Giro E incontra

Giro E incontra Kilocal-Selle SMP

By 06/05/2019 Maggio 8th, 2019 No Comments

Giro E incontra Angelo e Piergiovanni Baldini, toscani, anima del team Kilocal-Selle SMP che il 12 giugno prenderà il via, assieme ad altri nove team, di Giro E. Ma non si tratta di una formazione qualsiasi, perché è l’unico team al femminile dell’evento di RCS Sport che sta facendo parlare tutto il mondo del ciclismo.

Vi piacciono i colpacci: il vostro sarà il primo team completamente femminile a partecipare a Giro E. Un piccolo record.
E un grande orgoglio per noi – risponde Angelo, da 25 anni nel mondo del ciclismo come direttore sportivo e poi team manager, oggi a capo della Sangemini-Mg.K Vis, squadra professionistica Continental. Siamo contenti di questa scelta, c’è un bell’entusiasmo attorno a questa nuova avventura.

Com’è nata l’idea di un team rosa?
La Tuscan Sport – prosegue –, la mia società che si occupa di turismo in bicicletta, ha cominciato a notare un sempre maggiore numero di donne nei nostri tour. Oggi ci sono tante donne che pedalano, più di quante si possa immaginare, ma il gap tra uomo donna in bici è ancora grande. E lo vediamo chiaramente quando i percorsi si fanno più impegnativi, come per esempio nella nostra Toscana, una regione bellissima ma ostica per la bici, con tutte quelle salite toste. Se fai 50 chilometri nel Chianti, sono 2000 metri di dislivello. Ecco, la bici a pedalata assistita ti consente di vedere posti in bici che altrimenti non riusciresti a vedere, ti consente di affrontare certi percorsi. Ancor più se sei donna: la donna è impegnata non solo con il lavoro, ma anche con la famiglia, e con la bicicletta assistita può affrontare gli stessi percorsi di chi, invece, ha il tempo per allenarsi tutto il giorno. Abbiamo fatto due più due: bici a pedalata assistita e donne, ed eccoci qui, abbiamo sposato appieno l’idea del Giro E e siamo partiti come missili.

Avete già dei nomi per la vostra squadra?
Sì. E che nomi! – esclama Piergiovanni. Appena ci siamo mossi abbiamo cominciato a trovare ex atlete di valore, fino a formare un gruppo di 17 donne, con quattro o cinque atlete di valore mondiale. Sono loro a dire: Vogliamo portare sempre di più il ciclismo alle donne. È un piacere per me vedere il loro entusiasmo: sono loro che stanno trainando il progetto, adesso, e veicolando l’idea della bici senza frontiere. Le posso confessare una cosa: la donna sempre fatta apposta per andare in bicicletta.

Va bene, ma ora i nomi.
Le iridate Edita Pučinskaitė, Regina Schleicher e Diana Žiliūtė; Anna Mei, detentrice del record dei 1000 chilometri senza mai scendere di bicicletta e impegnata nel sociale; Fabiana Luperini, cinque Giri d’Italia e tre Tour de France vinti; Giorgia Fraiegari, la più giovane del lotto, una ventina d’anni e già campionessa mondiale dello scatto fisso. Le basta?

Ci saranno anche ragazze non titolate, in squadra.
Naturalmente. E tutte sono entusiaste di promuovere la bici, di fare conoscere il movimento della bici al femminile, che sta ottenendo con grandi risultati.

Avete due title sponsor: Kilocal e Selle SMP.
Che hanno subito sposato il progetto con entusiasmo. Sono due nomi importantissimi del settore. Selle SMP ha addirittura creato una sella in gel pensata per le nostre ragazze, che l’hanno già ricevuta a casa e la stanno testando. Le e-bike, a differenza delle bici convenzionali, richiedono un maggiore appoggio sulla sella, quindi occorre una sella pensata appositamente. Stiamo facendo le cose fatte bene. L’abbigliamento tecnico sarà Biemme, che ha creato un tessuto particolare per Giro E.

Le bici saranno le Focus Paralane2.
Anche Focus ha creduto subito nel progetto. Le bici saranno tutte equipaggiate Shimano con diversi gruppi. Il motore è il Fazua da 400 watt. Bici spettacolari.

Dite la verità: vi piacciono le e-road?
Le adoro! – risponde pronto Angelo. Io sono 85 chili per un metro e 80: sulle mie Apuane ci vado con la bici elettrica, altrimenti non ci potrei andare mai. Chi fa polemica vede la bici elettrica come un trucco per battersi tra amatori, ma non è così. Nasce per chi come me vuole farsi un giro a Montemarcello. E poi non è mica un motorino, bisogna anche pedalare, altrimenti la bici da sola non sale. È un mondo tutto da scoprire, fatto di grande positività. Quello che è certo è che chi la prova non la molla più. E sa cosa le dico? L’elettrico potrà prendere spazio anche nel campo delle competizioni su strada, come ha già fatto tra le mountain bike. E non è una provocazione.

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