Giro E incontra

Giro E incontra Bike For Dream

By 26/04/2019 Gennaio 15th, 2020 5.582 Comments

Giro E incontra Valter Mazzucchelli, l’ideatore di BFD, acronimo di Bike For Dream. È uno dei dieci team che parteciperanno all’edizione 2019, l’unico che, con un meccanismo di prenotazione online, consente a chiunque di vivere un sogno (appunto) ed essere protagonista in una tappa del giro elettrico. Più che un team e una start up, Bike For Dream è un progetto, un’idea ambiziosa che, nei desiderata di chi la anima, vuole abbattere le barriere tra gli sport e dare spazio ai giovani.

Bike For Dream è tante cose assieme. È così?
Certamente. Il nostro non è un progetto commerciale, ma un progetto sportivo. Il nome, Bike For Dream, già spiega la nostra finalità: intendere la bicicletta come mezzo trasversale per raggiungere nuove mete. Vogliamo concepire lo sport in un nuovo modo, con un rapporto virtuoso tra sponsor, campioni e giovani leve. La bici non come fine ma come mezzo. La bici, che per noi è e-bike ma è anche e-handbike, deve servire per coinvolgere tante persone e consentire a giovani sportivi di ottenere borse di studio, grazie a un meccanismo secondo il quale una parte dei contributi ottenuti dagli sponsor sostengono questo progetto.

Ci spiega meglio?
Grazie all’aiuto degli sponsor, compreremo delle bici da corsa a pedalata assistita e le noleggeremo. Ogni bicicletta comprata significherà mille euro redistribuiti in borse di studio a chi si è candidato online per riceverle. Requisito principale è che siano giovani atleti, non solo ciclisti ma di ogni sport. Vogliamo che la bici diventi realmente trasversale e che possa aiutare tutti gli sport.

A che pubblico vi rivolgete, per l’attività di noleggio? Di solito un appassionato la bici da corsa se la compra.
Sì, ma non il pubblico cui ci rivolgiamo noi. La nostra iniziativa non è rivolta agli amatori da 20 mila chilometri l’anno, ma a chi in bicicletta oggi va poco ma gli piacerebbe riprendere, a chi ci andava e ha smesso, a chi vuole provare una e-bike ma non l’ha ancora fatto. I primi sono pochi, i secondi tanti. Parliamo di centinaia, migliaia di biciclette da diffondere sul territorio, non solo nazionale. E parliamo di biciclette da corsa e-bike top di gamma oltre che di e-handbike. Nel mondo del ciclismo si sente sempre parlare di top di gamma: è facile parlarne, ma difficile realizzarle. Il nostro prodotto è una bici in carbonio di grande pregio come qualità del materiale, equipaggiata con motore Polini e gruppo Shimano Dura Ace. Praticamente il massimo. L’ha realizzata la Olmo, ma l’abbiamo pensata assieme.

Dunque avete scelto di partecipare a Giro E per fare pubblicità al vostro progetto?
Non solo. Sono tanti i motivi che ci hanno portato ad aderire subito a Giro E. Prima di tutto parteciperemo con 18 bici: sei di taglia Small, sei Medium, sei Large. Bici personalizzate per il Giro d’Italia, bici importanti. Praticamente il prototipo che in futuro Olmo porrà in vendita. È come se Giro E ne rappresentasse l’anteprima. Al termine dell’evento, 12 le porremo in vendita, le altre rimarranno in casa. Ma Giro E significa molto di più. Perché una delle colonne portanti del progetto Bike For Dream è consentire il passaggio di testimone tra i campioni affermati e le giovani leve. Nella nostra visione, questo è qualcosa di straordinariamente bello. Il regolamento di Giro E prevede che ogni squadra abbia un capitano. Può essere uno per tutta la durata delle 18 tappe o può essere cambiato ogni settimana. Noi non abbiamo voluto prendere un ciclista con un grande passato alle spalle per dare prestigio alla squadra. A noi piace l’idea che nel DNA del nostro progetto ci sia il futuro. Noi avremo tre capitani, uno per ogni settimana, e saranno tutti giovani ciclisti under 23. Abbiamo cercato tra i dilettanti coloro che cullassero il sogno di partecipare un giorno al Giro d’Italia: noi consentiremo loro di vivere già oggi questo sogno, pedalando sulle strade del Giro e tagliando il traguardo delle tappe del Giro. Dei tre capitani, una sarà una ragazza: sarà il capitano della seconda settimana. L’ultima settimana il capitano della nostra squadra sarà un giovane campione della mountain bike e la prima settimana sarà un dilettante under 23 il cui obiettivo è trovare una squadra che lo porti al Giro d’Italia. Ma questo non sarebbe sufficiente. Così stiamo cercando di inserire in alcune tappe dei campioni di ciclismo. Per esempio nella prima tappa ci sarà il grande Gianni Bugno. Avremo dunque un capitano giovane e cinque gregari, di cui nella tappa Unione comuni di Val Bisenzio-Fucecchio uno di loro sarà Bugno. Immaginatevi un ragazzo che fa da capitano sulle strade del Giro d’Italia a un gruppo di ciclisti tra cui c’è un grande campione: qualcosa di una bellezza straordinaria. È il passaggio di testimone dal vecchio al nuovo, dal campione del passato al campione del futuro. Anche un passaggio di tecnologia: dalle bici dei campioni di una volta a quelle straordinarie macchine che sono le e-bike e che rappresentano il futuro.

Inoltre consentirete a chiunque di poter partecipare a Giro E. Ci si può prenotare online e dopo avere pagato la quota partecipare a una o più tappe.
Vogliamo dare a tutti gli appassionati la possibilità di vivere un’esperienza unica. Le altre squadre procedono per inviti, noi, avendo una natura sportiva, abbiamo deciso di aprire Giro E a tutti: chiunque, uomo o donna che sia, di qualunque età, può scriverci e aggregarsi al nostro team, basta che sia in grado di rimanere cinque ore in sella e goda di buona salute.

Quali sono le persone chiave del progetto?
Io, mio figlio Nicola, che è il presidente della società, e Amedeo Colombo, che rappresenta la storia del ciclismo in Italia, essendo stato rappresentante Shimano nel nostro Paese per quarant’anni. Una garanzia. Inoltre per gestire la partecipazione al Giro E abbiamo formato un team formidabile composto da Gian Luca Piazzalunga e Osvaldo Bettoni, persone straordinarie cui noi tutti dobbiamo un grande grazie. Senza di loro non sarebbe per noi possibile essere oggi in dirittura d’arrivo.

A parte Colombo, “il signor Shimano”, qual è il vostro background?
Trent’anni fa abbiamo fondato una società di brokeraggio finanziario, che due anni fa abbiamo ceduto. Il nostro sogno, negli anni, è sempre stato quello di realizzare qualcosa nel mondo della bici, intesa non come fine ma come mezzo per fare provare emozioni e successo a tutti. Avendo più tempo ci siamo buttati nell’iniziativa. Siamo in gioco da novembre 2018. Un gioco che ci piace da matti.

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