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Abbiate Grasso / Prato Nevoso 24/05/2018

By 24/05/2018 Gennaio 15th, 2020 No Comments

Lunga ma pedalabile, costante e per certi versi dolce, senza troppi strappi improvvisi e violenti che costringono a rilanciare l’azione. La salita verso il traguardo di Pratonevoso, 14 chilometri tutti da gustare, inaugura il gran finale di questo Giro d’Italia numero 2018 ed è stata l’ennesimo palco su cui si sono esibiti i team del Giro E, la corsa elettrica e green che precede la carovana e l’arrivo della Maglia Rosa e dei suoi acerrimi rivali. E proprio su quella salita, mentre il drappello di testa battagliava per la prima posizione, tutte le attenzioni sono andate a Justine Mattera che, non senza fatica, in sella alla sua Nytro, ha sfidato le docili pendenze del finale di tappa strappando foto, sorrisi e applausi.

CHE SODDISFAZIONE: Quello per la bicicletta è stato un vero colpo di fulmine. La Marilyn Monroe d’Italia si è innamorata delle due ruote solo negli ultimi due anni e il ciclismo ha rubato qualche spicchio del suo cuore, che fino a quel momento era tutto dedicato al nuoto e alla corsa. “Mi piace perché dà quel senso di libertà che pochi altri sport riescono a infondere in chi li pratica”, racconta Justine. Che dopo aver preso parte ad alcune pedalate organizzate da Banca Mediolanum lungo i percorsi delle precedenti tappe, si è buttata nella mischia del Giro E per la quindicesima frazione. “E’ stata una salita lunga, dura per alcuni tratti, ho sofferto ma è una grandissima soddisfazione essere arrivata fino in cima”, ha raccontato ai microfoni di Radio 2 dopo aver tagliato il traguardo. La Nytro di Pinarello le ha dato una grande mano a sconfiggere rettilinei e tornanti: “Non è come la mountain bike a pedalata assistita, ma l’aiuto è notevole e permette di raggiungere vette simili e di pedalare a lungo su percorsi mossi come quello di oggi”.

MONTAGNE TOP: La quindicesima prova del Giro E si era aperta in mattinata ad Asti: da lì i team in gara si sono mossi verso Alba e Barolo, attraversando il favoloso scenario delle Langhe, un dipinto olio su tela nel quale i ciclisti hanno lasciato la loro scia elettrica. Prima di Prato Nevoso i corridori avevano potuto scaldare le gambe sullo strappo di Novello, per poi lasciarsi cadere in discesa fino all’attacco dell’asperità finale. Sulla quale, per conquistare le prime posizioni, hanno fatto rombare i motori delle loro Pinarello anche Rémi Duchemin e Matt Holden, organizzatori dell’Haute Route, circuito di 13 eventi amatoriali di categoria “premium”, organizzati sulle salite più prestigiose di tutto il mondo, quelle su cui si sono scritti capitoli celebri della storia del ciclismo moderno. Due, insomma, che di montagne se ne intendono, e che si sono lasciati ammaliare dalla bellezza del Giro e dalla spinta del Giro E.