte mi hanno scambiato per Raymond Poulidor? Una. Quando annunciarono che avevo preso la maglia gialla: pensavano fosse Pou Pou, invece ero io. Una volta il ciclismo era più faticoso. Il mio primo Tour, nel 67, abbiamo fatto una tappa di 359 chilometri, il Tour durava 22 giorni, si facevano anche due tappe al giorno e in totale quell’anno fu di 4750 chilometri, mille in più di adesso. Il ciclismo allora si basava sullo sfinimento. Ho cominciato per caso, tardi, a 18 anni. Prima facevo atletica leggera. Adesso ho 77 anni e ancora vado in bici, due o tre volte la settimana. Non ho guadagnato chissà che cifre, ma ci ho vissuto. Il più grande dei miei tempi? Il più grande di tutti i tempi: Merckx”.

Andrea Tonti, di Osimo, professionista dal 1999 al 2010. “La bici per me è stato un gioco all’inizio, il mio sport preferito e poi il mio lavoro. Oggi sono un tour operator specializzato in viaggi per ciclisti, Bike Division. La bici elettrica non è il futuro, è il presente. Il ciclismo si svolge su strada, e la strada dobbiamo condividerla tra tutti. Anche noi ciclisti dobbiamo fare la nostra parte”.

Rodolfo Massi, di Corinaldo, 17 anni professionista, 1987-2003, una vittoria di tappa sia al Giro sia al Tour. “La bici per me è passione e lavoro assieme, perché organizzo vacanze in bicicletta. Prima si pedala, poi si mangia e beve assieme. Il bello di Michele è che era sempre allegro, nonostante fosse un professionista al cento per cento. Quello del ciclista è il mestiere più bello del mondo”.

Situazione maglie dopo la decima tappa: il team Italia Agenzia Nazionale Turismo detiene la maglia Viola classifica generale (la somma di tutte le classifiche), la Arancio classifica regolarità, la Azzurra classifica prova speciale, la Nera classifica master; la maglia Blu classifica giovani è del Fly Cycling Team-CDI, la maglia Rossa classifica sprint al traguardo va al team Valsir. Il vincitore sotto l’arco di Rimini è Roberto Ferrari, di misura su Moreno Moser.

FOTO
Alfredo Falcone/LaPresse