TAPPA 17 2019

Tappa 17 | 31 Maggio 2019 | 109 km

Valdobbiadene >
San Martino di Castrozza

Valdobbiadene

Valdobbiadene deve, con ogni probabilità, il suo nome al Piave, o meglio al fatto di essere localizzata fra i due rami in cui, anticamente, si divideva il fiume, come lascia intendere il toponimo “Duplavilis”. Le prime tracce delle sue origini risalgono all’età “Musteriana”, ma la notorietà storica della città è legata alla figura di S. Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers, illustre agiografo della tarda latinità, che qui ebbe i natali.

Luoghi di interesse

Il <strong>Duomo</strong> fu costruito originariamente a tre navate, ma fra il XV ed il XVIII secolo subì alcuni radicali restauri che gli conferirono l’attuale linea in stile neoclassico. A lavorarvi furono principalmente gli architetti Bernardo Salomoni e successivamente Giuseppe Segusini. Il portale d’ingresso è preceduto da un pronao tetrastilo di ordine dorico che immette in una sala a navata unica. L’edificio venne distrutto dai bombardamenti della Grande Guerra e successivamente fu ricostruito e rinforzato nelle strutture portanti. In esso sono custodite preziose opere di artisti del calibro di Francesco da Conegliano, detto il Beccaruzzi, di Paris Bordon e di Palma il Giovane.<br />
Il campanile, progettato dall’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco, fu costruito tra il 1743 e il 1767. La bella cuspide a bulbo invece risale al 1810.<br />
Anch’esso, come il Duomo, subì gravi danni durante il primo conflitto mondiale e venne restaurato negli anni successivi, oggi è considerato il simbolo di Valdobbiadene. A causa dei bombardamenti venne distrutta anche l’affascinante meridiana che venne realizzata dal sacerdote Giovanni Follador nella prima metà del XIX secolo. Oggi, dopo un attento restauro, essa, con il suo calendario zodiacale solare, decora nuovamente il lato sud.<br />
Agli inizi del Duecento venne eretta una piccola chiesa dedicata a San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa. Dapprima si stabilì la Confraternita di Santa Maria poi, nel 1601 vi si insediarono i frati Cappuccini che un paio d’anni dopo costruirono la nuova chiesa. Dopo la soppressione nel 1769 il convento passò in mano a privati per divenire infine proprietà della Parrocchia. Del complesso, finemente restaurato nel 2001, restano solo alcune arcate del chiostro e l’antico pozzo. Inoltre lungo i muri perimetrali sono state riportate alla luce alcune croci del Settecento e una bella meridiana. Unico edificio seicentesco del territorio valdobbiadenese stupisce ancora oggi i visitatori per la sua composta bellezza. Per la sua ottima acustica la chiesa viene spesso usata come auditorium per conferenze e concerti.<br />
Del santuario dedicato a San Floriano, situato sulla cima dell’omonimo colle, se ne ha già notizia in un testamento del 1424. Nel corso dei secoli fu più volte ricostruito e ampliato e completato con il campanile-faro costruito nel 1802.<br />
Anche questo piccolo oratorio subì gravi danni durante i bombardamenti bellici degli anni 1917-18 e successivamente venne ricostruito, ampliato e dotato del piazzale antistante dal quale si può ammirare il panorama della vallata di Valdobbiadene.</p>
<p>San Floriano è raggiungibile a piedi da piazza Marconi proseguendo per via Roma, via San Martino e quindi via San Floriano; oppure con l’auto seguendo le indicazioni per località Pianezze.<br />
Il monumento ai caduti, inaugurato nel 1959, si colloca prospetticamente alla conclusione di viale della Vittoria. Esso fu realizzato dallo scultore trevigiano Toni Benetton in onore ai caduti delle due Guerre Mondiali. Nella parte centrale del monumento, sopraelevata mediante una serie di gradoni, si dipanano le figure in ferro battuto che rappresentano la storia di Cristo. La semplicità formale delle figure riporta a suggestioni di stampo medievale.<br />
Il palazzo Celestino Piva fu eretto agli arbori del XX secolo, infatti nel 1898 il commendatore Celestino Piva, all’epoca residente negli Stati Uniti, donò al sindaco di Valdobbiadene, una cospicua somma di denaro per la costruzione di una nuova scuola elementare. L’edificio fu progettato dall’ing. Giuseppe Fassina esso presentava una pianta ad U elevata su un solo piano. Nel corso del tempo l’edificio subì importanti modifiche conseguentemente all’evoluzione dell’edilizia scolastica, esso venne alzato di un piano e nella corte interna venne realizzata una palestra.<br />
Inoltre il palazzo fu inizialmente arredato con le forniture di una ditta americana che, proprio grazie a questo allestimento, vinse il primo premio all’Esposizione Universale di Milano del 1906.<br />
Fu destinato a scuola elementare fino al 1967, anno in cui trovò invece sede l’Istituto Professionale per il Commercio fino al 2001.<br />
Nel recente intervento di recupero non solo si è cercato di restituire all’immobile l’antico splendore ma soprattutto si è voluto valorizzare l’originale vocazione culturale del palazzo con una nuova destinazione d’uso dei locali. L’edificio ospita la Biblioteca Comunale, la sala consiliare, l’associazione Amici della musica, l’Archivio Comunale, l’auditorium e alcune altre associazioni, dimostrando di essere quindi sia sede prestigiosa della vita istituzionale cittadina sia sede delle realtà associative locali.<br />
Villa dei Cedri sorse nei primi anni del 1800, come filatoio e residenza della famiglia Bottoia. Nel 1840, dopo l’arrivo di Pietro Piva, esperto setaiolo originario di San Martino di Lupari, l’opificio venne restaurato e venne aggiunta l’ala est. Negli anni successivi l’edificio non fu più in grado di ospitare i grandi macchinari del filatoio e così l’azienda fu trasferita presso gli stabili dei Conti di Collalto. L’attuale aspetto risale ai primi del novecento, quando divenne residenza della famiglia Piva fino a oltre la metà del secolo. Oggi ospita ogni anno, ad agosto, l´evento “Calici di stelle” e per molti anni è stata sede, ad inizio settembre, della “Mostra Nazionale degli Spumanti”, la più antica ed importante rassegna del settore vinicolo. Negli ultimi anni le sue sale hanno ospitato anche il Presepe artisico di Valdobbiadene che, ad ogni edizione, cambia il suo apsetto. Molte sono quindi le mostre di genere vario, le conferenze, i concerti, gli eventi che la villa ha ospitato e continua ad ospitare. L’edificio è circondato da un vasto parco aperto al pubblico, all’interno del quale si trova un’area giochi per bambini.

<h3>San Martino di Castrozza</h3>

Situato su un ampio pianoro a 1450 metri di quota, San Martino è una rinomata località turistica immersa nella natura elegante del Parco di Paneveggio Pale di San Martino.<br />
L’abitato sorge ai piedi delle Pale di San Martino, il gruppo roccioso più esteso delle Dolomiti patrimonio UNESCO e vanta una lunga tradizione di ospitalità turistica iniziata nella seconda metà del 1800 con i primi alpinisti stranieri che giunsero in queste zone con il sogno di conquistarne le inesplorate cime. Meta ambita da tutti gli amanti della montagna, questo territorio è una palestra a cielo aperto per vivere una vacanza attiva a contatto con la natura, alternando esperienze in quota alla contemplazione degli scenari mozzafiato delle sue cime.<br />

Gastronomia

Il piatto tipico di Primiero è a base di polenta, luganega, funghi e tosèla (una cagliata fresca tagliata a fette e rosolata a fuoco basso nel burro). Altro piatto della tradizione sono i canederli, consumati sia in brodo che asciutti e cosparsi di burro fuso. Tra le carni e gli insaccati particolarmente pregiata è la carne fumada Dop di Siror. Dalla grande tradizione casearia del territorio, che si fregia di appartenere alla Strada dei formaggi delle Dolomiti, spiccano il formaggio nostrano Primiero fresco e il botiro di malga (il burro prodotto negli alpeggi). Infine per quanto riguarda i dolci da segnalare lo strudel, lo smorum e il brazedel di Siror.<br />

Bevande

La valle di Primiero può vantare la presenza del birrificio artigianale BioNoc, realtà giovane e dinamica, capace di ottenere numerosi riconoscimenti a livello internazionale. I suoi prodotti si caratterizzano per l’utilizzo di spezie e aromi raccolti per gran parte sul territorio. Curiosità: le birre artigianali del birrificio hanno quasi tutte nomi dialettali che derivano dal folklore locale (ad esempio Guana, Rauca, Lipa…).<br />

Luoghi di interesse

San Martino di Castrozza – San Martino è rinomato soprattutto per le bellezze paesaggistiche che lo circondano. Dall’abitato è possibile raggiungere a piedi o in funivia alcuni degli ambienti più caratteristici di tutte le Dolomiti. Grazie agli impianti Colverde e Rosetta si arriva in meno di mezz’ora sull’Altopiano delle Pale, vastissimo pianoro roccioso circondato dalle splendide cime che compongono il gruppo. Sempre da San Martino poi, consigliatissima una visita alle vallate simbolo del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, dalla foresta dei Violini in Val Venegia alla Val Canali.</p>
<p>Primiero – merita una visita il centro storico di Fiera di Primiero, dall’architettura tipica dei borghi del Tirolo. La Chiesa arcipretale della Madonna dell’Assunta è una delle più belle chiese gotiche della regione tirolese e di tutto il Trentino. Vicino alla chiesa si trova il palazzo del Dazio delle Miniere, antica sede del magistrato deputato al controllo delle miniere e dell’ufficio delle imposte. Il palazzo è tipicamente di gusto austriaco, con feritoie, bifore e sporgenze. Di grande interesse anche il centro storico di Mezzano. Il paese è ormai da qualche anno entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, grazie alle sue architetture rurali e alla mostra permanente “Cataste e Canzei”, dedicata agli accatastamenti artistici della legna da ardere.<br />

Storia

Abitanti: 540 – San Martino di Castrozza, 10.000 – Valle di Primiero e Vanoi</p>
<p>Origine: insediamento medievale, ma con sviluppo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento</p>
<p>Nome Antico: il nome deriva dall’istituzione religiosa dei Santi Martino e Giuliano che aveva un Ospizio in loco per accogliere i viandanti che valicavano il Passo Rolle.<br />