TAPPA 13 2019

Tappa 12 | 25 Maggio 2019 | 97 km

Aosta >
Courmayeur

Aosta

Considerata la “Piccola Roma delle Alpi” per la quantità di edifici di epoca romana perfettamente conservati, Aosta, l’antica Augusta Praetoria fondata nel 25 a. C., ha nel suo centro storico un naturale itinerario lungo l’asse romano Est-Ovest che presenta numerose e imponenti attrattive monumentali risalenti alla romanità.

Luoghi di interesse

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<li><strong>L’ARCO D’AUGUSTO:</strong> L’arco d’Augusto fu edificato nel 25 a.C. in occasione della vittoria dei Romani sui Salassi ad opera di Aulo Terenzio Varrone. Costruito in blocchi di conglomerato, esso si trova in asse con il decumanus maximus, poco distante dall’ingresso orientale della cinta muraria (la Porta Praetoria), e presenta un solo fornice che misura 11,40 metri di altezza sotto la chiave di volta. L’aspetto odierno è il frutto dell’ultimo intervento di restauro e consolidamento avvenuto nel 1912. Il crocifisso ligneo esposto sotto la volta è una copia di quello che nel 1449 vi fu collocato come offerta votiva contro le esondazioni del torrente Buthier, che scorre poco distante. L’originale del crocifisso è ora custodito presso il Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta.</li>
<li><strong>IL PONTE ROMANO (PONTE DI PIETRA):</strong> Il ponte di pietra è un monumento romano della città di Aosta, situato a circa centocinquanta metri a est dell’Arco d’Augusto. Fu eretto ai tempi della fondazione della città romana di Augusta Praetoria per consentire il passaggio da una sponda all’altra del torrente Buthier. In epoca medievale, in occasione di un’eccezionale alluvione, il torrente Buthier cambiò corso, spostando il suo alveo più a ovest. Sotto il ponte continuò a scorrere un canale di portata modesta, che col tempo si prosciugò completamente.</li>
<li><strong>IL TEATRO ROMANO:</strong> Il Teatro romano è un antico ed imponente monumento edificato in epoca romana. Il Teatro occupava un’area di 81 metri di larghezza e 64 di lunghezza. La facciata è contraddistinta da una serie di imponenti contrafforti verticali: essi definiscono specchiature di 5,5 metri. La mole della facciata è alleggerita da quattro ordini di aperture: in basso, le arcate d’ingresso e, verso l’alto, tre ordini di finestre sovrapposte, di forma diversa. Le gradinate – poste ad emiciclo – costituivano una cavea inserita in un recinto a pianta rettangolare; esse dovevano arrivare sino al terzo ordine di finestre ed erano destinate ad ospitare fino a tremilacinquecento- quattromila spettatori.</li>
<li><strong>LA PORTA PRAETORIA:</strong> La Porta Pretoria è la porta di ingresso orientale della città romana di Augusta Praetoria (oggi Aosta). Costruita nel 25 a.C., si trova tuttora in eccellente stato di conservazione ed è formata da due serie di archi – uno maggiore centrale e due minori laterali – che racchiudono una piazza d’armi. Su entrambi gli archi sono visibili i camminatoi delle sentinelle. L’arco centrale, che misura circa 7 metri di luce, era destinato al passaggio dei carri, mentre i due laterali, larghi 2,65 metri, a quello dei pedoni. I tre varchi orientali erano un tempo chiusi da cancelli levatoi. Le due torri difensive a base rettangolare sono state rimaneggiate nel corso del tempo; quella settentrionale in modo più evidente, mentre quella meridionale conserva ancora intatte alcune caratteristiche architettoniche romane.</li>
<li><strong>CRIPTOPORTICO FORENSE:</strong> Il Criptoportico Forense è un monumento romano e anticamente circondava l’area sacra del foro di Augusta Praetoria. E’ costituito da una galleria a due navate articolata su tre lati che abbraccia un ideale rettangolo di 89 X 73 metri, lasciandolo aperto sul lato sud. Le volte sono sostenute da imponenti pilastri in tufo.</li>
<li><strong>PIAZZA CHANOUX:</strong> La Piazza Chanoux è la piazza principale di Aosta. È situata nella zona centrale della città ed ha forma di rettangolo coi lati lunghi esposti a nord e sud. Da essa partono la via Jean Baptiste de Tillier, la via Porta Praetoria (queste due sorgono sul percorso dell’antico decumanus maximus), la via Xavier de Maistre ed il viale Conseil des Commis. La piazza, che un tempo si chiamava piazza Carlo Alberto, è intitolata al martire della Resistenza valdostana Emile Chanoux, trucidato dai nazifascisti nel 1944. Vi sorge il Municipio (Hôtel de Ville) che prese il posto del monastero di San Francesco. I lavori per la sua edificazione presero il via nel 1835 e terminarono nel 1841. La facciata principale dell’edificio, quella esposta a sud, si affaccia sulla piazza Chanoux. Da notare, oltre al frontone riccamente decorato, sono le due statue situate alla base della facciata. Le sculture rappresentano i due corsi d’acqua che lambiscono la città: la Dora Baltea ed il torrente Buthier.</li>
<li><strong>LA CATTEDRALE:</strong> La origine della Cattedrale di Aosta (situata in piazza Giovanni XXIII) risalgono alle fasi iniziali di diffusione del Cristianesimo in Valle d’Aosta:.La chiesa venne completamente rifatta nel corso del secolo XI. Nei tre secoli successivi la cattedrale vide varie trasformazioni e abbellimenti:al XV secolo risalgono le belle vetrate (nel Museo del Tesoro sono conservati frammenti di quelle del XII secolo); al XII e XVI secolo vanno datati i mosaici del coro. L’intervento più importante fu la costruzione tra il 1846 ed il 1848, ad opera dell’architetto Gayo, della nuova facciata neoclassica, posta in posizione più avanzata rispetto al portico.</li>
<li><strong>LA COLLEGIATA DI SANT’ORSO:</strong> La chiesa Collegiata di Sant’Orso, situata in via Sant’Orso, 10, costituisce, assieme alla Cattedrale di Aosta, la testimonianza di maggior rilevo della storia dell’arte sacra in Valle d’Aosta. La costruzione della chiesa (oggi dedicata ai Santi Pietro ed Orso) avvenne all’epoca del vescovo Anselmo che tenne la cattedra vescovile in Aosta tra il 994 e il 1025 (da non confondersi con Anselmo, filosofo e santo, nato in Aosta nel 1033). Essa sorse come grande chiesa romanica a tre navate, con pareti interamente affrescate, sui resti di una basilica paleocristiana e su quelli di un altro successivo edificio sacro di epoca carolingia. La costruzione del chiostro romanico, istoriato da suggestivi capitelli – per i quali la collegiata di Sant’Orso va celebre -si colloca negli anni immediatamente successivi al 1133. Gli archi e le volte attuali del chiostro sono frutto di un rimaneggiamento posteriore, avvenuto all’epoca del priore Giorgio Challand (1468-1509). In quell’epoca tutta la chiesa subì importanti rifacimenti che portarono all’aspetto tardo gotico che si è conservato sino ad oggi. Venne inoltre costruito il Priorato, formato da tre corpi di fabbrica in stile rinascimentale, riuniti ad angolo e sormontati da una torretta ottagonale. Il campanile romanico di imponenti dimensioni, sorge sul sagrato della chiesa, dalla quale però è isolato. La parte inferiore, da attribuire al XII secolo, è formata da enormi massi squadrati, tolti forse ai vicini monumenti romani. La parte superiore è probabilmente del XIII secolo.</li>
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Eventi e Manifestazioni

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<li><strong>FIERA DI SANT’ORSO:</strong> Ogni anno si ripete la grande festa popolare della regione alpina con centinaia di migliaia di visitatori, datata per tradizione all’anno 1.000: racconti leggendari narrano, infatti, che la Fiera abbia avuto inizio proprio di fronte alla Chiesa dove Sant’Orso, vissuto anteriormente al IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e “sabot”, le tipiche calzature alpine in legno. La “due giorni” della Fiera è caratterizzata dall’esposizione allestita nel centro storico del capoluogo valdostano, lungo l’asse che va da piazza della Repubblica a piazza Arco d’Augusto, e ha il suo cuore nel borgo di Sant’Orso. Qui un migliaio di espositori, in rappresentanza di tutti i settori tradizionali, presentano prodotti artigianali di scultura e intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del “drap” (stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno), e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti, attrezzi per il lavoro nei campi come le scale per la raccolta dei frutti, il rastrello per la fienagione, vari tipi di cesti, la slitta per il trasporto del fieno. A tutto ciò si aggiungono sculture e bassorilievi a soggetto agro-pastorale, che spesso sono vere e proprie opere d’arte. Tra un bicchiere di vino e una polenta fumante, una danza folk ed il concerto di una corale, si giunge al momento “clou” nella notte tra il 30 e il 31 gennaio con la “Veillà”: musica, canti, libagioni e spuntini nelle vie e anche nelle storiche cantine del centro (per l’occasione aperte ai visitatori) per trascorrere una notte di festa in allegria fino all’alba.</li>
<li><strong>MARCHÉ VERT NOËL:</strong> L’evento – che tiene compagnia a turisti e residenti per tutto il periodo delle festività natalizie di fine/inizio anno – si tiene nel magico scenario dell’area archeologica del Teatro Romano. Qui viene ricreato un colorato villaggio alpino, con tanto di strade e piazze, chalets in legno ed un vero bosco di abeti, tra musica, luci e allegria. Per tutto il giorno i visitatori possono curiosare tra le “strade” del villaggio alla ricerca di un’idea regalo o più semplicemente per ammirare le produzioni artigianali, nei settori quali: candele, saponi artigianali, oggetti in ceramica, oggettistica artigianale in legno, oggetti e mobili di antiquariato, oggetti ed accessori di abbigliamento in lana cotta e feltro, canapa, pizzi, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria, oggetti realizzati con la tecnica del découpage o con altre tecniche manuali. È l’occasione per immergersi nella cultura valdostana e respirare il sapore della tradizione profumato di legni pregiati, presi per mano dalla cordialità delle genti di montagna e trasportati in un mondo incantato nello scenario maestoso delle antiche pietre cariche di storia su cui svettano le montagne più alte d’Europa.</li>
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Courmayeur

Situata ai piedi del Monte Bianco, Courmayeur è la porta d’accesso all’Italia che offre una combinazione unica di cultura alpina, cibo, sport, relax, divertimento, shopping e life style. Courmayeur è facilmente raggiungibile tutto l’anno: a pochi chilometri dalla Francia e dalla Svizzera e vicina alle più importanti città del nord Italia, è in posizione strategica anche per gli aeroporti di Milano, Torino e Ginevra.

Gastronomia

La tradizione culinaria di Courmayeur ha radici lontane che ancora oggi permangono nella quotidianità. Tanti i prodotti tipici, si passa dalla Fontina al Bleu d’Aoste, dallo Chevrot du Mont Blanc alla brossa, senza dimenticare lo yogurt artigianale prodotto a Courmayeur con il latte degli alpeggi. A tavola non possono mancare selvaggina e sughi di carne, formaggi e polenta, zuppe “seuppe” e affettati.<br />

Bevande

Il pasto però deve essere accompagnato da un vino DOC della regione. Dai bianchi ai rossi la scelta è ampia, e non può che terminare con un bicchiere di grappa locale o di génépy. Tra le eccellenze enogastronomiche della Valdigne, la più nota è sicuramente la coltivazione del Prié Blanc, vitigno autoctono, autoimmune dalla fillossera, coltivato nei vigneti DOC più alti d’Europa, da cui si produce il Blanc de Morgex et de La Salle, vino bianco DOC, oltre ad alcuni spumanti metodo classico e un ice wine, realizzato con uve stramature raccolte di notte, dopo la prima gelata. Simbolo dell’ospitalità e del calore con cui i turisti vengono accolti è la Coppa dell’Amicizia, la tradizionale “grolla”. Una coppa rigorosamente artigianale in legno intagliato, nella quale viene versato il caffè corretto con grappa e génépy, consumata a fine pasto facendola passare di mano in mano fra i commensali.<br />

Luoghi di interesse

Skyway Monte Bianco. L’impianto mozzafiato è una porta d’accesso alle montagne che hanno fatto la storia dell’alpinismo e ai sentieri più panoramici delle Alpi. Costituito da due tronchi che portano dai 1.370 metri di Pontal d’Entrèves a Courmayeur, alla tappa intermedia, il Pavillon du Mont Fréty (2.173 m) e infine ai 3.462 metri di Punta Helbronner, è dotato di cabine circolari e trasparenti, che ruotano su sé stesse – un giro completo per ogni viaggio – per garantire una visione a 360°. La stazione di partenza si trova vicino alla funivia Val Veny, a poca distanza dall’imbocco italiano del Traforo del Monte Bianco ed è dotata di ampi parcheggi, bar, ufficio informazioni e biglietterie. La prima stazione, al Pavillon du Mont Fréty, ospita all’esterno il giardino botanico alpino Saussurea, un parco giochi dedicato ai bambini e una rete di sentieri; a Punta Helbronner si trova l’attrazione principale dell’impianto: una terrazza panoramica circolare di 14 metri di diametro che regala una straordinaria vista sulla vetta del Monte Bianco (4.810 m) sul Dente del Gigante, sulle Grandes Jorasses e sulla Vallée Blanche. Sotto la stazione, un tunnel verticale lungo 90 metri ospita i due ascensori che conducono al Rifugio nuovo Torino, una struttura poliedrica, con camere, ristorante, bar e terrazza panoramica, capace di assecondare le esigenze più diverse. Il rifugio può ospitare fino a 160 persone e propone grandi camerate per gli alpinisti o maggiore intimità per i viaggiatori più esigenti (e romantici) in una deliziosa stanza – la stanza 31 – in cui è possibile godersi il sorgere del sole in totale silenzio e magia. La salita a Skyway è una vera e propria esperienza di viaggio, interamente accessibile anche alle persone disabili.<br />

Storia

Abitanti: 2779</p>
<p>Origine: epoca romana</p>
<p>Nome antico: Croméyeui; Cormaiore dal 1939 al 1946<br />