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Giro-E incontra… Giovanni Bastianelli – ENIT

Giro-E incontra il direttore esecutivo di Enit- Ente Nazionale per il Turismo, Giovanni Bastianelli. Enit è stato tra i primi team a riconfermare la propria presenza a Giro-E, dopo essere stato uno degli assoluti protagonisti dell’edizione 2019. Con un’intuizione geniale, Enit ha invitato un folto gruppo di giornalisti, influencer, personalità straniere a pedalare a Giro-E, per fare scoprire loro l’Italia nascosta, quella lontana dai soliti giri; e farlo dalla sella di una bicicletta, nei giorni del Giro d’Italia: un’esperienza indimenticabile, che infatti ha portato Giro-E nel mondo attraverso i racconti e le immagini degli ospiti del team.

Enit e Giro-E nel 2019 è stato un binomio di successo. Quest’anno replicherete: siete stati infatti uno dei primi team a confermare la presenza al Giro-E 2020.
“Per noi è importantissimo esserci, perché possiamo fare vedere l’Italia in modalità slow, mostrando i luoghi cosiddetti minori, che poi minori non sono affatto. La bici è un modo straordinario per scoprire l’Italia. Lo spirito della nostra partecipazione a Giro-E è appunto promuovere il turismo in Italia”.

Quanto è importante la bici nel turismo italiano.
“È fondamentale, soprattutto in montagna o nelle zone dove, con grande lungimiranza, sono state costruite le piste ciclabili. In questi luoghi, oggi, il turismo si compie in gran parte su due ruote. Piace la vacanza attiva, fare movimento anche quando si è in vacanza. Il 60 per cento di tutti i turisti che vengono in Italia e vogliono fare sport, vengono con la bici o la affittano nella località dove vanno a risiedere. La bici è un’opportunità straordinaria per il turismo italiano”.

L’anno scorso avete invitato giornalisti, influencer e personalità da tutto il mondo affinché, partecipando a Giro-E, scoprissero e poi testimoniassero la bellezza dell’Italia. Quest’anno qual è la vostra strategia?
“Abbiamo già attivato le nostre 28 sedi sparse in tutto il mondo per trovare i giornalisti, i blogger, gli opinion leader che porteremo al Giro-E. Ma già sappiamo che finiremo in overbooking, come l’anno scorso, perché appena lo diciamo, tutti vogliono venire. È un’esperienza troppo coinvolgente, bella. Fare tagliare loro il traguardo del Giro d’Italia, farli salire sul podio del Giro, è una cosa unica. Fanno a gara per venire. Infatti l’anno scorso abbiamo avuto un enorme ritorno sui giornali, nelle radio, in televisione”.

Che hanno raccontato l’Italia del Giro, quella lontana dalle rotte del turismo di massa, l’Italia rurale, dell’Appennino, dell’entroterra.
“Noi puntiamo soprattutto a questo. È vero che in Italia i grandi flussi li fanno le città d’arte, ma dell’Italia all’estero piace l’immagine della campagna, della montagna. Il turismo europeo, per esempio, che le città d’arte le conosce già bene, oggi vuole scoprire un’Italia diversa, dove dominano cibo, natura, sostenibilità”.

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