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Giro-E incontra… Roberto Salvador

Giro-E incontra Roberto Salvador, direttore della prima corsa a tappe al mondo dedicata alle biciclette a pedalata assistita. Fin dall’edizione numero zero, nel 2018, è stato l’anima di un evento che è andato via via catalizzando l’attenzione di sponsor, media e pubblico, ma che fin dal primo momento ha garantito un’altissima soddisfazione dei partecipanti, gratificati dalla straordinaria esperienza di vivere uno o più giorni con le sensazioni di un corridore professionista impegnato nelle tappe del Giro d’Italia.
“Il Giro-E è un evento nuovo. È solo al terzo anno e alla sua seconda vera edizione. È una formula che è piaciuta subito perché è unica al mondo”, esordisce Salvador.

Quali sono le novità di questa edizione 2020?
“Prima di tutto amplieremo il numero dei team: passiamo da dieci a quindici, grazie all’interesse che l’evento ha generato dopo il successo dell’edizione 2019. Abbiamo introdotto delle nuove maglie, che sono passate da cinque a sette. Abbiamo aggiunto la maglia del team più esperto, che si affianca a quella riservata al team più giovane, sempre ottenuta per somma delle età dei partecipanti, ma soprattutto abbiamo introdotto la maglia dell’Efficienza energetica, che vuole sottolineare l’anima sostenibile, parlando di mobilità, dell’evento: premieremo i concorrenti che risparmieranno le batterie e i team che utilizzeranno veicoli elettrici o ibridi, organizzeremo dei giochi riservati ai team manager sempre sul tema del risparmio energetico e dell’ecosostenibilità. Avremo poi tappe più brevi rispetto allo scorso anno, per consentire a tutti i partecipanti, anche a quelli meno preparati fisicamente, di partecipare divertendosi e faticando il giusto. Questa novità, inoltre, ci consentirà di arrivare al traguardo poco prima dei corridori professionisti del Giro d’Italia, aumentando il livello dell’esperienza, perché i nostri partecipanti troveranno il pubblico già assiepato sul percorso. Ci sarà anche una prova speciale, che potrà essere una prova di accelerazione, una prova cronometrata in salita o altre modalità che stiamo definendo. Questa prova sarà svolta dai capitani o dai vice capitani dei team”.

Giro-E diventa quindi più competitivo?
“No, più ricco di prove, per risultare ancora più bello e divertente. Con le nuove prove speciali, per esempio, ci sarà modo di testare più duramente le bici, e in particolare i motori e le batterie. Quello del Giro-E è un agonismo goliardico, qualcosa che rende l’esperienza ancora più eccezionale. Giro-E è una pedalata con il DNA del Giro d’Italia, quindi un po’ di pepe ci deve essere. Ma voglio ricordare che non ci sono premi in denaro né classifiche riservate ai singoli ciclisti. Il premio è vivere un’esperienza unica”.

Qual è l’eccezionalità di Giro-E?
“È l’insieme di tante cose che fanno provare a chi partecipa le sensazioni di un ciclista professionista: il podio firma, la presentazione dei team e dei singoli concorrenti, pedalare con la scorta della polizia, la carovana che segue i concorrenti, l’assistenza tecnica, la scorta medica, il percorso chiuso al traffico. È un’esperienza da protagonisti”.

Che cosa è piaciuto di più del Giro-E ai partecipanti dell’anno scorso?
“Il livello dell’attenzione che è stata dedicata loro, dalla qualità della pedalata all’hospitality super esclusiva, che si distingue per originalità e cura dei dettagli. Poi il rapporto che si crea con i compagni di team e gli altri partecipanti, spesso grandi personaggi del mondo dello sport e dell’imprenditoria. In questo modo Giro-E riesce a essere anche un momento di relazione importante”.

Discorso bici elettriche: cosa c’è di nuovo?
“La novità più importante è che l’anno scorso prevedevamo il cambio libero delle batterie, quest’anno no: chi cambia la batteria farà prendere al proprio team un penalità. Vogliamo sensibilizzare i concorrenti sul tema della sostenibilità. L’uso della batteria è l’argomento chiave nell’utilizzo di una e-bike: va usata in modo corretto, va gestita, dosata, non sfruttata in modalità Turbo e basta. Tuttavia, se per problemi tecnici o se banalmente la batteria fosse finita, potranno cambiarla”.

Un banco di prova anche per i produttori, di bici come di batterie.
“Certo, anche se le variabili sono tante: la stessa bici in mano a un partecipante più leggero e allenato potrebbe non richiedere il cambio della batteria. Comunque, come l’anno scorso, Giro-E fornirà molti spunti tecnici sia ai produttori sia ai giornalisti, anche per la diversità delle bici presenti, frutto di scelte tecnologiche anche molto diverse”.

Giro-E è l’ambasciatore del mondo elettrico su due ruote.
“Sì, ci piacerebbe che chi partecipa all’evento poi diventasse un fruitore di bici elettriche e ne testimoniasse la validità. È forse l’obiettivo più importante del Giro-E: sensibilizzare le persone all’uso di questo mezzo, che non necessariamente deve essere una versione da corsa, come quelle che impieghiamo noi. Le e-bike consentono a persone che non sono, per le più varie ragioni, nel pieno della loro forma fisica di ritrovare la gioia di pedalare. Il messaggio del Giro-E è che le bici da corsa a pedalata assistita sono solo un validissimo strumento per provare le emozioni dei ciclisti professionisti al Giro d’Italia, ma soprattutto sono un eccezionale modo per eliminare traffico veicolare dalle città e ridurre le emissioni nocive nell’aria”.

Città di partenza: quest’anno sono tutte, meno una, Cernusco sul Naviglio, dedicate al Giro-E. Un risultato importante.
“Qualcosa che ci consente nuove opportunità. Abbiamo avuto molte richieste, tra cui alcune tra le città di partenza dell’anno scorso. Ci ha fatto molto piacere, anche se per questioni di percorso non abbiamo potuto accontentarle. Il ruolo delle città di partenza è importantissimo: sfruttano Giro-E per promuovere o annunciare iniziative nel campo della mobilità sostenibile e del turismo che vedono protagoniste le biciclette a pedalata assistita. Punti di noleggio per e-bike cittadine, piste ciclabili, punti di ricarica, bike hotel: sono tanti i temi che le città stanno affrontando per divenire sempre più efficienti dal punto di vista della mobilità urbana come dello sfruttamento delle risorse turistiche. Alcune, per dimensioni non potrebbero ospitare la partenza del Giro d’Italia, ma con il Giro-E hanno la possibilità di entrare nel mondo Giro”.

La riduzione del chilometraggio delle tappe consentirà la partenza a fine mattinata, dando tempo al villaggio di partenza di vivere e di attirare la cittadinanza.
“Esattamente. Le partenze saranno tra le 11.00 e le 12.30. Questa scelta ci consente di fare vivere tutta la mattina il villaggio di partenza e di coinvolgere il pubblico e i bambini in tante attività collaterali, di animazione, di informazione. A ogni città di partenza porteremo il Trofeo Senza Fine del Giro d’Italia. Sarà una giornata piena, dedicata al ciclismo. Inoltre, ritardando la partenza, la strada sarà chiusa al traffico, garantendo ai partecipanti un’esperienza ciclistica davvero eccezionale”.

L’anno scorso erano previsti dei trasferimenti in auto. Sarà così anche quest’anno?
“Nel 2019 a volte è stato necessario effettuare dei trasferimenti in auto per mantenere un chilometraggio opportuno delle tappe. Quest’anno abbiamo lavorato molto su questo punto e siamo riusciti a limitare a una sola tappa, la penultima, la necessità di un trasferimento in auto”.

In questa edizione, a differenza dell’ultima, si disputeranno anche le cronometro. Quale sarà la modalità?
“Saranno delle cronosquadre. I team partiranno scaglionati, a distanza di tempo l’uno dall’altro. Ci saranno medie diverse da rispettare lungo il percorso, non sarà facile. Saranno però ammessi gli strumenti di misura, che l’anno scorso erano vietati. La sfida sarà giocare di gruppo, perché il tempo verrà preso su tutti e sei i concorrenti”.

Cosa si aspetta dal Giro-E 2020?
“Vorrei che essere al Giro-E fosse l’obiettivo di tutti i produttori di biciclette per certificare la validità del prodotto. Perché una e-bike che funziona bene nelle 18 tappe del Giro-E è una e-bike di qualità”. (ldc)

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